sabato 24 ottobre 2015

Pablo

Ora, lasciatemi in pace.
Ora, abituatevi alla mia assenza.
Io chiuderò gli occhi
E dirò solo cinque cose,
cinque radici preferite.
Una è l'amore senza fine.
La seconda è vedere l'autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.
La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
La quarta cosa è l'estate
rotonda come un'anguria.
La quinta sono i tuoi occhi.
Non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io tramuto la primavera
affinché tu continui a guardarmi.
Amici, questo è quanto voglio.
E' quasi nulla ed è quasi tutto.
Ora se volete andatevene.
Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellarmi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
succede che sto per vivere.
Mai sentito così sonoro,
mai avuto tanti baci.
Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.
Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.
P. Neruda

(Trad. di M.Fernàndez.)



bibliomatilda's pic

6 commenti:

  1. Imperdibile la poesia di Neruda e bella bella la fotografia. Grazie! Buona domenica e buona settimana.

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    1. Grazie Mari, bellissima poesia, il promontorio di Capo Caccia potrò rivederlo (mi auguro) altre centomila volte, mi apparirà sempre magico e sempre mi stupirà per la sua bellezza!

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  2. Dove c'è poesia c'è bellezza: due splendide donne, Neruda e la natura. S'inizia così la settimana. Serena settimana :*

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    1. Serena settimana a te, Santa. Vero quello che dici, Poesia e Natura, due splendide donne! :)*

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  3. "Una è l'amore senza fine.
    La seconda è vedere l'autunno.
    Non posso vivere senza che le foglie
    volino e tornino alla terra...."


    è proprio così
    è così che è andata...

    "il mio cuore è stato interminabile."

    Sì l'ho fatto.
    Ancora una volta
    Ancora una volta bevo il sangue dell'Autunno
    calice vuoto e pieno e di nuovo vuoto
    nella luce declinante del pomeriggio

    calice vuoto. calice traboccante di lievi e avvolgenti malinconie

    In quell'attesa indefinita: accade il rosso.

    Un caro saluto
    Dai miei boschi dorati al tuo mare selvatico.

    carlo

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    1. Carlo! Bellissimi versi, vero? Il rosso lo auguriamo, insieme a un altro autunno, tra boschi e mare, sole e rugiada, saluto anch'io la nostra vita che ruota.

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