lunedì 27 marzo 2017

Black President

Bellissima esperienza di musica, di energia e di coinvolgimento emotivo, quasi inaspettato, sabato sera, dalle 21 in poi, per circa due ore, al Teatro Verdi di Sassari per il concerto della Classica Orchestra Afrobeat.

Ho avuto nei miei pensieri per l'intera durata dell'evento, Daniele Serra, l'ho ascoltata insieme a lui, anche se in vita non lo abbiamo fatto mai, ho pensato gli sarebbe piaciuto molto, sarebbe stato felice e partecipe dei suoni misti tra tradizioni popolari della musica occidentale e i suoni vividi, profondi, evocativi dei suoni della natura della musica tradizionale africana.

Già il palco, quando ancora era pullulante solamente degli strumenti musicali scelti, senza ancora la presenza dei musicisti, era uno spettacolo. Nell'angolo di sinistra, in primo piano, il clavicembalo; davanti ad esso i leggii,  dove, al loro ingresso prenderanno posto i relativi musicisti, di flauto, ottavino, oboe, corno inglese, clarinetto, clarinetto basso, sax, fagotto e ocarina, a riempire il mezzo cerchio ci saranno gli strumenti a corda, il violino, la viola, il violoncello, il contrabbasso, il basso e la chitarra. Tra i musicisti, molti di loro parteciperanno al canto, formando insieme al Coro da Camera del Conservatorio di Musica L. Canepa, un formidabile accompagnamento, ma meglio, una integrazione ricca e articolata di un unico splendido evento musicale. Sulla curva destra del semicerchio erano collocate le percussioni, kamalen'goni, calabasse, balafon, quelli che io chiamerei bonghi di diversa fattura e grandezza. Le luci erano curatissime, non accecanti, illuminavano quattro punti del palco, distendendosi in raggi, sottili all'origine, ampliandosi in larghezza verso il basso, lambivano i tendaggi che delimitavano il palco diffondendo una luce d'alba o di tramonto, di foresta, all'intera scena, una scena il più naturale possibile, dunque.




L'inizio è stato per alcuni disturbante, bellissimo per altri. Si spengono le luci, nessun annuncio, buio e silenzio, forse un minuto? Non saprei, so solamente che è durato più di quanto alcuni spettatori al mio fianco in platea avrebbero desiderato. Il silenzio. Provato mai quello che si ascolta nelle fiabe notturne, quando il suono dell'ultima parola ha smesso di vibrare nell'aria? o quello della solitudine di un bosco? o quello delle persone sorde? forse, anche? Buio e silenzio, nell'attesa di qualcosa che presto avverrà nell'aria attorno a noi. Poi, piano, i musicisti entrano e prendono posto nella quasi totale oscurità che si rischiara lentamente e ... il concerto ha inizio, con il pezzo intitolato Lo spirito della foresta. È allora che li senti i suoni della natura dimenticata, abbandonata, snobbata forse, alla ricerca del nulla che si produce se si perdono quelle nostre radici primordiali di attaccamento alla terra. Così, l'ho visto. Così, l'ho sentito.

Il concerto è stato parte del programma I grandi interpreti della Musica, 2017, ideato e realizzato dalla Cooperativa Teatro e/o Musica - Sassari e il Teatro Verdi.

Il titolo dell'opera rappresentata sabato sera a Sassari si intitola Polyphonie, troverete un'interessante presentazione qui

Le fotografie di Marcello Cubeddu che qui pubblico sono state diffuse su Facebook nella pagina seguente:

https://www.facebook.com/classicafrobeat/?pnref=story

Questo è l'articolo, riportato anch'esso sulla pagina Facebook segnalata, su La Nuova Sardegna:




Interessantissimo lo studio e la rivisitazione che l'orchestra ha compiuto, nel 2013, dell'opera musicale Regard sur le passé ( da qui ) scritta dall'Orchestra Jazz Africana Bembeya Jazz National nel 1969.

(da qui)

Importantissimi i riferimenti del maestro Marco Zanotti alla musica di Fela Kuti, il Presidente nero, rivoluzionario in politica, musicista e attivista per i diritti umani, iniziatore del genere musicale Afrobeat.

da qui






"Njamy Sitson, cantante, polistrumentista, compositore, musicoterapeuta, performer e attore. I suoi interessi vanno dalla filosofia alla musica barocca, ha insegnato musica africana (polifonia vocale e percussioni) presso le Università di Augsburg e di Zurigo. Attualmente insegna presso il Freies Musikzentrum di Monaco di Baviera" (dal libretto del programma).

Splendida voce e splendido richiamo alla spiritualità che può passare attraverso il canto e il suo ascolto.









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