venerdì 23 ottobre 2015

Dai magici equilibri tra le nuvole …


all'italietta terra terra:


Ma torniamo, per un attimo, all’anello debole. Non è un caso che in questo caos viscoso la infinita questione dei docenti inidoneinon trovi ancora una propria concreta soluzione. Vittime della gloriosa “razionalizzazione e semplificazione” che muove da tempo ormai tutte le operazioni relative al personale della scuola, si tratta di 3500 docenti affetti da malattie invalidanti, non più in grado di svolgere attività didattica in classe. Ne conosco almeno 3-4: passano da un’operazione all’altra, chi per tumori e recidive frequenti o trattamenti chemio continui, chi per patologie cardiache. Non si tratta di uno scherzo: potrebbe accadere a ciascuno di noi, nessuno escluso. Con atto autoritativo il Miur ne cambiò il profilo professionale nel 2013, definendone il transito definitivo ed obbligatorio tra il personale Ata (amministrativo-tecnico-ausiliario). Che però, a cominciare dalla riforma Gelmini, fino all’ultima legge di Stabilità, che ne ha previsto il taglio di oltre 2mila unità, è vittima in questo periodo di una precarizzazione insostenibile, di tagli di organico, dell’esternalizzazione dei servizi, di divieto di sostituzione anche durante lunghi periodi di assenza.


da qui



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