sabato 13 agosto 2016

Tante cose belle

Il titolo riprende quello stravagante augurio che a volte sentivamo fare, soprattutto da bambini, dai conoscenti, incontrati per caso, ai nostri genitori. Ricordate? A dire la verità forse anche da adulta, a volte, l'ho sentito ripetere e, forse, non è neppure un brutto modo di dire, sempre che sia  accompagnato da buona disposizione d'animo, diciamo così, da sincerità e interesse. V'immaginate? Dichiariamo di augurare sinceramente alla persona che ci sta di fronte - tante cose belle -, meriteremmo un'abbraccio, altro che una stretta di mano!  La verità è che nella maggior parte delle occasioni gli incontri tra esseri umani sono diventati talmente formali che poche sono le parole rimaste a significare partecipazione, impegno ed empatia. Non so se nella scelta del titolo di Giovanni Manunta Pastorello fossero presenti queste considerazioni, certo è che l'arte ha tra le sue funzioni primarie quella di mettere in funzione il cervello e aiutare a trovare relazioni anche là dove tutto sembra stabilito e inserito in sentieri non comunicanti tra loro.

 Queste sono le opere esposte sino al 18 agosto 2016 presso la Galleria Bonaire Contemporanea in via Principe Umberto 39 – Alghero (info 3478953813 e-mail bonaire39@gmail.com)

Colore e forme non immediatamente riconoscibili ad una lettura realistica sono gli elementi sui quali si basano molte delle opere dell'artista. Potrebbero essere elementi vegetali spogliati delle loro vesti esteriori, forme umane stilizzate che si muovono in un intrico  di altri esseri in evoluzione o destinati forse a non raggiungere mai uno stadio evolutivo più alto. 



Potrebbero essere particelle primordiali di quanto diventerà un'articolazione umana, uno studio divino per la creazione del corpo umano, con i sottili legamenti colorati a prefigurare le vie lungo le quali passeranno le sensazioni delle quali la nostra vita è costituita. 


O giardini, giungle dove ancora il verde cupo dell'ombra non è entrato ma nei quali invece si spande la tonalità rosa dell'alba. I nodi che costituiscono i punti di forza delle canne del bambù, o dei giunchi ad esempio, con un rimando, forse, ai punti di forza dell'uomo che se non avesse quelli difficilmente sopravviverebbe.


Anche gli artisti fumano e mangiano dolcetti


Eccola la tavolozza principale, ci sono i colori e gli elementi primari, è il lavoro della creazione, è musica e tripudio, da qui alla danza del mondo il passo è breve


Spettatrici bionde e brune osservano da vicino il Re


Sguardo panoramico ad uno spazio della Galleria


e il mondo appena fuori


e dentro










Alcuni sguardi, più intensi di altri, raccontano





 Donne appassionate di fotografia, arte e fiori


Il Re


Il mistero e l'elaborazione di quanto verrà dopo il caos


L'artista


Le complicità e lo stupore


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