sabato 3 dicembre 2016

Io voto NO

Il 1989, vi ricordate? L'abbattimento del muro di Berlino a picconate, dalla gente stanca di essere divisa. Atto liberatorio, dal mondo salutato come passo decisivo verso una convivenza umana più giusta, meno conflittuale e pericolosa; dai diretti protagonisti, gli uomini e le donne di Berlino, sicuramente vissuto come liberazione, riappropriazione della propria città della propria libertà, della possibilità di accedere a quel progresso che pareva l'occidente stesse perseguendo in modo continuo e inarrestabile. Oltre che divisione quel muro rappresentava e ricordava la morte di persone che avevano tentato di attraversarlo, rappresentava la militarizzazione dello Stato e il controllo quasi assoluto sulla vita delle persone. dal buio si sarebbe passati alla luce, al movimento, alla libera circolazione, alla vita, insomma, fuori dall'oppressione dei regimi militari.

Forse da quel momento in poi si è preso ad abbattere a picconate, in tutti i paesi europei, quel sistema di valori caro alla sinistra tradizionale; da quel momento in poi l'ideologia veniva riconosciuta solamente nel pensiero di coloro che continuavano a professare un'appartenenza, che continuavano a schierarsi con una parte, quella più debole, della società, in coloro che ancora ritenevano l'istruzione libera, di qualità, pubblica e gratuita per tutti, una condizione indispensabile per la democrazia.

Così siamo arrivati all'apparente confusione attuale, dopo avere sentito per anni, qui in Italia, che tutto quello proposto dall'opposizione a Berlusconi era comunismo e antiberlusconismo e gli accusati di comunismo ansiosi di smarcarsi da un'esperienza ritenuta fallimentare ma abbandonare, anzi abbattere a picconate, non solo le giustificazioni alle storture di potere sulle quali si reggevano gli Stati dell'Europa orientale, ma anche il sistema di valori, la filosofia, il pensiero sui quali quegli Stati erano nati. In Italia, sotto i colpi della modernizzazione, e per non essere accusata di essere vittima di ideologie sanguinarie, la sinistra si è annacquata a tal punto da essere irriconoscibile per tutti coloro che hanno continuato a vivere, e sopravvivere, solamente sul proprio lavoro, solamente sulle proprie capacità. Quelle che un tempo potevano essere chiamate le classi lavoratrici, classi medie, alte o basse che fossero, si sono ritrovate senza nessuna rappresentanza politica e la politica stessa ha tolto loro, lasciando agire il sistema delle comunicazioni nelle mani di poteri diventati politici e al contempo distruggendo la scuola pubblica, gli strumenti critici per opporsi a quello stato di cose.
Arriva Renzi e la confusione arriva a livelli straordinari, così come l'ostentazione dell'arroganza, dell'aggressività, della ridicolizzazione dell'avversario, della menzogna e della spudoratezza nell'affermarla e nel perseguirla. Una delle frasi di propaganda per il si, dice:

Bollette più leggere? Basta un si!

Quando mai?

Ci hanno speso dei soldi per far pensare una cosa del genere, per ripeterla ossessivamente su tutti i social network, per  stamparne milioni di copie e spedirle a italiani vicini e lontani, anche a me ne è arrivata una e alla mia vicina e al mio collega ecc. ecc.
Vergognoso, eh!?

Cosa ci lascerà, alla fine, il ricordo della campagna referendaria? Questo è quello che ho visto, questo è quello che è emerso chiaramente, a mio parere:

Anni di cattiva informazione (voluta) hanno definito meglio quell'italiano medio già rappresentato alla perfezione dai personaggi di Totò, di Mario Monicelli, di Francesco Rosi, Dino Risi, Luigi Comencini; quello che gli sta più a cuore è il proprio interesse personale!

A mio parere questo referendum ne ha messo in luce l'importanza in un modo tanto chiaro da abbagliare! I sindaci, compreso quello della mia città, non possono non essere d'accordo sulla struttura del nuovo Senato, da nulla a Senatore della Repubblica italiana! Non c'è paragone! Persino il fatto che non tutti potranno accedere a tale privilegio li scoraggia; sperano di essere i fortunati, un po' come quando si partecipa ad un quiz o quando si compra il biglietto della lotteria o quando si gioca alle slot machine. L'antipolitica di cui accusavano i Cinque Stelle è quella che da diversi anni in qua coloro che ricoprono cariche istituzionali perseguono. Quello che spinge ad agire è il proprio interesse, più piccolo e meschino è, più viene perseguito ciecamente, senza riguardo per l'interesse comune, senza riguardo per le esigenze del territorio, lontani anch'essi, come amministratori locali, quanto il governo di Roma dall'intero Paese. Il sindaco della mia città, un paio di giorni fa ha percorso le strade per fare propaganda al si. Ieri ho intravvisto, passando accanto ad uno spazio pubblico che spesso viene usato per eventi gastronomici e/o musicali e/o commerciali, che ci sarebbe stata una bella arrostita di zimino (frattaglie di agnello o di bovino). Ecco, chi offre le fritture di pesce, chi lo zimino, a seconda della tradizione, giusto? Una delle tradizioni mai scomparse nel nostro paese è il servilismo, l'arrivismo, il perseguimento dell'interesse personale, il clientelismo e la corruzione.




la foto di Tina Anselmi è stata tratta da qui 

E' stata la prima donna Ministo della Repubblica italiana, ma soprattutto ha fatto il suo dovere pubblico in modo magistrale e coraggiosamente indagò e arrivò a conclusioni molto scomode per l'intero sistema politico italiano, negli anni tra il 1981 e il 1985.
Il sistema non cambiò e le coperture per i colpevoli insieme all'isolamento politico di Tina Anselmi che seguì alla conclusione dell'inchiesta furono tra i segni più evidenti.

Un sì non cambierà questo sistema, anzi, lo rafforzerà nelle mani di un uomo solo che non risponde neppure a se stesso ma a poteri finanziari che hanno tutto l'interesse all'abbattimento del sistema dei diritti civili. Ecco la posta in gioco.

13 commenti:

  1. Non solo le frasi di propaganda Matilda.
    Anche l'informazione ti spiega il referendum, che dovrebbe essere "istituzionale", quella con lo stellone del governo, che ho appena vista in Tivvì e che dovrebbe essere solo informativa e super partes.. in realtà bara, eccome se bara.
    Hai fatto caso? "Questo referendum serve per SUPERARE il bicameralismo perfetto"... e se una cosa la si deve "superare", che altro può mai essere se non una zavorra, un ostacolo, una bruttura? E chi l'ha detto che il bicameralismo è un ostacolo e non invece, un necessario controllo?
    Il referendum "serve per LIMITARE il numero dei parlamentari", "ridurre I COSTI DELLA POLITICA. Se non volete tutto questo... votate NO"
    ... Bella informazione "istituzionale" eh?



    RispondiElimina
    Risposte
    1. E certo che è così! Non è informazione, è propaganda, infatti! :-( Tutto quanto detto e non detto in questo periodo e relativo al referendum lo è. Ma lo è anche quanto detto prima anche solo della presentazione di questo obbrobrio che chiamano riforma. Ogni volta che parla per "dare un informazione" fa propaganda per se stesso, renzi. Dall'inizio, da quando era sindaco, forse da quando è nato. E lo so, alcuni crederanno che esagero e così mi accuseranno di antirenzismo, forse, è esistito l'antiberlusconismo non vedo cosa ci sia di male a far sorgere quest'altro assurdo neologismo. Voto No

      Elimina
  2. Sono d'accordo… Sono fortuitamente d'accordo…

    RispondiElimina
    Risposte
    1. completamente (non ho capito perché è uscito fortuitamente, correttori anarchici?!?!)

      Elimina
  3. Concordo su tutta la linea, anche io sono per ilNO.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buon giorno, George, il popolo italiano, questa volta ha fatto la sua parte... da leone, direi! :-)

      Elimina
  4. Significativo che parti dalla caduta del Muro, per arrivare a questo referendum, dove il peggio degli istinti italici, l'arrivismo, il menefreghismo, il clientelismo e la corruzione salta fuori. Significativo che chiudi con Tina Anselmi, che questa nostra bella Costituzione ha contribuito a far nascere, prima nel sangue della lotta antifascista, poi in Parlamento. Anche per questo dobbiamo dire NO!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. All... non mi sembra vero! Questa volta non eravamo in pochi a credere che le cose dovessero... cambiare, ma davvero, non alla renzi! Un abbraccio :-)

      Elimina
  5. La Costituzione è salva, ha vinto il NO!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Orde di cavalieri e amazzoni ribelli ho visto ieri fuori dai seggi! Che meraviglia, la vita non smette di stupire! Ho temuto, per qualche ora che una tale foga nella battaglia fosse, naturalmente, figlia dell'obbedienza al padrone. Mi sbagliavo, oh se mi sbagliavo! Oggi dico (come molte altre volte) la vita è meravigliosa!

      Elimina
  6. Matilda, non voglio assolutamente fare il guastafeste ma, da persona che non capisce niente di politica (e da provato "cinico"), mi permetto di esprimere alcune mie "impressioni":
    1) Ho votato NO perché questa riforma l'aveva scritta Verdini. Un uomo solo al comando e un Senato che serve solo a proteggere gli indagati, ma sul serio?
    Ma Verdini è uno che gioca sempre su più tavoli. Ora, cercherà di lavorare sulle sue altre sponde, per arrivare piano piano dove vuole.
    2) Della vitoria del NO sono contento io ma, non dimentichiamolo, ne sono contenti anche (tanto per dirne due F.D.P.) Salvini e D'Alema. (e per tacere di mezze figure quali ad esempio Gasparri).
    3) Silvio Berlusconi: Ha sostenuto il NO, ma nella mia città tutte le nullità che sono stati miracolate da Silvio (a cominciare da un certo ex presidente del senato pseudofilosofo in canottiera e parassita totale) hanno fatto propaganda per il sì. Sono venuti proprio loro, insieme a Verdini, e se non sbaglio c'erano pure Buttiglione e Mattioli. Quindi Berluscone ha vinto comunque (ha dimostrato di essere ancora quello che può "spostare i voti"), e probabilmente ora cercherà di gettare la sua esca a quelli che in questo bailamme ci fanno miglior figura, vedi i grilloidi.
    Spero solo che i grilloidi capiscano, finalmente, che chiunque si sia lasciato tentare da Silvio, ha beneficiato nell'immediato, ma poi è stato per sempre irrimediabilmente distrutto come politico nel lungo periodo.
    A questa legge nessuno è sfuggito: Fini, Bossi, lo stesso Renzi.
    Non lasciamoci andare a orgiastiche manifestazioni di vittoria: non abbiamo vinto niente, siamo solo (non è poco, lo so, e non capita spesso) riusciti a parare un brutto colpo. Domani ce ne sarà un altro, e ormai siamo già fuori tempo massimo, ma da parecchio.
    Ecco perché il Bomba si è dimesso subito, e Mattarella lo ha rincorso dicendogli "Eh no, Ciccio. Ora tu resti, almeno fino alla legge di stabilità".
    Questo Paese non lo vuole governare più nessuno. L'osso è spolpato, scappano tutti.
    Ora ti lascio, devo occuparmi di una bottiglia di vino comprata stamani. Vino Grillo, mi sembra la cosa più indicata :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I cinici non mi piacciono neppure un poco, lo ammetto! Come avrai notato mi entusiasmo ad ogni aliseo sognato, ad ogni colibrì ricordato, ad ogni fiume mai guadato… però, amico mio, questo che tu hai appena commentato è una dichiarazione di intenti mica una celebrazione di vittoria… ah, ma forse ti riferisci alla mia risposta qui sopra!?… beh, la vittoria c'è stata, è inutile negarlo, del NO e io considero i NO simili al mio, seppure so che ne esistono parecchi di molto differenti. Oggi, sono più rilassata, la bellezza della sorpresa di una Costituzione immutata, almeno dagli ultimi obbrobri, tipo il pareggio di bilancio, è una buona cosa. Il pericolo di accentrare maggiormente il potere nelle mani di un premier qualsivoglia e il partito che lo sostiene, acriticamente, è stato scongiurato, per ora è sufficiente questo. Vedo il mio NO diffondersi per l'universo, nel No di altri, magari molto differenti. :-)

      Elimina