sabato 26 dicembre 2015

Nuovo blog, Amore e Viaggio

Viaggiare è andar via di casa,
è lasciare gli amici
è provare a volare.
Volare imparando altri rami
percorrendo altre strade
è tentar di cambiare.
Viaggiare è travestirsi da folle
dire “non mi importa”
è voler ritornare.
Ritornare apprezzando quel poco
degustando una coppa
è di nuovo provare.
Viaggiare è sentirsi poeta,
scrivere una lettera,
è voler abbracciare.
Abbracciare arrivando a una porta,
agognando la calma,
è lasciarsi baciare.
Viaggiare è farsi mondano
conoscere altra gente
tornare a cominciare.
Viaggiare è andar via di casa,
travestirsi da folle
è dire tutto e niente con un bollo postale.
Dormire in un altro letto,
sentir che il tempo è breve,
viaggiare è ritornare.



Gabriel Garcia Marquez

(Trad. di M.F.)



Enrico Pugioni's pic

Partirai ancora
perché la terra chiama
con la forza di una donna abbandonata.
Partirai un’altra volta, amore,
perché è là,
dove la vita di tanti si decide.
Là ti aspetta la speranza,
la lotta senza tregua.
Là ci sono le insonnie
e la sfida di un tempo smisurato,
che cerca di restare al passo con la storia.
Vai, amore,
Vai con quelle braccia che mi abbracciano,
con quella bocca che mi bacia,
a colare fuoco, amore,
a dare la tua forza
alla terra che amiamo.
Vai, amore,
sto andando anch’io, anche se resto lontana
e sarò lì con te
nel vento e nella pioggia,
nel caldo di mezzogiorno,
nei coperchi della marmellata,
tra i grilli e le cicale,
nel pericolo,
ovunque tu andrai,
ci sarò io,
tra la terra e la tua ombra
ci sarà una donna
accarezzandoti.

Gioconda Belli

Le due poesie proposte, sul Viaggio, il Viaggiare e l'Amore, sono state cercate, trovate, lette e ricopiate  da qui

Dimentico sempre di dire che, quando parlo di "nuovo blog" non intendo dire un mio nuovo blog, ma semplicemente un nuovo blog per me, scoperto da poco e che, in genere, aggiungo alla lista della mia community.

Starò fuori qualche giorno, mi proverò in un nuovo viaggio, questo sì, tutto mio. Sarò, per me, la protagonista principale … con il cuore diviso tra i miei infiniti amori.
Che sia un anno di pace, di serenità, di bellezza, di incontri, di baci, di scambi, di sorrisi, di parole ascoltate e di comprensione, di coraggio, di salute e di amore.

domenica 20 dicembre 2015

Addio mia unica





Poesia inedita del "CHE" Ernesto Guevara alla moglie.
EVOCAZIONE – (Poesia inedita di addio ad Aleida March)
(tradotta da Milton Fernandez)
EVOCAZIONE
La mia unica al mondo;
ho estratto di nascosto dalla dispensa di Hikmet
questo unico verso innamorato, per lasciarti l’esatta dimensione del mio affetto.
Ciò nonostante,
nel labirinto più profondo della lumaca taciturna
si stringono e combattono gli estremi del mio spirito:
tu e TUTTI.
Quei TUTTI che mi chiedono la consegna totale,
che la mia sola ombra annerisca il cammino!
Ma senza truccare codici d’amore sublimato
ti porto di nascosto nel mio sacco di viaggio.
(Nella mia borsa di viaggiatore insaziabile io ti porto
come il pane nostro di ogni giorno).
Esco ad innalzare primavere di sangue e di calcina
e ti lascio, nell’incavo della mia assenza,
questo bacio senza dimora conosciuta.
Ma non mi è stata predetta la piazza riservata
alla marcia trionfale della vittoria
e il sentiero che porta al mio cammino è cosparso di ombre già funeste.
Se sono destinato all’oscuro fosso delle fondamenta,
mettilo da parte nell’archivio confuso del ricordo;
usalo nelle notti di lacrime e di sogni…
Addio, mia unica,
non tremare davanti alla fame dei lupi
né al freddo da steppa dell’assenza;
cammini accanto a me, dalla parte del cuore,
insieme andremo avanti fino a quando
sfumerà la rotta …
Ernesto “Chè” Guevara della Serna-
Trad. di M.F (Milton Fernandez)

In attesa di tutto

per chi non si ricordasse dell'estate e di ogni volto incontrato
dell'andare e delle strade
della solitudine e del coraggio,
dell'inquietudine e del suo sapore.
Di una cravatta a fiori indossata dal padre e del suo calore.

Ieri ho fotografato un albero con delle gemme turgide, pronte ad aprirsi, non ne ho saputo riconoscere il nome





e i resti di una qualche festa lontana, tutto molto invernale … un inverno temperato, come sempre da noi. Ho visto che il solstizio di quest'anno cadrà esattamente il 22 dicembre alle h. 4.48.



bibliomatilda's pics

venerdì 18 dicembre 2015

Cuba


Aprendimos a quererte
Desde la histórica altura
Donde el sol de tu bravura 
Le puso un cerco a la muerte.

Aquí se queda la clara,
La entrañable transparencia,
De tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu mano gloriosa y fuerte
Sobre la historia dispara
Cuando todo Santa Clara
Se despierta para verte.

Aquí se queda la clara,
La entrañable transparencia,
De tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Vienes quemando la brisa
Con soles de primavera
Para plantar la bandera
Con la luz de tu sonrisa.

Aquí se queda la clara,
La entrañable transparencia,
De tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu amor revolucionario
Te conduce a nueva empresa
Donde esperan la firmeza
De tu brazo libertario.

Aquí se queda la clara,
La entrañable transparencia,
De tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Seguiremos adelante
Como junto a ti seguimos
Y con Fidel te decimos:
Hasta siempre Comandante.

Aquí se queda la clara,
La entrañable transparencia,
De tu querida presencia

Comandante Che Guevara.




da qui


giovedì 17 dicembre 2015

Sorprese di dicembre

Il viaggio ...


E' su un cargo che si fa il viaggio
un bastimento per il carbone.
C'è ancora un solo porto che non abbiamo toccato,
una tristezza che non abbiamo cantata,
l'orizzonte che si vedeva al mattino
non lo abbiamo lasciato dietro di noi ogni sera
e le stelle non sono passate
sfiorando l'acqua
e ad ogni alba
sull'acqua
che cola
non c'è il riflesso
della grande nostalgia.
Ci andiamo, dici, ci andiamo?


Nazim Hikmet




Vincent van Gogh,
1886,
olio su tela

lunedì 14 dicembre 2015

A


 D'amore


Oh, nessun giorno senza il doloroso
privilegio d'un fuggitivo incontro.
Al tuo occhio smarrito d'ogni parte
la città si moveva, delirando

le vie note, i marciapiedi cari
al tuo piede fanciullo ora dorati
dall'amore, l'estate era nell'aria.
Il tempo era venuto del distacco

senza che mai la selvatica donna
quetato avesse il suo timido sguardo.


Quanti giorni ormai senza il doloroso
momento che la città t'esprimeva
ventilata del suo materno grembo,
la strada popolosa di sete

e tele estive che l'azzurro
commoveva di riflessi e di lampi ...


Attilio Bertolucci
Le poesie,
Garzanti, 2009 



e una delle più belle foto sul Bacio che io conosca 

"Quello che io cercavo di mostrare era un  mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili,
 dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere."

Robert Doisneau


domenica 13 dicembre 2015

Ultime dalla città



sabato 12 dicembre 2015


Azuni batte Eton. Pizzinni Pizoni battono Vescovo. L’Istituto d’Arte compie 80anni.

BUONE FESTE. L'arte inizia qui.

Regia Scuola, poi Statale, oggi Liceo Artistico "F. Figari". A Sassari si Festeggiano gli 80 anni dell’Istituto d’Arte. Molti artisti sardi si sono formati sui suoi banchi, altrettanti ne sono divenuti insegnanti. Per festeggiare l’anniversario si è pensato di allestire una mostra storica negli spazi di quella che oggi è la "Galleria", un piano rialzato sopra gli antichi laboratori di ceramica e architettura e, in quella che per tutti è stata “la cantina”, recentemente restaurata e ri-battezzata "Centro Sperimentale Mauro Manca", una serie di personali e doppie personali “Non rientrate tardi” a cui faranno seguito altri progetti, conferenze, annulli postali.

continua qui


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venerdì 4 dicembre 2015

Citazioni

Bambini mia, venite qua, che qua vi do il mito! Ecche il mito! Noi siamo puri, ingeniti, vergini, come di mano di Pietro Lorenzetti: siamo popolo giovine, anzi neonato! Prendere una sporca bugia (posto al sole, popoli giovani, e simili), cavarne che bisogna aver fede. In chi? In che cosa? In quella bugia e ne' i suoi agenti autorizzati. Ora i ragazzi - sono stato anch'io, al tempo dei tempi, un ragazzo - si sa che ci vuol poco a tentarli e a tradirli. Al mito bugia convenientemente tonitruato dal trombone della banda, loro, poarini, ci abboccano. Per quanto preraffaelliti e per quanto grulli, dopo dieci minuti, però, hanno bell'e mangiato la foglia. Non potendo disdirsi (coerenza, forza di carattere, ecc.) non potendo gridare a se stessi, e tanto meno in pubblico: "Iccoglione che la mi' mamma m'ha fatto!" allora s'imbrancano: aiutano anzi i guardiani a ribadire la catena."


C. E. Gadda, I miti del somaro