martedì 31 gennaio 2017

L'amore dopo l'amore

L’amore dopo l’amore

Verrà un tempo
in cui, con tanta allegria,
saluterai te stesso,
quello che arriva alla tua porta,
colui che vedi nello specchio
e sorriderà ciascuno dando il benvenuto all’altro,
e dirà, siediti qui. Mangia.
Continuerai ad amare l’estraneo che sei stato.
Offri a lui del vino. Offrigli del pane. Ridai il tuo amore
a te stesso. Allo estraneo che ti ha amato
tutta la tua vita, quello che non hai mai conosciuto,
per conoscere un altro cuore
che ti conosce come le sue mani.
Raccogli le carte sulla scrivania,
le fotografie, le disperate righe,
stacca la tua immagine dallo specchio.
Siediti. Celebra la tua vita. 



Derek Walcott –
(Trad. Di M. Fernàndez)



bibliomatilda's pic

sabato 28 gennaio 2017

Spring is coming

Bambini, imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco;
cantare per il sordo; 
liberare gli schiavi che si credono liberi.


Gianni Rodari




Avete capito che i bambini siete voi? (anch'io)

venerdì 27 gennaio 2017

venerdì 20 gennaio 2017

Angolo di biblioteca di Liceo Artistico


Non tanto la biblioteca, non tanto il Liceo, forse l'Artistico, certamente la Rivoluzione,
buon lavoro :-).

foto (tutte) di bibliomatilda in qualche modo collegate alla prima, imparo ;-)






mercoledì 18 gennaio 2017

Amore… lungo la strada

Ho imparato, col tempo, che la politica dei piccoli passi non è per niente sbagliata, tentare di farne uno ogni giorno, piccolo, ma che ci porta un poco più avanti, che ci insegna a stare nel mondo, che ci rende felici perché sappiamo di aver fatto il nostro dovere verso noi stessi prima di tutto; rende felici, l'ho capito solo ora, davvero… e forse ognuno deve arrivarci da solo, però io te lo dico, e tu riflettici ❤




Non l'ho scattata io, purtroppo, ma chissà, un giorno, prima che morte mi blocchi …

domenica 15 gennaio 2017

Henri Cartier-Bresson

Henri Cartier-Bresson (1908-2004) «è considerato un pioniere del foto-giornalismo, tanto da meritare l'appellativo di "occhio del secolo".» (da Wikipedia) 



Da quanto da lui stesso affermato più volte, quello che maggiormente suscitava il suo interesse era la possibilità, attraverso la foto, di raccontare la realtà, di fissare in un momento eterno la continua trasformazione di quanto osservato attraverso l'obiettivo della macchina fotografica. Questo profondo interesse a rappresentare il mondo circostante forse è suscitato, magari casualmente, dalla prima fotocamera posseduta, una Leica 35 mm con obiettivo 50 mm, quello più simile all'occhio umano.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Henri Cartier-Bresson entra nella Resistenza Francese e nel 1944 assiste e fotografa la Liberazione di Parigi. Girerà il mondo e documenterà i suoi viaggi per l'Agenzia Magnum fondata da lui stesso insieme a Robert Capa, George Rodger, David Seymour, nel 1947.
Famosissimi i suoi ritratti, tra i quali quelli di Albert Camus





di Marilyn Monroe



 Arrivò sino in Sardegna.
Queste qui sotto sono due delle foto della mostra a lui dedicata dal MAN di Nuoro nel 2011






venerdì 13 gennaio 2017

Ansel Adams


La fotografia in bianco e nero è bellissima. Non ero però abituata a pensare la foto di paesaggio con questi colori. In bianco e nero pensavo si potesse realizzare un bel ritratto, documentare i luoghi delle città, raccontare le guerre, riflettere sulla  malinconia del passato, quando le foto servivano alle persone comuni solamente per fissare dei momenti di vita familiari, i compleanni o i matrimoni o le cresime  dei bambini. 
Ansel Adams, fotografo statunitense nato nel 1902 a San Francisco, è stato uno dei fotografi più importanti di tutti i tempi, proprio nel campo della foto b/n di paesaggio.

I hope that my work will encourage self expression in others and stimulate the search for beauty and creative excitement in the great world around us.

—Ansel Adams

da qui






giovedì 12 gennaio 2017

Giulio Angioni

È scomparso oggi a Cagliari l’antropologo Giulio Angioni, intellettuale e autore di numerosi saggi e romanzi. Era malato da tempo e aveva trascorso anche le ultime vacanze di Natale in ospedale per sottoporsi a chemioterapia. La notizia della sua morte è stata comunicata questa mattina.
Angioni era nato a Guasila il 28 ottobre 1939. Ha studiato all’Università degli studi di Cagliari, allievo e collaboratore di Ernesto de Martino e di Alberto Mario Cirese, ha svolto ricerca in Germania e insegnato in Francia, all’università di Aix en Provence, e a Oxford. Il suo impegno negli studi lo ha portato alla cattedra di  Antropologia culturale all’Università degli Studi di Cagliari.



Restanti
Resuscitiamo i morti
con foto e audiovisivi
e il passato rivive
da sembrare che morte non dissolva. 
La gente di una volta lo sapeva
come tenere vivi i propri morti,
lari e penati in stretta convivenza
che stavano qui in casa
là nella stanza buona,
li potevi pensare
a fare un pisolino dopo pranzo
o al lavoro in campagna
o in viaggio e poi ritornano,
la notte custodivano la casa
stavano insieme a noi
o felici o scontenti come noi
nell’hora mortis nostrae ci accoglievano
per essere all’altezza del morire.
(ga)


Questa qui sopra è una sua poesia, pubblicata sul suo profilo  Facebook proprio ieri.
Profondo cordoglio e stupore per  «questa morte che ci accompagna/ dal mattino alla sera, insonne/ sorda, come un vecchio rimorso/ o un vizio assurdo» (Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi)

Questa che segue è l'ultima

Quando
Quando non si saprà 
di te che sarai stato,
dell’albero che un giorno avrai piantato
in terra smemorata
e la parola d'aria respirata
sarà altra cosa in chissà quale stato 
tu forse lo saprai
che qui e ora sei.
(ga)


la foto è tratta 

la luce del sole




 Night Windows



Summer Evening


Cape Cod Morning

martedì 10 gennaio 2017

The Straight Story


Una storia vera  

il titolo italiano. Film di David Lynch del 1999. Il titolo originale è The Straight Story, dove Straight è il cognome del personaggio principale ma può essere considerata anche parola con valenza di aggettivo: dritto, giusto, corretto, onesto. Dritte e senza fine appaiono le strade  che Straight compie per raggiungere il fratello in Wisconsin, partendo da Laurens, in Iowa. Un film di viaggio, dunque, dove però la determinante differenza dagli altri film di viaggio è data dal mezzo di trasporto utilizzato da Alvin Straight, un trattorino tosaerba che raggiunge una velocità massima di 8 km. orari. 
Alvin ha 73 anni, con mille problemi di salute, intraprende questa sorta  di pellegrinaggio con la consapevolezza non dichiarata che sarà l' ultimo e con l'intenzione ferma di riuscire a vedere, dopo tanti anni di silenzio, il fratello reduce da un infarto. Bellissima e apparentemente non ricercata la fotografia, del resto in un film di David Lynch non poteva essere diversamente, alcune immagini ricordano molto i dipinti di Edward Hopper. Queste che seguono sono le poche foto che sono riuscita a trovare su internet ma danno un'idea dell'atmosfera del film, del suo silenzio e della sua essenzialità.










Tenacia, saldissimi principi morali, saggezza data dalla lunga esperienza di vita abbinata a sensibilità profonda per la bellezza del vivere, della sua semplicità complessa, ma anche meraviglia e stupore nella contemplazione del cielo stellato e della pioggia, sono le doti rivelate da Alvin nella solitudine così come nei rapporti con i personaggi che incontra lungo la via.




Straordinarie le ultime sequenze del film, man mano che  la casa del fratello si fa più vicina, sembra che qualcosa nella determinazione di Alvin si incrini, continua comunque e ormai di fronte alla casa lo chiama per nome, nessuna risposta, aspetta e lo chiama nuovamente, ancora silenzio, bellissima l'interpretazione di Richard Farnsworth, ci trasmette alla perfezione l'ansia dell'ultima domanda, la nostalgia, persino il desiderio della rassicurazione, della potenza dei legami terreni, della necessità della tenerezza.



domenica 8 gennaio 2017

A un gatto

A UN GATTO
Non sono più silenziosi gli specchi
né più furtiva l'alba avventuriera;
sei, sotto la luna, la pantera 
che a noi è dato guardare da lontano.
Per opera inspiegabile di un decreto
divino, ti cerchiamo invano;
più remoto del Gange e del Ponente,
tua è la solitudine, tuo il segreto.
La tua schiena accondiscende alla carezza
lenta della mia mano. Hai accolto,
da quella eternità che è ormai oblio,
l'amore di una mano timorosa.
Sei in un altro tempo. Sei il padrone
di un recinto serrato come un sogno. 
Jorge Luis Borges
(Trad. di M.Fernàndez)



foto da internet

venerdì 6 gennaio 2017

Da lontanissimo nel tempo




In piedi esseri umani la povertà è un furto

E che dire delle legislazioni introdotte negli ultimi anni anche nei paesi ricchi detti «sviluppati» in materia del lavoro che hanno stravolto, il mondo del lavoro e la condizione umana e sociale dei lavoratori? Tutti abbiamo sempre riconosciuto il legame fondamentale tra lavoro, reddito,benessere, dignità, da un lato, e diritti sociali, civili e politici, dall’altro. E sappiamo che, nel contesto attuale, il licenziamento è l’anticamera dell’entrata nei processi di impoverimento e di esclusione sociale.
Perché allora, come è successo in queste ultime settimane la Corte europea di giustizia e la Corte di cassazione italiana hanno sentenziato che il licenziamento per soli motivi di redditività (per fare più profitti) è legittimo? Con le loro sentenze, contrarie alla lotta centenaria per la difesa della dignità umana, le due Corti si sono iscritte tra i soggetti produttori d’impoverimento e, quindi, partecipanti al furto della vita.



martedì 3 gennaio 2017

Sogni


arrivano, stanno poco tempo, questione di mesi, mica anni, sono giovani, e muoiono, Sandrine, e i nomi degli altri? Chi li ricorda più? l'uomo morto sotto le macerie del terremoto e quello portato via da una delle esondazioni delle alluvioni del 2016? Tanta fatica, infinite speranze, sogni, appunto. Si confondono con i nostri, con quelli dei poveri, con noi.

lunedì 2 gennaio 2017

Nashville



"Nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 2007 l'American Film Institute l'ha inserito al cinquantanovesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi (nella classifica originaria del 1998 non era presente)" Wikipedia.

Ieri sera è stato mandato in onda da RAI 5. L'avevo quasi completamente dimenticato, strano, perché è stato uno di quei film che tanto avevano influito sull'immaginazione e sulla costruzione di sentimenti… magari anche solo estetici. Allora, erano gli anni Settanta (il film è del 1975), non ci si poteva non innamorare di Keith Carradine e della sua canzone e del suo personaggio ribelle e scontento che dichiarava apertamente e con tanta dolcezza la sua fragilità e il suo bisogno di essere amato. Attorno a lui un girotondo infinito di personaggi assurdi ma non inverosimili. Le ambientazioni, la fotografia, il caos delle folle che esse riescono a rappresentare e le speranze deluse e le malvagità degli umani, gratuite, perché poi i motivi dei comportamenti si perdono nel girotondo che continua accompagnato dalla musica e dalle canzoni più o meno struggenti. 




It's not my way to love you just when no one's looking
It's not my way to take your hand if I'm not sure
It's not my way to let you see what's going on inside of me
When it's a love you won't be needing, you're not free
Please stop pulling at my sleeve if you're just playing
If you won't take the things you make me want to give
I never cared too much for games and this one's driving me insane
You're not half as free to wander as you claim
But I'm easy
I'm easy
Give the word and I'll play your game
So that's how it ought to be
Because I'm easy
Don't lead me on if there's nowhere for you to take me
If loving you would have to be a sometime thing
I can't put bars on my insides
My love is something I can't hide
It still hurts when I recall the times I've cried
I'm easy
I'm easy
Take my hand and pull me down
I won't put up any fight
Because I'm easy
Don't do me favors, let me watch you from a distance
'Cause when you're near, I find it hard to keep my head
And when your eyes throw light at mine
It's enough to change my mind
Make me leave my cautious words and ways behind
That's why I'm easy
Ya, I'm easy
Say you want me, I'll come running
Without taking time to think
Because I'm easy
Ya, I'm easy
Take my hand and pull me down
I won't put up any fight
Because I'm easy
Ya, I'm easy
Give the word, I'll play your game
So that's how it ought to be


da qui

si ringrazia eduarilap per il video

domenica 1 gennaio 2017

2017

Per troppo tempo avevamo ingannato gli dei
e noi stessi con loro, e con tutti i mortali.
Non avevamo finto, no, ci eravamo solo illusi
illusi di riuscire a gestire un amore che ci sfuggiva
una forza che non è mai arrivata.
Avremmo sconfitto tutto e tutti
ci saremmo liberati di loro,
dei nostri carcerieri,
polverizzato le catene,
solamente amandoci,
solamente sfidando il destino che ci era stato assegnato.
Questo abbiamo creduto fosse l'amore
per questo e per te, oltre che per me, ho combattuto
una lotta non vittoriosa.
Pensando al tempo umano come ad un tempo infinito
pensando che la giovinezza potesse essere condizione
naturale, eterna, la nostra..
E le estati si sarebbero ripetute sempre uguali
con lo stesso canto del sole
con la stessa luce dorata degli uccelli e delle cicale
con gli stessi aromi ambrati del lentischio e del rosmarino.
Oggi il tempo, quel tempo, si è esaurito.
Oggi è un anno rappresentato da un numero che appare assurdo.



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