sabato 23 luglio 2016

puppets reportage

Qualsivoglia ragione vi porti ad Alghero, che non sia il suo mare, il suo mare è quello che sempre attirerà la vostra attenzione più immediata, non si può parcheggiare di fronte ad una simile bellezza e non accorgersi di essa, già, parcheggio e mare… a volte soffia il vento, a volte una leggera brezza marina che porta sollievo da tutto, il caldo, il dolore, la tristezza, la solitudine



Siamo qua per il quarto appuntamento della rassegna d'arte Settenuovisanti, l'artista ad esporre  questo pomeriggio è, come preannunciato in uno dei post precedenti, Danilo Sini. Ho già proposto il link sulla pagina del sito della regione Sardegna che riguarda Danilo Sini, qui qualche altra notizia.
Ecco cosa ho trovato nella mia visita da (schiva) habitué dell'arte contemporanea nostrana.
 Stanza chiusa alla luce naturale, due soli quadri, uno appeso alla parete che si trova di fronte alla porta principale (chiusa) e l'altro, di minori dimensioni che giace sul pavimento sulla stessa linea del primo. Molto suggestiva l'atmosfera creata, simile ad  un altare, ad una croce vera con la Madonna o Maddalena a piangere la passione. Il volto è conosciuto, non un Cristo nello splendore degli anni, ma sua è la corona di spine. È solamente il primo quadro sul quale si sofferma la mia attenzione. Un volto ritratto con tutti i suoi caratteri, le sue rughe e il suo sguardo, senza corpo, o almeno un corpo che non ha niente del realismo riscontrabile nei tratti di occhi, fronte, bocca, un corpo appena abbozzato, di cartone animato, o di bimbo stilizzato. Al centro un simbolo che ritorna in tutte le altre figure, un cuore antropomorfo, rosso o nero.








I sorrisi non sono proprio tali, ricordano o la falsità che può trasmettersi attraverso essi oppure sorrisi forzati, che trasmettono ansia più che gioia.


A volte mi sembra di cogliere un'inquadratura perfetta e così mi lascio andare ad una sfrontatezza che non ho, perché credo ci voglia una dose di sfrontatezza per riprendere persone vive e reali…


Ritratto dell'artista da giovane? Ci saluta da un mondo antico con determinazione ed ironia


Lo sguardo di ognuno rivolto al cielo con uno sfondo colorato che ricorda l'alba, una nascita già segnata rappresentata dalla corona di spine?



 Non so se, ma più che una sigaretta questo personaggio fuma qualcos'altro, segno divino? O peccato? O semplicemente un fumatore di marijuana?


Il pubblico:





L'artista


Di nuovo il pubblico :

















2 commenti:

  1. Bella mostra. Sicuramente si tratterà di ritratti di persone reali.
    E' molto interessante il contrasto fra il volto e il corpo dei personaggi disegnato un po' alla Keith Haring. Tutto è nel viso, l'anima sta nel volto, il corpo è negato?
    Fa riflettere molto l'uso del Sacro Cuore e della corona di spine. In tutti noi c'è una scintilla di Cristo quando affrontiamo il dolore? Boh! Senza una guida al pensiero dell'autore si possono fare solo delle ipotesi con poco fondamento.
    Le foto come sempre molto belle, la terz'ultima mi piace molto. :)

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    1. Ciao J D, finalmente sei di nuovo qui :-) Hai ragione su quanto dici a proposito di volti e corpi, anche il richiamo a Keith Hading mi sembra ci stia molto… per quanto poi riguarda il pensiero dell'artista, le sue intenzioni… dovrò imparare a chiedere :-)

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