mercoledì 6 settembre 2017

Le muse inquietanti


Penisola del Sinis. Oristano. Mi ci sono ritrovata da pochissimo, domenica scorsa, per l'esattezza, per assistere ad un rito religioso (magico) di cui avevo sentito parlare da tanto ma che non avevo mai visto. Il viaggio è iniziato, una volta abbandonata l'auto, a San Salvatore di Sinis.
Una nube di polvere marrone investiva qualsiasi guidatore o passeggero nell'attraversare il grande parcheggio sterrato ai confini del piccolo villaggio. Il cielo era cupo, l'atmosfera da festa di paese del meridione italiano, afa, confusione e disordine nella disposizione delle bancarelle, nel progredire del traffico automobilistico e umano. Antichi riti pagani si mescolano al consumismo immancabile di cose utili e inutili. La bellezza e la maestria riconoscibile nell'opera delle sarte che tessono e ricamano i costumi antichi indossati per l'occasione (è la festa di San Salvatore), da bambine e adolescenti, consapevoli o inconsapevoli di fronte a chiunque volesse immortalarle in foto più o meno riuscite. Buffo mi è apparso il fatto che si richiedesse di essere fotografati accanto alle bambine, così come accanto alla statua di Padre Pio o con lo sfondo del Vaticano o della fontana di Trevi. Pare che ormai, qualsiasi rito antico e misterioso sia stato soppiantato dalla consuetudine del selfie, della testimonianza, attraverso la foto, della propria presenza in loco, così che persino monumenti ed esseri umani vengono trattati allo stesso modo.

 



Le espressioni che ho voluto cogliere sui loro volti sono, invece, un poco inquietanti, mi accorgo in assoluta armonia con l'atmosfera del luogo e del movimento e della pressione atmosferica segnata dal maestrale e dal cielo cangiante


col sole però, che non smetteva di infastidire le piccole muse, elegantissime e scalze, come tradizione richiede, per il voto al Santo


Bellissimo! accanto al rispetto per la tradizione non poteva mancare la trasgressione, accanto ad una madonnina addolorata


ma poi, alla fine i bambini rimangono bambini e litigano tra di loro per un amuleto, un piccolo portafortuna del tempo


ritrovata serenità tra le braccia della maggiore, dall'aspetto protettivo ma un poco minaccioso


Eccolo, uno degli Scalzi, la corsa inizierà solo nel pomeriggio, ancora si può posare con i profani e le loro calzature





Poco lontano da San Salvatore si fa in tempo a visitare il museo di Cabras e i suoi Giganti


Ed eccola la Corsa degli Scalzi.
Dire emozionante? Di più. Forte.








inquietante e commovente








bibliomatilda's pics

2 commenti: