martedì 12 settembre 2017

La Pianura


 La pianura è un'entità a sé, come il bosco, il mare, la montagna. È che uno non ci pensa se non gli capita di incontrarla. Quando ci sei dentro è il vuoto a fungere da parete. Pare che tutto si inchini, si apra per accogliere un passo che non potrà comunque raggiungere ogni sua parte. Ti dà l'illusione, diciamo così, di poter essere interamente percorsa, distesa, apparentemente infinita. Di fronte al mare non si prova tanto la sensazione del vuoto quanto in pianura.


Questa pianura è disseminata di ricordi di guerre. Forse un po' troppo dimenticate, seppure periodicamente celebrate. La foto seguente è una prova di un'antica volontà di legare il passato al presente e di fare di quest'ultimo un tempo di rispetto per l'umanità. 


Anche il lavoro è presente come entità più che rappresentato da esseri umani reali, 
è ovunque ma sono rare le persone sui campi.



Sai che il terreno è stato dissodato e poi di nuovo seminato da menti e forza umana, sai che il mais è cresciuto grazie all'impegno e anche alla speranza di qualcuno. Ti chiedi anche che fine abbiano fatto gli animali in questo paesaggio, poiché se ne sente la presenza ma mancano allo sguardo. Pensi costantemente agli allevamenti intensivi e a quanto quella grande quantità di granturco possa anche servire per nutrirli, al riparo dalla natura alla quale, invece, apparterrebbero.


Ma, nonostante tutto, la pianura ti prende, ti affascina con i resti di una società differente da quella attuale. Le grandi fattorie, le case padronali con attorno le corti e le case dei braccianti, quelle storie raccontate dai tanti film che parlano della storia italiana tra Ottocento e Novecento, le guerre, le disuguaglianze sociali, le lotte, le amicizie e i pochi amori felici, insieme alla bellezza della gioventù e, a volte, alla saggezza della vecchiaia.














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