venerdì 2 ottobre 2015

"… la cultura (e la sua sorgente, la scuola)“


Segnalato da Alessandro Robecchi nell' intervento odierno sul suo sito:

Stefano Benni rifiuta di essere premiato da Franceschini: “Per il governo la cultura è risorsa non necessaria”




appare, quello di Stefano Benni, uno di quei gesti dimenticati per amor di "buona educazione".

Mi piacciono questi gesti, anche se qualcuno troverà della rabbia o del rancore o dio solo sa quali altri sentimenti negativi. Sono quei gesti importanti invece che definiscono un rifiuto, una rivolta nei confronti dello stato di cose presente, una presa di posizione, uno schierarsi a fianco di quello che viene negato, in questo caso il diritto all'istruzione, visto che Stefano Benni nel suo intervento ha parlato anche dell'abbandono in cui versa la scuola, della possibilità per ognuno di accedere alle fonti della cultura come le biblioteche o persino la TV, se utilizzata in modo diverso dall'oggi.



Francesco Guccini aveva messo in musica l'intellettuale non allineato, seppure in una canzone che è anche canzone d'amore, del resto gli scrittori partono da un sentimento molto simile.



Si ringraziano Le Commedie dell'Arte
per il video

4 commenti:

  1. un no che ci voleva, Benni ha fatto bene. Qui a Milano c'è stato chi rifiutato l'Ambrogino d'oro, e direi che hanno fatto bene anche loro, perché ormai questi premi vengono dati anche a persone non degne (anzi, indegne). Di per sé, dispiace sempre; ma è un po' come il titolo di Cavaliere o Commendatore, visti certi nomi capisco che si preferisca stare alla larga... (aggiungo che non amo particolarmente Benni, ma quando è giusto è giusto)
    (ho in casa di suo Stranalandia, i disegni di Pirro Cuniberti sono divertenti)

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    1. Ma infatti, secondo me, è la persona reale, in carne ed ossa che si deve apprezzare quando si mette in gioco, quando si rifiuta di essere ossequente, quando capita che i personaggi letterari creati non siano totalmente incoerenti al se stesso che circola per le strade :-)

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  2. Io mi consolo con una sua frase, che peraltro ho accompagnato al memo sulla Festa del racconto, "Sarebbe bello durare quanto i racconti che abbiamo ascoltato e che raccontiamo. Ma loro dureranno più di noi." (Stefano Benni)
    Lo trovo confortante... :**

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