lunedì 25 aprile 2016

Buona festa della Liberazione!

Lo sapevate che il buon anno a Cuba è augurato con le parole:


Buen Triunfo de la Revolución! ?



Ebbene sì, a Cuba l'anniversario della Liberazione coincide con il 1 dell'anno.

Da noi il 25 aprile rappresenta qualcosa di molto simile, anche se molto diversa… 



Scusate, mi viene naturale stabilire rapporti e trovare somiglianze, questa sera, però, ho notato di non essere la sola. Guardatevi il bellissimo numero di Blob di rai tre di questa sera. Inizia con filmati d'epoca dell'invasione tedesca dell'Italia e finisce con l'esercito curdo nel quale combattono un grandissimo numero di donne, al canto di 


Bella Ciao.

Così sono andata a cercare qualcosa che potesse festeggiare la fine della giornata di questo 25 aprile e ho trovato questo:



tra gli altri.

Spero me lo lascino,
io in cambio posso offrire le mie foto di questo pomeriggio; ho festeggiato così, con il solito mare e con un vento particolarmente freddo il mio 25 aprile del 2016:
















sabato 23 aprile 2016

Libri e Arte

E' abituato Enrico Puggioni agli eventi, all'atto artistico più che all'oggetto prodotto, così che ha partecipato con entusiasmo a questo primo ciclo di conversazioni d'arte curato da Mariolina Cosseddu e Sonia Borsato alla libreria Cyrano di Alghero, che unisce il piacere della lettura ai piaceri del buon vino e, in questo caso, a quelli dell'arte e del ragionamento, per quanto possibile, su di essa.

Sul tavolino, poggiata in modo informale tra gli oggetti quotidiani della libreria,  ecco una delle foto, proposte da Enrico Puggioni, sulle quali riflettere, insieme alle curatrici e al pubblico, e ricostruire il suo percorso artistico iniziato negli anni ottanta. Anche in esse è l'attimo che conta, irripetibile e unico, solitario nel suo accadimento. Spettatore non visto della vita degli altri che affronta con discrezione, Enrico Puggioni appare in questo suo lavoro, affascinato dai misteri che ognuno dei suoi soggetti porta con sé nel proprio camminare, solo o accompagnato da oggetti che parlano, all'osservatore attento, più di qualsiasi dichiarazione verbale.


Non è stato, quello con Enrico Puggioni, il primo tra gli incontri realizzati, già si sono tenuti, il terzo giovedi di ogni mese a partire da gennaio, tre incontri dei quali il primo con Giorgio Urgeghe, il secondo con Pastorello e il terzo con Danilo Sini. Le tele dipinte con i piccoli mostri di Giorgio Urgeghe ancora svettano sugli scaffali della libreria,


e i volti ripresi nelle foto scattate da Danilo Sini durante il pomeriggio a lui dedicato si confondono con i volti vivi del pubblico e degli artisti presenti,












Mariolina Cosseddu è stata appassionata nella sua presentazione dell'artista e del suo percorso e, credo, sia evidente dalle espressioni del suo volto e dall'aria compiaciuta e sorpresa di Enrico Puggioni





Poesia, passione e rivoluzione nel discorso su quell'arte nata in anni che ci siamo abituati a pensare di ripiegamento e di rinuncia ma che invece, in Sardegna, hanno visto il sorgere di individualità e gruppi artistici di grande valore. Enrico Puggioni ne ha fatto parte a tutti gli effetti fondando insieme a Giulia Sale e Gianni Ruggiu il gruppo di animazione e promozione artistica chiamato I Fiori Blu.














Dagli scaffali persino i personaggi dei grandi scrittori assistono all'evento


mentre altri, meno noti, proseguono il loro cammino


e Sonia Borsato sorride nell'osservare uno dei più bei cataloghi realizzato negli anni novanta, coordinato dai Fiori Blu.


I fiori blu, nome bello e impegnativo, titolo dell'altrettanto bel romanzo di Raymond Queneau pubblicato nel 1965. Il rapporto tra l'arte di Enrico Puggioni e la letteratura è stato il tema prevalentemente affrontato da Sonia Borsato, tema che ha portato anche qualche sorpresa durante il dialogo di questo pomeriggio, quasi ad onorare il libro stesso.

giovedì 21 aprile 2016

Enrico Puggioni alla libreria Cyrano di Alghero



Quarto appuntamento con le chiacchiere d'arte di Tutti i Giovedì, rassegna Organizzata dall'associazione culturale Sa Domo a cura di Sonia Borsato e Mariolina Cosseddu, percorso semiserio alla scoperta di alcuni dei protagonisti dell'arte contemporanea che sono emersi nel periodo ricco e controverso che sono stati gli anni 80 e 90.
A riflettere sul decennio incriminato un artista schivo e sensibile, imprevedibile e irriverente. Enrico Puggioni oscilla da sempre tra vari mezzi espressivi lasciandosi guidare da un un unico credo: l'ironia che sconcia i giochi, scoperchia le pentole, rovescia i potenti. Insieme alle sue parole, presenta a Cyrano ritratti occasionali con modelli incosapevoli, oggetti rubati alla quotidianità, riflessione sulla preziosità dell'attimo.
Ancora una volta ospitati dall'accogliente Cyrano Libri Vino Svago, vi aspettiamo per riflettere sul passato, analizzare il presente, ipotizzare il futuro.


da qui

sabato 16 aprile 2016

Domani SI deve votare





per il mare


























bibliomatilda's pics




Noi non sappiamo quale sortiremo
domani, oscuro o lieto;
forse il nostro cammino
a non tócche radure ci addurrà
dove mormori eterna l'acqua di giovinezza;
o sarà forse un discendere
fino al vallo estremo,
nel buio, perso il ricordo del mattino.
Ancora terre straniere
forse ci accoglieranno: smarriremo
la memoria del sole, dalla mente
ci cadrà il tintinnare delle rime.
Oh la favola onde s'esprime
la nostra vita, repente
si cangerà nella cupa storia che non si racconta!
Pur di una cosa ci affidi,
padre, e questa è: che  un poco del tuo dono
sia passato per sempre nelle sillabe
che rechiamo con noi, api ronzanti.
Lontani andremo e serberemo un'eco
della tua voce, come si ricorda
del sole l'erba grigia
nelle corti scurite, tra le case.
E un giorno queste parole senza rumore
che teco educammo nutrite
di stanchezza e silenzi,
parranno a un fraterno cuore
sapide di sale greco.


Eugenio Montale,
Ossi di seppia,
Mondadori, 1979

mercoledì 13 aprile 2016

Autoritratti

Che se ne sia coscienti oppure no, la prima immagine del mondo quando al mattino ci si risveglia, siamo noi stessi … o meglio, il nostro corpo. Più passa il tempo e più il corpo ci chiama. Quando si è giovani e sani è più facile ignorarlo, non dico accettarlo, che è diverso, dico proprio ignorarlo. Non lo si deve curare, prestare più di tanta attenzione; se, addirittura, si è cresciuti qualche generazione fa e l'aspetto esteriore non era tutto e le maschere non così tanto evidenti e imposte come oggi, a volte lo si dimenticava, se ne dimenticavano difetti e imperfezioni, lo si mostrava non tanto per sedurre o mostrarsi all'altezza delle aspettative, quanto per raggiungere una meravigliosa sensazione di libertà.

Il corpo e il volto, il nome di battesimo, la nostra casa, i genitori, i (nostri) libri letti, le poesie imparate a memoria, qualche oggetto che resiste agli anni, che ormai, quasi, non significa più nulla se non il fatto che si trova ancora lì, in quel cassetto, con lo stesso odore di allora, la stessa consistenza, il calore che proviene da un punto sconosciuto e indicibile, incomprensibile, eppure lo si può toccare, esiste come ancora i nostri occhi che lo guardano e le nostre dita che lo stringono, sono tutte cose che definiscono la nostra identità, il nostro essere. Eppure tutto questo non toglie l'immagine e la consapevolezza della inevitabile fine … di tutto, anzi, forse essere coscienti di tutto questo, amplifica la sensazione di futuro vuoto, di non narrabile nulla. Andiamo alla ricerca di vecchie foto, di antiche espressioni del nostro sguardo, della dolcezza che abbiamo provato e della tenerezza che siamo stati in grado di donare, tutto ritorna a noi, i testimoni di allora, a volte, si estinguono come il respiro di chi muore. Rimaniamo gli unici a testimoniare a noi stessi la nostra vita.

Forse è anche per questo che non esiste artista che non abbia provato a rendere se stesso attraverso un autoritratto.


Nan Goldin
Autoportrait aux yeux tournés en dedans, 1989


Alice Neel
Autoportrait, 1980



Tamara de Lempicka
Autoportrait, 1939


Esther Ferrer
Autoportraits dans le temps 81/89



Francis Bacon
Étude pour un autoportrait, 1980



Paul Klee
Auto-absorption, autoportrait d'un expressionniste, 1919


Marcel Duchamp
Autoportrait signature, 1964


Tutte le foto pubblicate sono state tratte da internet e riguardano la mostra intitolata Moi!, tenutasi al Musée du Luxembourg di Parigi dal 31 marzo al 25 luglio del 2004. Ne sono venuta a conoscenza tramite il catalogo della mostra stessa, pubblicato da Skira.

mercoledì 6 aprile 2016

Come l'acqua



Questo era il sorriso di T. un po' di anni fa.
Mi accorgo ora che mi piaceva o forse mi piace solamente ora il suo sorriso di allora, chissà cosa leggeva, cosa guardava, mi piacerebbe averla sempre così, attenta e allegra



Ecco, questa rende l'idea