venerdì 25 marzo 2016

Oggi che è quasi Pasqua

riapro il blog, non so per quanto.
Lo riapro per riproporre qui questo illuminante pezzo pubblicato da Milton Fernandez (qui il suo blog) su facebook

La poesia e gli imbecilli
La poesia è una porta ermeticamente chiusa per gli imbecilli, spalancata per gli innocenti. Non c’è niente di tanto opposto all’imbecillità quanto l’innocenza.
La caratteristica più spiccata dell’imbecille è la sua aspirazione sistematica a un certo ordine del potere. L’innocente, invece, si rifiuta di esercitare il potere perché li possiede tutti.

L’innocente, consciamente o meno, si muove in un mondo di valori; l’imbecille in uno nel quale l’unico valore è rappresentato dal potere.
Gli imbecilli cercano il potere in una qualsiasi forma di autorità: in primo luogo il danaro, e l’intera struttura dello Stato, dal potere dei governanti fino al microscopico, ma corrosivo e sinistro potere dei burocrati; dal potere della chiesa a quello della stampa; dal potere dei banchieri a quello della legge. Tutto questo compendio di potere è organizzato contro la poesia.
Siccome poesia significa libertà, affermazione dell’autentico, ha – indubbiamente - un certo ascendente nei confronti degli imbecilli.
In quel mondo falsificato e artificiale che si costruiscono intorno, gli imbecilli hanno bisogno di una serie di articoli di lusso: macchine, tendaggi, gingilli, gioielli, passatempi… e perfino di qualcosa che vagamente somigli alla poesia.
In quel surrogato di poesia da loro adoperato, parola e immagine diventano puri elementi decorativi e, così facendo, riescono spesso a distruggere il loro potere di incandescenza.
Ecco come si crea la cosiddetta “poesia ufficiale”. Poesia fatta di paillettes, che suona a vuoto.
La porta della poesia non ha né chiavi né lucchetti: è difesa dalla sua propria capacità di incandescenza. Soltanto gli innocenti, cha hanno preso l’abitudine del fuoco, che hanno le dita in fiamme, possono aprire quella porta e, attraversandola, penetrare nella realtà.
La poesia si assume il compito di far sì che questo mondo sia abitabile non soltanto per gli imbecilli.

Aldo Pellegrini – Rosario, Argentina - 1903 – 1973
(Trad. di M.F.)

non ho mie foto a disposizione, così da internet pubblico l'immagine di un opera di uno dei miei pittori preferiti, ché se non c'era  primavera nei suoi dipinti non esiste neppure quella atmosferica



 Matisse
Arabesque

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Ciao J D, no, a dire il vero ho aperto :D
      Auguri anche a te :-)

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  2. Che bello che ci sei di nuovo ... Avevo notato la tua assenza. Buon tutto e grazie di queste riflessioni.

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    1. Ciao Maria, Grazie! Buon proseguimento anche a te :-)

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