martedì 13 dicembre 2016

Eccola, l'incognita, svelata…

ma non può finire così!

Avevamo la ragione dalla nostra parte, oltre che la passione per portarla avanti.
Hanno chiesto il nostro parere sperando che ci bevessimo, come molte altre volte, le loro menzogne e bufale e parole al vento e distorsione di significati e una spregiudicatezza nel sostenere l'insostenibile mai vista, se non forse quando berlusca prometteva un milione di posti di lavoro in più nel giro di una settimana (insomma, non ricordo perfettamente i termini ma di bufala trattavasi  e gli italiani se la bevettero con un'assoluta ingenuità e candore e fiducia). Ecco, forse quei tempi sono passati, non perché la TV sia diventata molto più istruttiva, non perché quella disarmante sprovvedutezza sia per sempre stata debellata dalla mente e dal cuore del nostro popolo, ma semplicemente perché renzi, anche solo ad intuito, era il già visto; già visto con l'aggravante dell'inganno non solo della gente e della sua credulità quanto di idee, ideali, Storia, passato, esperienza, ricordi. Lui, il piccolissimo renzi, ha sempre continuato a dirsi di sinistra, ma come lo affermava traspariva il disprezzo, la superficialità con la quale trattava problemi che alla gente comune costavano lacrime e fatica e diritti perduti e dignità macchiata e solidarietà tra lavoratori dimenticata. A questo ha detto NO il sessanta per cento degli italiani. Ha detto NO, perché capiva di non essere ascoltato e lo capiva quando gli si diceva che stava pagando meno tasse e invece, facendo i conti tra le uscite e le entrate del bilancio familiare, le uscite per i pagamenti ineludibili aumentavano, ha detto NO perché la sanità in disarmo l'ha sentita e la sente ogniqualvolta deve fare un analisi o solo recarsi dal medico e chiedere accertamenti impossibili, l'ha sentita nell'accorgersi che la centralizzazione degli uffici della pubblica amministrazione costringeva e costringe a recarsi a duecento chilometri da casa per un documento, l'ha sentita e la sente se i parenti anziani non sono autosufficienti e deve provvedere per loro con quello che prima, del parente anziano, poteva usare per sé e per i propri figli o nipoti o fratelli disoccupati.

Si poteva dire si ad un governo di questo tipo?

Che dice di voler cambiare la Costituzione per SEMPLIFICARE l'Italia?????????

Abbiamo bisogno di semplificazioni? Ne abbiamo mai avuto bisogno? Il ragionamento, la discussione, il dubbio non sono tutti elementi che servono anche per sviluppare cervello e comprensione? Vi ricordate che con berlusca, al ministero della semplificazione, c'era Calderoli?????
Cos'è, Calderoli era da combattere e il piccolo renzi, perché sedicente di sinistra, lo abbuoniamo????

Ma quando mai??????

Ecco, ora ci sono tutti, di nuovo!

Manca il piccolo renzi ma pare ci sia il suo amico di quartiere, di classe, di divisione di boy scout (cazzo ne so come sono organizzati i boy scout), lotti luca e tutti gli altri, persino poletti con il suo jobs act, ma che fanno? ci prendono per il culo?

Condivido quanto detto da Marco Revelli su il manifesto del 12/12/2016. Quanto propone è difficile, ma sarebbe bene rifletterci e non smettere di essere indignati e incazzati e di voler mandare via questa classe politica indegna del ruolo che ricopre.


«Abbiamo difeso la Costituzione, adesso imponiamo di attuarla!». Questo potrebbe essere il programma comune di quella ampia, variegata, creativa area che su un versante radicalmente democratico si è battuta per il NO. La premessa per trasformarla nell’embrione di una proposta di rappresentanza elettorale. Ma non nascondiamocelo: è un’impresa impegnativa. Che richiederà molti passi indietro e ancor più passi avanti. Perché non è cosa da frammenti di vecchie identità infrante. Richiederà soprattutto la necessità di assumere una logica da «anno zero». Nuovi linguaggi, nuove pratiche, nuove forme di ascolto di un sociale diventato indecifrabile per le consuete culture politiche: un esodo dalle macerie avendo però, come ragione, finalmente una vittoria.
Tutto, ma davvero tutto, si è consumato, compresa quell’ombra lunga di centro sinistra cui ancora molti superstiti sembrano guardare (e che con l’estremo endorsement di Prodi si è definitivamente inabissato); compresa la patetica nostalgia di Giuliano Pisapia per un Pd che non c’è più come se lì, dopo il bagno renziano, non si fosse consumata una vera mutazione antropologica… Il campo è aperto. La geografia del voto lo mostra in tutta la sua estensione e asperità. Chi avrà il coraggio di incominciare a esplorarlo ne sarà premiato.

4 commenti:

  1. io come lombardo ho paura delle elezioni, devo ammetterlo. Ho paura perché ascolto cosa dice la gente intorno a me. Ti faccio un esempio: a Como c'è la storia delle paratie sul lungolago, che è un buco senza fine e che ha deturpato la città. L'altro giorno ho ascoltato uno della Lega Nord, o di Forzit che fa lo stesso, dire esattamente questo concetto: "noi siamo stati puniti dagli elettori per la storia delle paratie, la giunta di centrosinistra non ha risolto il problema e quindi è giusto che sia punita alle elezioni del 2017; quindi adesso tocca a noi". Da non crederci, ma andrà quasi certamente così, e nel 2017 Como riavrà la giunta che ha fatto il disastro. Temo molto che succeda qualcosa di simile anche a livello nazionale, e ascoltare Di Battista quando parla non mi rassicura per niente (anzi).

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    1. Paradossalmente, Giuliano, uso le stesse parole usate da renzi, o forse sarebbe meglio dire usurpate da renzi: bisogna cambiare! Ma davvero! Guarda che quando lo ascoltavo persino da sindaco di Firenze, avevo notato che le parole che usava assomigliavano molto a quelle dei cinque stelle, tutto questo buttare a mare il vecchio, il passato, la rottamazione era diversa dal vaffa di grillo? A me non è mai sembrato ci fosse un abisso tra le parole, è che, forse la possiedo io e alla maggioranza della gente manca, la voce, forse, l'atteggiamento, alcune azioni già di allora, la scalata vera e propria al potere nel suo partito, tutto questo smentiva quelle parole, me le faceva sentire per quello che erano, bugie, consapevoli, credo (se non lo fossero state si sarebbe trattato di un deficiente assoluto). Quindi in questo caso non è un'alternanza tra gruppi già esistenti, si tratta di forze politiche nuove. Magari si riuscisse, come dice Revelli, a costruire un soggetto politico di sinistra NUOVO, ma se non ci si riuscisse, i cinque stelle a me non fanno per niente paura e quanto dice Di Battista, la maggior parte delle volte, a mio parere non fa una piega. E non usa mai la violenza e il disprezzo che usa e ha usato renzi contro gli avversari.

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    2. io penso spesso questa cosa qui: il socialismo ha vinto ampiamente, se si parte da quel 1848 e si arriva fino almeno al 1998 si troveranno situazioni che avrebbero fatto sognare i vecchi comunisti e socialisti, l'istruzione e la sanità pubbliche, il voto alle donne - continua pure tu :-)
      Come risultato, le persone si sono un po' rincoglionite e hanno dato per scontato (continuano ancora oggi!) che tutte quelle conquiste, durissime e arrivate con lotte e sacrifici durate per più di cent'anni, fossero un delizioso regalo e qualcosa di ovvio e di scontato.
      poi sento in tv e sui giornali dire "la crisi della sinistra", sento definire Renzi "di sinistra" (non lo è neanche Bersani...) e sono cose che fanno pensare. Viviamo in un mondo come anestetizzato, per cambiare servirebbe una presa di coscienza che non vedo, neanche nei precari e nei disoccupati.
      Rottamazione è una parola orribile, segno del degrado dei tempi. Passi se la si dice una volta o due parlando di D'Alema, ma poi una persona di buon senso dovrebbe fermarsi.
      Nei grillini trovo tante cose che non mi piacciono, per esempio l'indifferenza (o peggio) verso la Resistenza e l'antifascismo. Non riesco proprio a rimanere sereno e tranquillo...

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    3. Sul cambio delle coscienze, su un cambio culturale di questa gente che abita il nostro paese, mi trovi più che d'accordo. Magari, mi do da fare ogni volta che posso, come posso, cioè tutti i giorni della mia vita, una sinistra nuova che non abbia paura delle classi sociali (all'interno delle quali è nata), un pensiero che non sia rassegnato all'attuale, al "moderno", al mondo che "cambia" e che bisogna accompagnare con la rottamazione di antichi ma ancor di più validi principi. Questo seguire la corrente è mostruoso, questo è anche uno degli elementi che ha contribuito a far nascere questo governo farsa. E' un po' come quando vinse, trionfò il NO, l'OXI in Grecia, hanno costretto Tsipras ad accettare molte delle regole contro gli interessi della Grecia, ma non lo hanno costretto alla rassegnazione e alla rinuncia. Può essere che sotto la cenere del grande fuoco del No di domenica, si nasconda qualche scintilla pronta ad esplodere. Lo auguro a tutti noi. E comunque il partito di renzi, credo che ormai sia solamente suo.

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