giovedì 25 agosto 2016

Terremoti italiani



Le parole di cordoglio – «l’Italia piange», «il cuore grande dei volontari», «con il cuore in mano voglio dire che non lasceremo da solo nessuno» – pronunciate dal presidente del consiglio ieri mattina in televisione a poche ore dalla tragedia, avrebbero dovuto suscitare condivisione se non le avessimo già sentite ripetere troppe volte per non provare, invece, insofferenza, rabbia, indignazione. Forse perché non c’è altro evento più del terremoto capace di mettere a nudo lo sgoverno del nostro paese, l’incapacità delle classi dirigenti di mettere in campo l’unica grande opera necessaria alla salvaguardia di un territorio nazionale abbandonato all’incuria, alla speculazione, alle ruberie (come i processi del post-terremoto dell’Aquila hanno purtroppo mostrato a tutti noi).


diffondo anche l'articolo sullo stesso tema il cui link è stato proposto da Alligatore


2 commenti:

  1. ascoltavo il tg all'ora di pranzo, si discettava di ingegneria, eh sì, le case italiane non sono adeguate. Anche il Colosseo, anche il Duomo di Milano, pensavo io. Il discorso dell'ingegneria antisismica è molto interessante e importante, ma la vera domanda sarebbe questa qui: chi paga le spese per rendere antisismica una casa nei paesi sull'Appennino? L'inquilino? Allora servirebbe un piano del Governo, finanziamenti cospicui. Ma si è preferito finanziare la Tav (i 300 all'ora, wow), le tangenziali, i sottopassi e i sovrappassi, l'expo, i grattacieli, eccetera eccetera. Discutono per ore e ore, ed è quasi sempre per evitare di affrontare i problemi. Una parola una, per esempio, sulla serie di condoni edilizi di Tremonti-Berlusconi-LegaNord? Macché, colpa del pensionato di Amatrice che non ha ristrutturato la casa.
    E, intanto, la scuola del 2012 è crollata anche lei. Come i balconi delle casette nuove all'Aquila, viene subito da pensare.

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    1. La verità, mia, in base alla mia conoscenza e alla consapevolezza del fatto che non diventerò mai un'esperta di terremoti, è che non so se è possibile evitare che le case crollino, soprattutto le vecchie case, ricordiamoci che è venuta giù anche la volta della Basilica Superiore di San Francesco in Assisi, che non è stata costruita esattamente ieri o avantieri, so però che in Italia non crollano solo le chiese antiche ma anche le scuole costruite in zona sismica nei nostri anni, in questi della vita che stiamo vivendo ora. Che le inondazioni di canali tombati che ad un certo punto esplodono portando nella piena tutto quanto trovano sul loro cammino, avvengono almeno una volta all'anno in una o in un'altra zona dell'Italia, compresa la Sardegna. Il mio buon senso è quello che, ne sono certa, manca a questa nostra politica, a questo modo di gestire la cosa pubblica.

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