venerdì 27 maggio 2016

Si sta facendo sempre più tardi

Questo pomeriggio, mentre  volgeva alla fine, mi ha riportato alla mente il titolo di Tabucchi; solo il titolo, perché del libro non sapevo nulla. Credo capiti spesso che i bibliotecari, a me capita, tengano a mente molti più titoli dei libri effettivamente letti. Alcuni sono molto belli, a volte anche più poetici del romanzo a cui danno la prima, importante, identità. Ho scoperto di cosa parla il libro in questione, un romanzo epistolare alla ricerca di una risposta impossibile in quanto la domanda non è mai stata realmente posta; non è mai stata posta poiché riguarda l'amore e le illusioni che ci girano attorno. Questo è il modo nel quale ho interpretato quelle poche righe lette sul libro del mio titolo (che dunque non è proprio mio, diciamo che è mio nell'interpretazione che gli attribuisco). 

A me è venuto in mente, credo, per questa sensazione, relativamente nuova, della brevità dei giorni. Sì, mi pare in questo periodo, di stare sperimentando un'accorciarsi del tempo che forma la giornata, soprattutto se per giornata si intendono le ore di luce. Siamo nella stagione più luminosa dell'anno in termini di ore, eppure, così come quando manca il respiro per una corsa veloce, mi pare, a volte manchi il tempo per emettere intero quel respiro. Ecco la sensazione del ritardo, ed ecco la considerazione che il titolo porta con sé.

Per il resto offro ad altri oltre che a me stessa l'immagine delle rose immancabili a maggio



e quella di un libro molto bello sulle sculture e sui disegni di Amedeo Modigliani. Leggendo la presentazione che Osvaldo Patani, l'autore del libro, fa dell'artista italiano, ho trovato  la spiegazione al fascino che suscitano in me i disegni a matita, a carboncino, gli studi fatti dai grandi maestri della pittura e della scultura per le loro opere. 


Modigliani, non diversamente da Brancusi, pensava che:
«"Non è reale la forma esteriore, ma l'essenza delle cose. Se si parte da questa verità, non è più possibile ad alcuno esprimere qualcosa di reale imitando la superficie esterna delle cose." Lo scopo di Brancusi era di esprimere le proprie visioni interiori e di individuare con la  massima libertà il fondo spirituale della vita. La sua influenza di rigorosa astrazione e rigoroso realismo è rintracciabile nelle sculture di Modigliani… »









Ecco, a me pare che nel disegno a matita, nello studio della figura, di quello che poi, forse, diventerà un dipinto, si trovi l'anima stessa del mondo che l'artista vuole rappresentare, l'anima stessa che poi si ricopre del colore con le sue differenziazioni. Mi appare sia come una fase primaria per il raggiungimento della completezza, sia come opera completa in sé.

2 commenti:

  1. Adesso hai fatto tu un regalo a me, la tua riflessione iniziale mi accompagna da un po'.
    Oggi, tra le bellissime foto e la scelta del catalogo di Modigliani, ho vissuto la cosa con più poesia.
    È difficile dare un senso ai cambiamenti, ancora di più collocarli in uno spazio giusto dentro di noi. Ti abbraccio

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    1. E la cosa peggiore che possa capitare è quando cercando di vivere i cambiamenti e, come tu dici, "collocarli in uno spazio giusto dentro di noi", trovi attorno solamente persone che l'unica volontà (poiché il desiderio è assente) è quella di non perdere mai, di non perdere nulla. I nostri ultimi post mi pare si intreccino, tra riflessioni sulla generosità, il cambiamento e la perdita :)*

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