martedì 2 febbraio 2016

Sui libri e la lettura

"nei piccoli centri e nelle periferie urbane è fondamentale che ci sia una buona biblioteca scolastica o comunale che sostenga il lavoro in classe. Il problema di fondo tuttavia, a mio parere, si trova nell’impostazione culturale dell’insegnamento aldilà di progetti e programmi.
Anche in questo caso una statistica di questo prezioso rapporto aiuta a spiegarmi: tra i ragazzi di 11 e 14 anni che hanno letto almeno un libro il 71,1% ha i genitori che leggono a loro volta. Questo dato, tradotto nel concreto dell’attività didattica, significa che stimolare alle lettura un alunno che viene da una famiglia in cui si legge vuol dire banalmente azzeccare il libro giusto, quando non vi abbia provveduto già il suo ambiente di origine; stimolare un figlio di non lettori significa lavorare sul piano di motivazioni più profonde e introdurre l’idea che la lettura in quanto tale sia un aspetto importante della vita. Si tratta allora di lavorare sul ben vivere, per dirla con Edgar Morin."

da qui






3 commenti:

  1. Quanto ho amato ed amo le biblioteche, quelle curate, accoglienti, bisbiglianti. Entri timido e ne esci visionario ;)

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    1. Così succede, visionario è la parola giusta, l'effetto che fa visitarle e amarle, figurati lavorarci!!! :D Però, a dire la verità, conosco bibliotecari che di visionario non hanno proprio nulla, anzi :-(, sssshhhh, però non lo dire, sono anche molto permalosi e suscettibili ;-)

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    2. ... perché poi, alla fine, per tutto ci vuole anima! :)*

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