venerdì 29 luglio 2016

Centri antiviolenza in Sardegna, un'intervista

Ciò che manca totalmente alla politica di Pigliaru e dei suoi assessori e ai suoi dirigenti è la consapevolezza che noi donne siamo i soggetti imprevisti della sua legislatura.
Dal loro agire quotidiano in relazione alla violenza maschile emerge chiaramente la vostra totale incompetenza rispetto alle origini della violenza maschile, che non è il frutto della follia o dell’inadeguatezza delle donne, come in tavoli pubblici affermate e sostenete, ma di un sistema. La rappresentazione della violenza di genere, come la RAS ha fatto il 21 luglio nel tavolo permanente contro la violenza sulle donne organizzato dalla commissione regionale per le pari opportunità, affidata agli “esperti”, avvocati, psicologi, carabinieri, questure, prefetti e politicanti vari della sua giunta, tra i quali il portavoce del presidente ci indica chiaramente che della violenza date una lettura opposta e neutra a quella dei saperi delle donne e dei Centri Antiviolenza.
Questa politica sta svalutando la storia, le esperienze e le pratiche di noi donne tutte.
Non è un caso infatti che i dirigenti all’assessorato alla Sanità ci stiano decurtando i soldi da noi già spesi e attentamente rendicontati nel 2013 e nel 2014.
Chiediamo dunque anche tramite questa intervista al Presidente Pigliaru un tempestivo intervento affinchè in Sardegna sia applicata la legge regionale n.7/08 e la Convenzione di Istanbul.


da qui


Questo governo di "centro sinistra" pareva, e forse appare ancora, la soluzione migliore persino a quelle donne che scendono in piazza ad ogni commemorazione di giornate dedicate al "femminicidio".


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