venerdì 13 maggio 2016

Balai


Bella parola, Balai, sembra il nome di uno strumento, di una musica, ricorda la balalaika, strumento a corde russo e, guardate le coincidenze, tre sono le corde della balalaika e tre sono i martiri a cui la chiesetta che vedete qui sotto diede riparo, nella morte.
La leggenda, infatti, così come mi veniva raccontata da mio padre, diceva che i corpi dei tre martiri, decapitati, riuscirono a raggiungere questa terra dopo essere stati giustiziati e gettati in mare dai nemici della fede cattolica. Chissà, forse per una inesattezza nella conoscenza di mio padre, mi ero fatta l'idea, già da allora, che i corpi sono mossi da qualcosa di diverso della semplice corporalità, se potevano muoversi anche privati di una parte (e che parte! ci sarebbe da aggiungere!). Va bene, sono i misteri ai quali da bambini si crede senza fare troppe domande. Se volete saperne di più sulla leggenda cliccate qui.
Il mese di maggio, dunque, è la festa dei Santi, Gavino, Proto e Gianuario. La chiesetta di Balai, così come io l'ho conosciuta, senza sapere l'altro nome, quello di San Gavino a Mare, è il centro dei festeggiamenti religiosi perché al suo interno, in questo mese, sono custoditi i simulacri lignei dei tre Santi, meta di pellegrinaggi e preghiere e carezze ai piedi, alle mani e al volto delle tre statue dormienti del sonno eterno.














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