lunedì 29 agosto 2016

Don Quijote de la Realidad




Ho finito di leggerlo. Un libro intenso, ricco e allo stesso tempo essenziale. Inserisce la storia di Ernesto Che Guevara negli avvenimenti di quel suo tempo, soprattutto in quelli riguardanti il continente latinoamericano, e i rapporti, noti per alcuni, sconosciuti per i più, ancora oggi, che gli Stati Uniti d'America hanno da sempre avuto con i popoli dell'America Latina. 
Nel 2016 Tiziana Barillà affronta i concetti di "colonialismo" e "imperialismo" contro i quali Ernesto Che Guevara aveva costruito la sua azione rivoluzionaria.
Nella premessa al suo libro, l'autrice sembra voler spiegare i motivi per i quali ha deciso di affrontare ancora una volta un personaggio, un'epoca e la storia tanto dibattuta di un paese meraviglioso come è quello cubano; il ruolo che nella costruzione politica, economica e sociale di quel paese (almeno sino ad oggi) ha avuto il pensiero e l'azione del Che. 

Trovo molto bello e azzeccato il titolo del libro visto che sono racchiusi in esso i due poli sui quali oscillava l'azione di Ernesto Che Guevara, da una parte la fantasia e il sogno che muoveva il personaggio del romanzo di Miguel De Cervantes, al quale Che Guevara stesso, a volte, si paragonava, dall'altra il suo profondo senso di realtà dal quale nasceva la rivolta contro l'ingiustizia sulla quale si basava la società argentina e l'intero continente americano di lingua spagnola.
Non erano sogni i latifondi, le piantagioni della United Fruit, le condizioni dei minatori peruviani, della Colombia, del Brasile o della Bolivia. Lo sfruttamento feroce della manodopera locale, la povertà estrema, i governi corrotti e venduti contro i quali diverse sono state le rivolte capeggiate da eroi della storia latinoamericana. 
Ernesto Che Guevara vedeva in modo chiarissimo e doloroso tutto quanto quello sul quale posava il suo sguardo; era inaccettabile. Per questo ha iniziato a combattere. Credo che tutto questo, e tanto altro che non ho la capacità di dire, sia raccontato nel libro di Tiziana Barillà, in modo semplice e, a volte, avvincente come un romanzo.

"Tra le mura del carcere di Siviglia, «dove ogni scomodità ha il suo posto e dove ogni triste rumore crea intimità" nasce questa avventura della libertà, viene generato El ingeneroso hidalgo don Quijote de la Mancha. La figura letteraria del Don Quijote, oltre ad essere indubbiamente un capolavoro della letteratura seicentesca, rappresenta anche e soprattutto un modello culturale e politico di interpretazione della realtà. I significati nascosti tra le gesta strampalate di questo antieroe, narrano della forza degli ideali e di quanto lontano questa forza possa condurre. Eppure questo cavaliere errante rappresenta la condotta di vita secondo regole etiche e morali, seguite con spirito di autodisciplina e sacrificio fuori dal comune.
Narrare le gesta di un Don Quijote significa dire l'indicibile, servirsi della caricatura per affermare in maniera sopportabile quanto di più intollerabile accade nella società. Secondo il poeta León Felipe gli occhi e la coscienza di Don Quijote «vedono e organizzano il mondo non così com'è, ma come dovrebbe essere. Quando Don Quijote prende l'oste malandrino per un cavaliere cortese e ospitale, le prostitute sfacciate per bellissime donzelle, la locanda per un alloggio decoroso, il pane nero per pane bianco e il fischio del porcaio per una musica di benvenuto, dice che nel mondo non ci devono essere né uomini malandrini né amore mercenario né cibo scarso né alloggio fatiscente né musica orribile»." (pag. 151)
Le citazioni dagli scritti di Che Guevara sarebbero davvero troppe, magari ne riporterò in futuri post. Difficile, a mio parere, non credere all'onestà di un uomo che scrive come scriveva lui anche solamente leggendo la sua ultima lettera a Fidel Castro.












Le foto qui sopra sono inserite in questo libro scritto da Aleida March Guevara




giovedì 25 agosto 2016

Terremoti italiani



Le parole di cordoglio – «l’Italia piange», «il cuore grande dei volontari», «con il cuore in mano voglio dire che non lasceremo da solo nessuno» – pronunciate dal presidente del consiglio ieri mattina in televisione a poche ore dalla tragedia, avrebbero dovuto suscitare condivisione se non le avessimo già sentite ripetere troppe volte per non provare, invece, insofferenza, rabbia, indignazione. Forse perché non c’è altro evento più del terremoto capace di mettere a nudo lo sgoverno del nostro paese, l’incapacità delle classi dirigenti di mettere in campo l’unica grande opera necessaria alla salvaguardia di un territorio nazionale abbandonato all’incuria, alla speculazione, alle ruberie (come i processi del post-terremoto dell’Aquila hanno purtroppo mostrato a tutti noi).


diffondo anche l'articolo sullo stesso tema il cui link è stato proposto da Alligatore


sabato 20 agosto 2016

È bellissima

Se hai intenzione di provarci, fallo fino in fondo.
Altrimenti non cominciare.
Potrebbe voler dire perdere la ragazza, la moglie, i parenti, il lavoro, e forse anche la testa.
Potrebbe voler dire non mangiare per tre, quattro giorni.
Potrebbe voler dire gelare su una panchina al parco,
potrebbe voler dire la galera,
potrebbe voler dire la derisione, lo scherno, l’isolamento.
L’isolamento è il premio.
Tutto il resto è un test di resistenza,
per vedere fino a che punto sei veramente disposto a farlo.
E tu lo farai.
Nonostante i rifiuti e le peggiori probabilità di successo,
e sarà meglio di qualunque altra cosa tu possa immaginare…
Se hai intenzione di provarci, fallo fino in fondo.
Non c’è una sensazione pari a questa.
Sarai da solo con gli dei,
e il fuoco incendierà le tue notti.
Cavalcherai la tua vita dritto verso la risata perfetta.
Questa è l’unica battaglia giusta che ci sia.
Charles Bukowski
(Trad. di M.Fernàndez.)

è l'idea, applicabile al metodo di vita,
che a volte sembra di seguire, altre, uno dice 
- Va beh, più in là, quando mi passa questo scoramento,
questa incertezza, questa lieve tristezza -

mi ricordo, da ragazza, lo applicavo ai "corteggiatori",
odiavo la meschinità, il calcolo,
quelli che dicono, - Sì,ma a me che me ne viene? -
Chi si spendeva per farmi piacere, il piacere di un gelato per intenderci,
o di un viaggio non programmato solo per vedermi,
o un fiore profumato, o una farfalla, anche imbalsamata, 
mi conquistavano.
Ora non so se i desideri siano gli stessi,
per gli altri, dico.
I miei non sono cambiati di molto.


bibliomatilda's pic
Come una bambina che si incanta alla bellezza delle luci

giovedì 18 agosto 2016

Ho comprato due libri per la seconda parte dell'estate

buona lettura



Quello più in alto è:

Tiziana Barillà, Don Quijote de la Realidad, bookabook edizioni, 2016;

l'altro è:

Milton Fernández, Donne: pazze, sognatrici, rivoluzionarie..., Rayuela Edizioni, 2015

martedì 16 agosto 2016

Candelieri 2016














Se voleste vedere qualche foto in più e qualche indicazione sulla festa dei Sassaresi, cliccate qui

domenica 14 agosto 2016

I miei auguri di lunga vita a Fidel, a Cuba e alla Rivoluzione

"Castro ha visto sfilare numerosi presidenti statunitensi nel corso della sua leadership: Dwight D. Eisenhower, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon, Gerald Ford, Jimmy Carter, Ronald Reagan, George Bush, Bill Clinton, George Bush junior, Barack Obama. Presto sarà alle prese con il presidente numero 12 (va tenuto anche conto delle doppie presidenze di Reagan, Clinton, Bush junior e Obama). Obama, nel suo recente viaggio a Cuba, ha dovuto riconoscere che la politica americana contro l’isola «è stata fallimentare»."

da qui


Fidel ha la stessa età di mia madre, nato da famiglia più ricca, però e con storia più avventurosa.
Alcune delle foto che pubblico qui, forse le avevo già pubblicate al rientro da quel viaggio meraviglioso.

Il compleanno di Fidel mi è servito anche per rivederle. Buon tutto ;-)



























































sabato 13 agosto 2016

Tante cose belle

Il titolo riprende quello stravagante augurio che a volte sentivamo fare, soprattutto da bambini, dai conoscenti, incontrati per caso, ai nostri genitori. Ricordate? A dire la verità forse anche da adulta, a volte, l'ho sentito ripetere e, forse, non è neppure un brutto modo di dire, sempre che sia  accompagnato da buona disposizione d'animo, diciamo così, da sincerità e interesse. V'immaginate? Dichiariamo di augurare sinceramente alla persona che ci sta di fronte - tante cose belle -, meriteremmo un'abbraccio, altro che una stretta di mano!  La verità è che nella maggior parte delle occasioni gli incontri tra esseri umani sono diventati talmente formali che poche sono le parole rimaste a significare partecipazione, impegno ed empatia. Non so se nella scelta del titolo di Giovanni Manunta Pastorello fossero presenti queste considerazioni, certo è che l'arte ha tra le sue funzioni primarie quella di mettere in funzione il cervello e aiutare a trovare relazioni anche là dove tutto sembra stabilito e inserito in sentieri non comunicanti tra loro.

 Queste sono le opere esposte sino al 18 agosto 2016 presso la Galleria Bonaire Contemporanea in via Principe Umberto 39 – Alghero (info 3478953813 e-mail bonaire39@gmail.com)

Colore e forme non immediatamente riconoscibili ad una lettura realistica sono gli elementi sui quali si basano molte delle opere dell'artista. Potrebbero essere elementi vegetali spogliati delle loro vesti esteriori, forme umane stilizzate che si muovono in un intrico  di altri esseri in evoluzione o destinati forse a non raggiungere mai uno stadio evolutivo più alto. 



Potrebbero essere particelle primordiali di quanto diventerà un'articolazione umana, uno studio divino per la creazione del corpo umano, con i sottili legamenti colorati a prefigurare le vie lungo le quali passeranno le sensazioni delle quali la nostra vita è costituita. 


O giardini, giungle dove ancora il verde cupo dell'ombra non è entrato ma nei quali invece si spande la tonalità rosa dell'alba. I nodi che costituiscono i punti di forza delle canne del bambù, o dei giunchi ad esempio, con un rimando, forse, ai punti di forza dell'uomo che se non avesse quelli difficilmente sopravviverebbe.


Anche gli artisti fumano e mangiano dolcetti


Eccola la tavolozza principale, ci sono i colori e gli elementi primari, è il lavoro della creazione, è musica e tripudio, da qui alla danza del mondo il passo è breve


Spettatrici bionde e brune osservano da vicino il Re


Sguardo panoramico ad uno spazio della Galleria


e il mondo appena fuori


e dentro










Alcuni sguardi, più intensi di altri, raccontano





 Donne appassionate di fotografia, arte e fiori


Il Re


Il mistero e l'elaborazione di quanto verrà dopo il caos


L'artista


Le complicità e lo stupore