giovedì 3 settembre 2015

La mia confusione

Provo una sensazione strana, in questi ultimi giorni. 

Rientrata da un viaggio sognato per anni, raggiunta una meta che mi pareva simbolica di tutte quelle disposizioni d'animo assimilate dalle storie ascoltate, dalle fiabe raccontatemi da mio padre quando ero bambina, con le quali a volte mi addormentavo, altre no, dai racconti della sua vita fuori di casa, dai racconti della sua gioventù, dai racconti della guerra alla quale partecipò, del suo amore per mia madre, del suo amore per noi figli; assimilate dal suo senso del dovere e, allo stesso tempo, dal suo spirito ribelle, dal suo orgoglio, dalla sua grande dignità, dalla sua forza e dalla sua dolcezza, dai suoi occhi buoni e dalla sua pazienza con me ragazza, dalla tristezza e dalla malinconia che a volte avvolgeva il suo sguardo; mi hanno costruito, hanno costruito la mia anima insieme ai miei studi, alle mie letture, alle persone incontrate nella mia vita, all'amore ricevuto e a quello, spero, donato.

Mio padre amava il mare, amava raggiungerlo ed immergersi in esso, amava nuotare uno strano stile, adagiato sulla superficie liquida e trasparente su un fianco con un braccio disteso sotto la testa ad aprirsi la strada nell'acqua e l'altro braccio a spostare quella davanti a sé; immagino muovesse anche le gambe ma quelle stavano più sotto, motore invisibile. Era uno stile che ispirava una grande serenità, pareva non facesse alcuno sforzo era naturale e felice, sorridente, sì, lo immagino e lo ricordo sorridente a guardare i miei occhi che lo guardavano e forse a capire il bene che gli volevo e quanto mi sembrasse ammirevole e buono.

Ecco, nel vedere quella situazione incredibile, e difficilmente immaginabile prima del suo verificarsi, alla quale stiamo assistendo in questi giorni, parlo delle migrazioni via mare e via terra, cercando di scriverne per capirla meglio, mi è venuto in mente il mio viaggio e mio padre.

Sono legati entrambi alla creatività, alla mia e forse a quella del mondo che è capace di donarla.

Sono confuse le mie sensazioni di questi giorni, forse, più che strane. 

Foto di bambini annegati sulle rive dei mari di Turchia o Italia, ne circolano innumerevoli sulla rete  alcune ripetute all'infinito, condivise, commentate, piante. 
I TG mostrano in continuazione quello che appare un film, treni inverosimilmente pieni, straboccanti di esseri umani, giovani che lottano tra loro per riuscire a rimanere sopra un vagone senza nessuna certezza di arrivare in nessun luogo. Sperano di arrivare in Germania o nei paesi del nord Europa ci dicono i TG, e i paesi che hanno voluto entrare, direbbe Salvini, nella "nostra civiltà" non vedrebbero l'ora di liberarsene ma allo stesso tempo non si prendono, o non possono prendersi la responsabilità di farli partire quei treni, di condurli davvero, là dove i migranti chiedono di andare. E la Germania che fa? Tace? Si convoca un vertice europeo a metà settembre? E sino ad allora?

Dall'altra parte c'è il viaggio, questo viaggio incredibile anch'esso, che questi uomini e donne hanno voluto intraprendere per fuggire da  un inferno mostruoso di guerra, dove i paesi "civili" come la Turchia bombardano l'esercito curdo che sino ad allora aveva combattuto l'ISIS, quel gruppo di mostri che ci hanno abituati a chiamare così e che tutti dicono di… già cosa dicono che vorrebbero fare con l'ISIS? Nulla mi pare o io non l'ho sentito. Ci raccontano le atrocità che commette ma non ci dicono cosa immaginano di poter fare per fermare tutto questo.
E dunque gli esseri umani intraprendono il viaggio per salvarsi la vita, per continuare a vivere in un mondo dove credono, immaginano, sperano si possa vivere una vita tranquilla. Possano vivere, semplicemente possano continuare a vivere. Ecco la forza, il coraggio, la creatività che sono necessari per muoversi, per mettersi in cammino.

E se fossero proprio loro, con la loro forza, il loro coraggio, la loro creatività a fermare questo assurdo nostro modo di vivere? Se la parata militare cinese fosse l'ultima? 

Il problema potrebbe essere come riorganizzare gli Stati, come ridistribuire la ricchezza, come creare lavoro, come fermare le guerre e salvare il pianeta. 



Paul Klee
al Reina Sofia di Madrid ne

La colección moderna del Kunstmuseum Basel


7 commenti:

  1. Sono indiscreto se ti chiedo cosa ti ha deluso e cosa ti ha rassicurato in questo viaggio appena compiuto? Quali certezze/illusioni ha distrutto e quali invece ha confermato?
    Poi possiamo parlare della parata militare cinese. Io che non guardo mai la televisione (men che meno i TG), quella l'ho vista per caso.
    Impressioni? Simboli comunisti in un paese (Paese) che ha il peggior capitalismo del mondo. Peggio degli USA. Che sta finalmente subendo le peggiori sconfitte del capitalismo estremo (crack finanziario). Apparenza-realtà. Liturgia-sostanza. Chiamare le cose con l'opposto del loro nome, non è questo il male?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, J D, ben trovato :-) No, delusioni nel viaggio non ne ho vissuto, se non trascurabili, di cui avrei anche voluto dire ma mi sembra che nulla abbia importanza nelle nostre vite di fronte al dramma terribile dei migranti, alla loro forza alla loro sfortuna, alle ingiustizie che subiscono… dicevo della parata militare cinese ma non pensavo per nulla al loro essere comunisti, pensavo allo spreco… di tutto e ai valori sui quali una cosa del genere si basa. Che sia di un paese ex o dem, che orrore!!! Appunto, quanto valgono le parole! Non c'entra nulla più il comunismo o il capitalismo… o meglio, la loro contrapposizione. Il male è l'ingiustizia alla quale vengono costretti gli esseri umani e la natura, è la violenza che si fa contro umanità e natura.

      Elimina
  2. bisogna dire le parole del sindaco di Barcelona, qua nessuno le sa dire in italiano, non sanno le lingue, i nostri governanti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già! Che sollievo saperle leggere e capire e condividere.

      Elimina
  3. Che bello questo tuo post ... tenero, profondo, autentico. Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille a te, Maria :-) Sono contenta che le mie parole ti abbiano lasciato queste belle impressioni. Grazie ancora a te )*

      Elimina