martedì 6 dicembre 2016

L'insostenibile leggerezza dell'essere

Il film è stato trasmesso domenica sera su Rai Storia.  
Del regista Philip Kaufman è un film del 1988.

Scritto da Milan Kundera nel 1982 e pubblicato per la prima volta in Francia nel 1984

Ecco la copertina del libro che ricordo e che ho letto tanti anni fa:




Lo ricordo come un libro bellissimo, davvero, aveva molto segnato la mia vita di giovane donna, mi pareva racchiudesse un mistero disponibile ma difficilmente afferrabile. A quell'età, parlo degli anni tra i venticinque e i trenta, l'amore, come del resto il dolore e la Storia umana e l'anima e le motivazioni delle relazioni e gli affetti e la famiglia e le capacità e le possibilità o meno di esistere erano ancora in pieno divenire. Di certo non avevo nulla, a parte le cose materiali. Tutto si presentava in veste di domanda, di ascolto, di osservazione. Temevo di non capire, temevo una miriade infinita di altre cose. Forse questo non era il libro adatto eppure il richiamo del titolo era fortissimo, perché nell' "Essere" sapevo si nascondeva qualcuna, se non tutte le risposte, alla mia fame.
Così lo lessi, così mi è rimasto profondamente impresso. Nel pensiero e nel sentimento più che nella trama o nel concatenarsi degli eventi. 

Domenica sera ho visto (forse non lo avevo mai visto prima) il film.

Juliette Binoche giovanissima, era di una bellezza, a mio parere straordinaria



nella parte iniziale del film rappresentava la giovinezza, l'allegria, il gioco, la sfida, il desiderio di crescere, capire e gestire la propria vita. Rappresentava anche l'amore "tradizionale" se può esisterne uno, diciamo l'amore per un unico uomo che appare come compagno privilegiato di vita, capace di insegnare ma anche di sostenere e aiutare, di consolare e accompagnare, appunto. Lei, nella sua giovinezza e leggerezza scopre quelle affinità che la legano a lui profondamente


è lei, nel film, che lo raggiunge a Praga, nella sua casa ed è divertente il modo in cui fanno l'amore. Parla della vitalità di lei, della sua spontaneità dell'energia inesauribile che la muove, lei e il suo amore, lei e la sua giovinezza, lei e la sua voglia di essere felice, di amare e di essere amata, in un rapporto di reciprocità e, di nuovo, di leggerezza. È dopo, con il progredire della loro relazione che si scopre quanto quella leggerezza iniziale possa tramutarsi nella pesantezza della necessità; ha così inizio il mistero, quello più fitto, quello più complesso e difficile da gestire. Il libro si dilunga molto sulle riflessioni filosofiche di Tomás, sui suoi dubbi, sul concetto di Ananke e di irrilevanza di ogni vita umana che si traduce in una sorta di cinismo, lacerato, però, incerto riportato alla terra e alla contingenza dall'amore e dall'esistenza forte di lei, di Tereza. 

Vivente sensualità, animata, cioè con anima, prima nei racconti del sesso fatto con Tereza e Sabina poi nelle immagini del film








il tentativo di fuga da una Praga martoriata dai carri armati e dai militari sovietici, che è una fuga non solo da un paese ma dalla sofferenza, dal "dover essere";  l'inevitabile ritorno e l'epilogo di una storia d'amore e di una storia in generale struggente quanto struggente è la vita stessa. 

"L'amore comincia nell'istante in cui la donna si iscrive con la sua prima parola nella nostra memoria poetica"

Milan Kundera
L'insostenibile leggerezza dell'essere
Adelphi, 1985









   
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-64403?f=w:47

6 commenti:

  1. Non ho mai letto Kundera, anche se credo dovrei, e mannaggia a me che non guardo quasi mai la tv (saranno mesi che non l'accendo, a parte domenica, un attimo, per vedere i risultati e qualche stupido commento), l'avrei visto (forse quello l'ho visto tanti anni fa) molto volentieri quel film.

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    1. Rai Storia, la domenica sera, manda in onda film, a volte molto belli, datati, am con qualcosa da dire. Li manda addirittura senza interruzioni pubblicitarie, io, che la domenica sera spesso la trascorro a casa, ne approfitto molto volentieri. Questo meritava molto, anche perché è stato un viaggio nel passato :-) . Ciao All, grazie :-)

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  2. l'ho letto anch'io tanti anni fa e mi ritrovo nelle tue parole, scelto per il titolo. Magari lo ritrovo, magari non si è perso nell'insostenibile pesantezza degli infiniti traslochi. Chissà a leggerlo ora.
    E il film sfuggito, non sapevo neanche del film, bella scoperta e anche il suggerimento di Rai storia (guardo poco e niente la Tv). Vedrò di scovare anche il film.
    Per ora mi godo il riemergere di certe sensazioni scaturite dal leggerti...
    Ti abbraccio

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    1. Che bello quello che mi dici, grazie, Santa. Io lo prestai, ugualmente un sacco di anni fa, lo vedo, addirittura, ogni volta vado a casa di mia nipote, è lei che me lo chiese in prestito. Non ho mai avuto il coraggio di richiederglielo indietro, neppure di comprarne un'altra copia. Chissà a leggerlo ora :-). Però certamente il film ha rimesso in moto molte delle sensazioni un poco sopite, è quello il bello! Ricambio, forte, l'abbraccio

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