sabato 8 luglio 2017

Do camiño 3 (ovvero delle rose, dei laghi, delle partenze e degli arrivi + un incontro con Obelix)

Una delle cose belle del Cammino è che continua, nonostante la stanchezza, nonostante le bolle ai piedi, nonostante le unghie non abituate alla pressione continua delle scarpe nei chilometri attraversati, già, persino alle unghie si pensa, persino loro reclamano un'attenzione avuta mai. Ho conosciuto un bel signore olandese dagli occhi celesti, con freddo humor britannico, raccontarmi di come lui, di unghie ne ha perse sei lungo il cammino, SIX, mi ripeteva, - six nails! got it? - vuoi mettere con la mia unica e neppure tanto danneggiata? La moglie, una bella signora molto più espansiva di lui, dall'aspetto, io avrei detto, di europea dell'est, tipo ucraina o polacca, aggiunge: 
- he tears them out by himself! - 
- oh God! really? I can't believe that! 
- Yeah, he did! -
- But if I can't ever  look at my suffering nail, it upset me so much … -
- Oooh, you can mend it, then, closing your eyes?!!!! -

Ecco, persone così, persone simpatiche, si possono trovare, dolci, di quella dolcezza leggera, che sai durerà lo spazio di quelle parole incerte e di quelle esperienze comuni raccontate per la voglia di celebrare l'esserci, l'incontrarsi, il sopravvivere, come qualcuno dice al cammino (di vita o di quello specifico di Santiago, poco importa, è la curiosità, l'umanità che si celebra in poche parole ma sentite e condivise senza competizioni e senza titoli da far valere. Meraviglia!

Nel post precedente ancora eravamo nel bel mezzo solamente della prima tappa, in questo, tra poco, se avrete la pazienza di seguirmi, arriveremo alla prima meta, Portomarin e poi alla seconda Palas de Rei. Per ora cercate di individuare la freccia gialla disegnata sul muro di questo piccolo villaggio in pietra in parte abbandonato, in parte abitato.



Le rose, bianche, questa volta, purezza e profumo, le odoravo tutte 😅


Questa mi appariva bella e sacrificata, dietro quella recinzione


questa solo bella


ma mica mi hanno fatto dimenticare i miei amici più assidui, eccoli, soli, in un campo di un qualche cereale, svettanti del loro rosa intenso


ed eccolo il lago di Portomarin, sono arrivata alla prima meta.


Lei è Alessia, la mia amica ventenne, italiana, bella e un poco stravagante, ma chi non è stato stravagante a vent'anni? E poi, mica sono sicura che ai miei anni io non lo sia 😊



Chissà perché quasi tutti i paesi attraversati in questo tratto del Cammino, si sviluppano in salita. Per entrare a Portomarin c'è, addirittura, una scalinata ripida e piuttosto lunga e poi il paese prosegue sempre in salita, questo di seguito è il lago visto da poco più sopra


ed infine il lago visto dal terrazzo della mia habitación individual alle h. 22.30 ca. 
Sì, perché, è vero che a Portomarin sono arrivata il pomeriggio del 21, sol-s-tiz-io d'estate, ma è vero anche che il sole non ricordavo di averlo mai visto tramontare dopo le 22.30. Qui sì! Come ho fatto ad andare a dormire? 


Mattina del 22 giugno, cielo coperto e pioggerella leggera, diffusa nell'aria quasi come se l'aria stessa fosse diventata acqua. Il sudore, in mezzo ai campi gialli e verdi si confondeva con l'umida brezza. Straordinario. Il cammino continua e la libertà la senti nella solitudine e nel silenzio, nei verdi e nei grigi, persino il fieno avvolto dalla plastica bianca e spessa ha un suo fascino unico.


In questo mondo ricco di ombre non poteva mancare un capannone industriale abbandonato. Quasi da accarezzare, quasi quanto le mucche, faceva tenerezza e ti parlava.








Adelante!





No, di lei non so, forse un saluto e un sorriso


Vedete questa qui sotto? Si tratta di una delle costruzioni più diffuse di questa zona della Spagna, stiamo parlando della Galizia. Forse la si potrebbe prendere come immagine caratteristica della regione. Mi è sembrato di capire che fossero qualcosa come ripostigli per conservare piccole scorte di viveri, forse grano o qualche altro cereale. Sono bellissime, comunque; alcune risalgono chiaramente a diverso tempo fa, tutte fatte in pietra, altre con numerosi ritocchi e adeguamenti ai tempi moderni.


giovani pellegrini, alcuni proprio accompagnati dai loro insegnanti, belli e chiassosi, allegri ed esuberanti, come gioventù vuole.


Pannocchie appese all'interno di un granaio


Pecore e agnelli


Campi di mais


l'andare, in panoramica


A Paso de Formiga (Palas de Rei). Bellissima sosta tra le campagne poco distanti dalla seconda meta, Palas de Rei


Formiga, scultura


Panoramica dei dintorni


Chiesa, campanile a vela, croci, camposanto,


Arrivo a Palas de Rei. Albergue San Marcos. Bello. Per me un'altra habitación individual offertami da personale gentilissimo e disponibile, sorridente.


Il Café-Bar O'Cruceiro è stato il primo luogo al quale mi sono rivolta per trovare alloggio per la mia notte a Palas de Rei, una signora gentilissima scusandosi per non avere a disposizione quanto richiesto ha chiamato per telefono l'Albergue San Marcos, raccomandandomi ai gestori e trovando dunque per me la sistemazione notturna. Che bellezza, io le bacerei le persone gentili!
Muchas Gracias! 😍😘


Ed infine, scusate, ma la cervesita con Obelix non me l'avrebbe tolta nessuno!
Salute!


Salud!
E ceno, anche!

Tutte le foto del  mio iPhone7
cliccate su una di loro e le vedrete tutte  meglio

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