lunedì 13 giugno 2016

Le rose marine e il gabbiano








mi piacciono perché stanno sospese sull'infinito con leggerezza, le trovo fiere nella loro fragilità


neppure il tempo può troppo contro di loro, a volte le si trova l'anno successivo, completamente asciutte, forse secche ma ancora svettanti contro l'azzurro 








non temono il silenzio, la solitudine, il vento, il sole e la pioggia, il buio e il cielo stellato, donnole e gabbiani, rondini e bruchi, peccato non ci siano da noi i colibrì a sùggerne il nettare.


Ascoltano forse i canti delle sirene, forse si trasformano in sirene durante l'inverno





oggi, mentre parlavo con alcune colleghe, ho scoperto che le mie "rose marine", il nome sono stata io a darglielo, quasi sicuramente appartengono alle piante del  genere AlliumPer me non cambia nulla, solo che quando ritornerò sulle scogliere di Punta Giglio, ne cercherò l'aroma.



2 commenti:

  1. Immagini molto belle, accompagnate da altrettanto belle parole ... manca solo un buon vino :)

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    1. Arrossisco e brindo con un bianco secco, alla nostra! :-)

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