martedì 11 aprile 2017

Basta con il punto G

perché c'è qualcuno, qualche scienziato al soldo delle multinazionali dell'industria alimentare, che il punto G lo ha scoperto eccome!
Tra sale, zuccheri e grassi riescono a stimolare il gusto al punto da creare dipendenza nei confronti di alcuni cibi, prodotti industriali che appaiono a tanti, irresistibili.

Ma quanto mi ha lasciato indignata e spaventata (ho ancora la capacità di indignarmi e anche di spaventarmi e anche di rimanere incredula di fronte alle peggiori teorie applicate nella realtà) è stato ascoltare la magnifica prova che dà di sé la Coca Cola in Messico, in Chiapas, per l'esattezza, dove esiste uno dei più grandi stabilimenti di produzione dell'orribile bevanda.

"Mexicans love their soda. Construction workers go to their jobs in the early morning clutching giant two-litre or even three-litre bottles. Babies in strollers suck on bottles filled with orange soda. In the highlands of Chiapas, Coca-Cola is considered to have magical powers and is used in religious rites.
In fact, Mexicans drink more soda than nearly anyone else in the world; their top three daily sources of calories in 2012 were all high-calorie drinks. Mexico also has by far the world’s highest death rate from chronic diseases caused by consumption of sugary drinks – nearly triple that of the runner-up, South Africa. In other words, excessive consumption of soda kills twice as many Mexicans as trade in the other kind of coke that Mexico is famous for."

da qui


quello indicato qui sopra è uno ( the guardian ) tra i tanti siti  che parlano della Coca Cola e della sporchissima azione che conduce ormai da anni in Chiapas, Messico.

Gli indigeni la chiamavano la Montagna d'Acqua per la ricchezza delle sue sorgenti e dei suoi  acquiferi, ora la comunità Tzotzil che vive a  San Juan Chamula, villaggio immerso in quegli altipiani, è costretto a bere acqua imbottigliata e dai rubinetti delle loro case l'acqua sgorga a periodi alterni, peggio che nelle nostre città, dove non si ha neppure coscienza, spesso, di fonti naturali e fiumi e invasi artificiali o naturali. Questa come altre sconcertanti informazioni possono essere tratte da qui.
Anche la puntata di Report del 3 aprile si è occupata del problema.

Il ministro Martina, dal canto suo, ha assicurato che nessuna tassa sulle bevande zuccherate è prevista nella prossima "manovrina" e ti pareva! A cosa serve la politica se non ad aprire la strada a quanto deciso dai grossi gruppi economici? vale per tutto il mondo, mica solo per il Messico. A quegli interessi tutto è subordinato, salute, benessere, redistribuzione, lavoro, dignità, e non parlo solamente della dignità degli ingannati, delle vittime, no, parlo della dignità che manca in coloro che ingannano, in coloro che riescono a rubare l'acqua a popolazioni di un territorio e a far credere loro che quello che gli offrono in sostituzione dell'acqua sia qualcosa di meglio, utile persino nei riti religiosi, utile persino in quel campo dello spirituale che gli imbroglioni sono riusciti ad intaccare con i propri interessi economici. Quale dignità può esserci in un miliardario successo di questo tipo? Ma la dignità, come valore, ha ceduto il posto, ovunque, ad altro, altri obiettivi, altri desideri. Tutto molto lontano dalla sensibilità umana, da una qualche dimensione di bene comune o di solidarietà o di semplice rispetto per il proprio simile. E' vero anche che in troppi tra gli "esseri umani" hanno dimenticato l'appartenenza comune al genere. La popolazione del Messico soffre uno  dei più alti indici di obesità e di diffusione del diabete. Dice l'articolo de The Guardian a cui ho fatto il link più sopra, che è provato che le morti per diabete e tutte le malattie derivanti dall'uso di bevande zuccherate, coca cola in primis, producono annualmente in Messico il doppio delle morti provocate dall'altro tipo di Coca.



l'immagine è stata tratta da qui

Un candidatura indigena per le elezioni messicane del 2018?
Magari!
Non malleabile, però! 
Chissà se sarà mai possibile! 
Chissà se saremo in tanti a renderci conto e a spaventarci per il sistema di ingiustizia che governa il mondo, chissà in quanti proveremo almeno a parlarne.
 

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