martedì 29 settembre 2015

Ultima domenica di settembre (the day before yesterday)

La Leica di Vivian Maier esposta al MAN di Nuoro





Una delle sue foto nella quale si riflette una pallidissima immagine di me:


anche in questa, purtroppo, come evitare il riflesso?. Questa foto di Vivian è una delle sue più belle, secondo me:


insieme a questa, che è buffa. Credo che si divertisse molto a riprendere queste situazioni, giocasse con il mondo, mi ci riconosco un poco:


Queste due le avevo già pubblicate, traendole da internet, sul blog


Questa è una visitatrice del MAN con il suo cane, belli!


E questo è uno scorcio della piazza dedicata a Sebastiano Satta. Deserta. L'ho sempre vista deserta, forse perché mi capita di andare a Nuoro solamente di domenica. Si respirava un'aria fresca di montagna che era bellissima e si sentiva il profumo della legna bruciata provenire dai camini delle case. Occhi e polmoni aperti ad afferrare i rintocchi delle campane.


bibliomatilda's pics

domenica 27 settembre 2015

Epoche e il nostro modo di viverle

Che tristezza aprire la giornata di domenica con simili riflessioni, con simili figure sedicenti "umane", con tanta umanità da utilizzare solamente in alcuni momenti, quando affermare la propria umanità fa audience, quando la foto del bambino annegato sulla spiaggia viene usata per mettere se stessi dalla parte di coloro che combattono contro chi questa tragedia ha prodotto. Nelle parole di renzi, gli scafisti (!). Fare mostra di "umanità", nel momento in cui tutti piangono, fa un gran bene alla immagine del capo del governo. Si sarà davvero commosso, ma forse solamente della propria abilità nel trattare tutti i temi, da quelli economici a quelli etici, si sarà commosso dalla constatazione che in fondo non ci vuole nulla di più di una spregiudicatezza infinita, che riconosce a se stesso, e, voilà, il gioco è fatto. Il bambino è morto, ne sono morti prima, non fotografati, e dopo, ma lui ha urlato contro le bestie.
Questa è la nostra epoca, dopo la berlusconiana, la renziana, una peggio dell'altra, uno peggio dell'altro, ma avete visto attorno a voi?


"Ne ha dette, ne dice gior­nal­mente tante e tali che non ci si dovrebbe più far caso. Ma una delle ultime ester­na­zioni del pre­si­dente del Con­si­glio urta i nervi in modo par­ti­co­lare, sì che si stenta a dimen­ti­car­sene. «I sin­da­cati deb­bono capire che la musica è cam­biata», ha sen­ten­ziato con rara ele­ganza a mar­gine dello «scan­dalo» dell’assemblea dei custodi del Colos­seo. Non sem­bra che la dichia­ra­zione abbia susci­tato rea­zioni, e que­sto è di per sé molto signi­fi­ca­tivo. Eppure essa appare per diverse ragioni sin­to­ma­tica, oltre che irricevibile."

da qui





sabato 26 settembre 2015

Eclissi

Quando i tre corpi si trovano allineati in quest'ordine la luce 

del Sole può essere bloccata dalla Terra e quindi abbiamo 

un'eclissi di Luna, eclissi vuole infatti dire proprio 

mancanza

da qui


Che meraviglia, sarà così?



mercoledì 23 settembre 2015

Notte uguale, ovvero, æquinoctium

Se il primo giorno d'autunno, il giorno dell'equinozio, lo si dovesse pensare con una veste, quella di oggi non potrebbe essere più appropriata: grigia, attraversata appena da nuvole e linee d'azzurro lontanissime e alte; rimandano con il pensiero a un qualsiasi Altro, perduto. Alla luce. Al calore. All'abbraccio. A. 

Giornata adatta per ripensare all'ultima mostra d'arte visitata:




Luogo:  Molineddu,   a pochi chilometri da Sassari, è una valle, umida, ricca di vegetazione lussureggiante, circondata da imponenti formazioni calcaree, scorre per quasi l'intera valle un modesto e sonante rio, fresco e vivo. Dissetante per tutti i sensi.

Tempi: annuale. A volte all'inizio dell'estate, al tempo dell'Argia, il ragno rosso, associato al demonio. Altre volte sul finire di essa, a tre passi dall'autunno, come pochi giorni fa.
Gli artisti non sono mai gli stessi, seppure alcuni sono quasi costantemente presenti. In genere artisti locali, sassaresi o comunque sardi. Di alcuni si conservano le opere, esposte, spesso, all'aperto, sino a che il tempo atmosferico non finisca di cesellarne i contorni, restituendo alla terra quanto alla terra tolto:


Terra ti torrat
fa parte della collezione "permanente"

e poi ho ritrovato lei: 


Antonella Spanu

e altri Sapiens Sapiens:




Enrico Pugioni
Jacques Louis David o Jean Auguste Dominique Ingres?
La tecnica fotografica può creare un mondo a parte?


Gianni Nieddu
con i suoi magnifici papaveri rossi


Gianni Ruggiu
con il suo modo di guardare coloro che guardano


Giorgio Urgeghe
punti, linee e mostri 


Pastorello


olio su tela

Max Mazzoli
che con questo dipinto mi ha commosso



lunedì 21 settembre 2015

Vαί



Elezioni politiche. Nonostante la grande astensione Syriza resta primo partito e torna al governo con i nazionalisti di Anel. Tsipras festeggia in piazza e si prepara a giurare da primo ministro. Sonora sconfitta della scissione da Syriza di Lafazanis: Unità popolare fuori dal parlamento



giovedì 17 settembre 2015

La politica secondo renzi

Il refe­ren­dum popo­lare è ancora lon­tano e allora Mat­teo Renzi impone un refe­ren­dum in par­la­mento. Sulla riforma costi­tu­zio­nale ma prima ancora su se stesso. I tempi del dibat­tito in senato sulla più impor­tante revi­sione della Carta mai stata ten­tata dal ’48 li sta­bi­li­sce palazzo Chigi. Il pre­si­dente del senato si offende, si arrab­bia, ma non si oppone. Il Qui­ri­nale non inter­viene. Il dise­gno di legge Renzi-Boschi che cam­bia un terzo della Costi­tu­zione salta la fase refe­rente in com­mis­sione e arriva oggi pome­rig­gio diret­ta­mente in aula. Per essere votato nel giro di due, tre set­ti­mane. Renzi nel frat­tempo si è assi­cu­rato i voti e le assenze stra­te­gi­che di un po’ di oppo­si­zione di destra. Quanto dovrebbe bastare. Ma non esclude più lo strappo defi­ni­tivo: la que­stione di fidu­cia. Potrebbe chie­derla sull’articolo 2, nel caso il pre­si­dente del senato dovesse ammet­tere gli emen­da­menti sul senato elet­tivo. La voce cir­cola come una minac­cia a Grasso: ci pensi bene.
Grasso ci sta pen­sando da tempo, ha detto di aver pas­sato l’estate leg­gendo gli inter­venti dei costi­tu­zio­na­li­sti in com­mis­sione. Se l’ha fatto dav­vero a que­sto punto sa che in mag­gio­ranza rac­co­man­dano di tenere aperta la porta alle modi­fi­che alla legge di revi­sione fino all’ultimo, come pre­vede l’articolo 138 della Costi­tu­zione che nella gerar­chia delle fonti pre­vale sul rego­la­mento del senato. E se Grasso ha dato anche una scorsa ai pre­ce­denti avrà sco­perto che la ria­per­tura di un arti­colo di legge costi­tu­zio­nale appro­vato in dop­pia con­forme è già stata con­cessa, nel ’93 dal pre­si­dente della camera Napo­li­tano (che oggi pre­dica l’intangibilità del testo). I rumors sulle inten­zioni di Grasso — non cederà, si diceva — hanno rice­vuto una prima smen­tita ieri in con­fe­renza dei capi­gruppo. Il pre­si­dente non si è oppo­sto alla richie­sta del Pd di por­tare il dise­gno di legge subito in aula, e nem­meno a quella di comin­ciare imme­dia­ta­mente — da oggi — e nem­meno a quella di spa­lan­care il calen­da­rio alle sedute not­turne e alle sedute uni­che, che met­tono al riparo il governo dalla man­canza del numero legale. E così tra sta­sera e venerdì la discus­sione gene­rale sulla riforma andrà avanti in un’aula semi­vuota e pro­ba­bil­mente finirà anche prima del pre­vi­sto per assenza di inter­venti. Del resto caduta ogni pos­si­bi­lità reale di con­vin­cere il governo a una media­zione, il dibat­tito ha poco senso. La logica del refe­ren­dum sul governo, sul pre­si­dente del Con­si­glio, è chiara: pren­dere o lasciare.
La deci­sione del Pd ha anche il senso di una sfida a Grasso. Così l’ha moti­vata la pre­si­dente della prima com­mis­sione Finoc­chiaro, asso nella manica di Renzi nella sfida a poker con la pre­si­denza del senato. Per set­ti­mane il Pd ha chie­sto a Grasso di anti­ci­pare la sua deci­sione sull’ammissibilità degli emen­da­menti all’articolo 2, Grasso ha cor­ret­ta­mente rispo­sto che aspet­tava di vedere gli emen­da­menti in aula. E così Finoc­chiaro, con­vo­cata in capi­gruppo, ha chie­sto di vedere le carte. Ha spie­gato che la discus­sione andava tolta dalla com­mis­sione e por­tata in aula per «la qua­lità della que­stione poli­tica». L’ennesimo strappo (già visto sull’Italicum, con la mede­sima pro­ta­go­ni­sta) sarebbe dun­que colpa degli altri. Colpa di Grasso che non decide, della mino­ranza Pd che ha voluto far sal­tare il «tavo­lino» tra le cor­renti di par­tito (un capo­la­voro di impe­ri­zia), colpa dell’eccesso di emendamenti.
Cal­de­roli, il leghi­sta che si pro­clama oppo­si­tore ma si com­porta da alibi per il governo, ha riti­rato i suoi cin­que­cen­to­mila e passa. «Ne restano però tre­mila», dichiara la mini­stra Boschi, ed è una scusa assai gra­cile visto che sono di più quelli sulle unioni civili, legge sgra­dita a Ncd che il governo lascia sere­na­mente a bagno­ma­ria in com­mis­sione. Altri emen­da­menti potranno essere pre­sen­tati in aula fino a mer­co­ledì. La mino­ranza Pd con­ferma tutti i suoi, in par­ti­co­lare quelli poten­zial­mente peri­co­losi per il governo che man­ten­gono l’elezione diretta dei sena­tori. Ma il rischio è che di trenta sena­tori non ren­ziani una decina pos­sano venire meno, col risul­tato di ren­dere l’opposizione interna per­fet­ta­mente sosti­tui­bile dai soc­cor­ri­tori di destra. Già ieri la mino­ranza Pd ha votato a favore del calen­da­rio «di guerra» voluto da Renzi «per rispet­tare la disci­plina del gruppo», pur giu­di­can­dolo «un grave errore e una for­za­tura». A que­sto punto i milioni di emen­da­menti annun­ciati da Cal­de­roli potreb­bero essere il primo assist a Renzi per chie­dere il voto di fidu­cia, se Grasso deci­desse di ria­prire l’articolo 2. Il secondo assist arri­verà dalla dire­zione del Pd che appro­verà la linea del segre­ta­rio. In fondo sono venti mesi che il pre­si­dente del Con­si­glio lega il suo man­dato a que­sta riforma. E prima del refe­ren­dum tra gli elet­tori vuole il ple­bi­scito tra i senatori.

martedì 15 settembre 2015

Sogni, ovvero per ricordare a me stessa chi sono

Credo nel sogno
Credo che il sogno trapeli, per coloro che sognano, dagli occhi del sognatore.
I sognatori si riconoscono tra di loro, a volte si tradiscono, eppure, se hanno la fortuna di trovarsi a poca distanza l'uno dall'altro, anche solo per un momento, inevitabilmente, si incontrano .
A volte, incontrandosi si commuovono, a volte sino alle lacrime, seppure non si fossero mai visti prima.
Accade qualcosa di simile anche quando leggi un libro e dici che lo avresti potuto scrivere tu, o una poesia.
Io lo vedo il sogno, negli altri. In quelli che sognano. Lo vedo anche se a volte è davvero, irrimediabilmente irrealizzabile, però lo vedo, e quando questo capita riesco ad amare il sogno dell'altro. Quando posso dò il mio piccolo aiuto … e forse l'aiuto consiste semplicemente nel dire loro, senza parole, che riconosco il loro sogno, il loro desiderio, la loro sete di giustizia o di amore.
Non opero nel volontariato, no, non parlo agli animali, non offro la mia casa ai profughi, è troppo piccola persino per me, non faccio regolari elargizioni ad enti laici o religiosi, non mi tolgo il pane di bocca per darlo ad altri, anche se è vero che se dovesse capitare di vedere uno che ha fame potrei privarmi facilmente del mio.  Odio le lotte per impadronirsi dell'ultimo boccone … anche metaforicamente. Vivrei bene in un mondo capace di riconoscere il valore dell'umanità. Mi considero molto umana, con tutti i miei difetti.

Il sogno degli altri mi contagia, partecipo alla loro speranza.  Il sogno, però, deve esistere! Non riesco a dar retta a coloro che fingono di sognare, ogni tanto mi innamoro di persone che sognano pur avendone paura, forse come me o forse no.




Mezquita
di Cordoba
fotografata da me

lunedì 14 settembre 2015

Humans, Horses, Art, Land and Mills

Calle De Cervantes era la via nella quale abbiamo pernottato a Madrid. Il pomeriggio dell'arrivo, nello scendere in strada, abbiamo incontrato i cavalli della polizia madrilena. Faceva caldo.


Dalle 19 alle 21, il mercoledì e il sabato l'ingresso al Reina Sofia è gratuito. Il giorno d'arrivo era per l'appunto, un mercoledì, così la visita serale a una delle Gallerie d'Arte più belle del mondo, era d'obbligo. Non abbiamo preteso di vedere tutto, ovvio, ci è bastata la Colleción moderna del Kunstmuseum Basel, Fuego Blanco.


Abbiamo trovato:


Bruce Nauman


Donald Judd


Mark Rothko


Paul Klee
Una página del libro de las Ciudades


Il giorno dopo al Paseo del Prado il monumento a Velazquez


e una signora con i suoi tatuaggi e il suo cellulare e molte altre cose tra il cielo e la terra, il peso e la leggerezza …


È enorme, mai visto tanto da vicino un toro. Anche se questo era quello che rimaneva, innocuo, fiero e tristissimo. Toledo.


Una fontana bellissima, quella nella quale si rispecchia la cattedrale e tutte le costruzioni attorno ad essa, comprese quelle mobili.


Matrimoni:



Sovraesposizioni:


Mulini 


La Mancha



a vento


sabato 12 settembre 2015

Autocritica


 La foto - drammatica, agghiacciante - del bambino siriano morto e spiaggiato in Turchia (Senza asilo, ha splendidamente titolato il manifesto) forse scuoterà le nostre coscienze. Perché quella morte è colpa nostra, dell’Europa e del suo (nostro) cinismo. «Gran parte dei rifugiati che stanno arrivando in Europa in questi mesi fuggono situazioni di guerra di cui noi, i paesi occidentali, siamo direttamente o indirettamente responsabili. Siamo intervenuti militarmente in Afghanistan, Iraq, Libia, Repubblica Centroafricana, Mali e abbiamo incoraggiato la guerra civile in Siria. La democrazia e i diritti dell’uomo sono stati usati per giustificare tali interventi militari, che però non hanno mantenuto le loro promesse. La democrazia, infatti, non si esporta a colpi di missili e di droni. Il risultato di tali scelte militari sono davanti ai nostri occhi: insicurezza sempre più diffusa, inasprimento dei conflitti etnici e religiosi, guerre civili e ora questo flusso di rifugiati che cerca di raggiungere un’oasi di pace e di prosperità».


da qui


 

mercoledì 9 settembre 2015

Insopportabile

È insopportabile. 
Insopportabile che buone persone credano alla necessità sbandierata da renzi del "cambiamento". Insopportabile che credano che il cambiamento che ha in mente lui sia il cambiamento che serve all'Italia per migliorare le proprie condizioni di vita. 
Insopportabile che credano che la sua capacità di fare "le riforme" sia solamente lodevole.

Insopportabile che credano all'esistenza di una necessità di riforme senza chiedersi mai il contenuto di esse. 
Insopportabile che buone persone dimentichino le differenze tra i propri interessi e quelli dei ceti più ricchi.  
Insopportabile che buone persone credano che l'Europa tenga conto dei giudizi di renzi su come debba essere gestito il fenomeno "migranti". 
Insopportabile che credano alla parola "umanità" urlata da renzi e ai meriti che regala a se stesso riguardo al cambiamento di rotta nell'accoglienza dei migranti. Sino all'altro giorno piagnucolava dicendo che l'Italia non poteva essere lasciata sola. 

Vafanculo!!!! 

Tutto quello che ha saputo dire del ruolo dell'Italia per quanto riguarda l'immigrazione è stato questo per mesi. Ora urla che è merito suo se la Merkel ha scoperto i vantaggi dell'accoglienza. Certamente i tedeschi sapranno gestire appena meglio degli italiani i centri che ospitano i migranti, parla già, la Germania di lavoro futuro da dare a queste persone, di insegnamento della lingua tedesca. Avete mai sentito tutto questo detto in Italia????????????????????????????

Abbiamo sentito mafiacapitale nata sulla fame di quegli stessi migranti che secondo renzi abbiamo accolto per umanità, tralasciando la sua assenza quando il problema è stato davvero forte. Impegnato, lui, a fare le riforme che l'Europa a volte ci chiede, a volte le suggeriamo, sempre nella sua visione e in quella delle buone persone che trovo insopportabile si bevano tutto.


Insopportabile che non si veda la somiglianza con berlusca, 
insopportabile che non ci si accorga che sta portando avanti il cambiamento che a berlusca non è stato permesso di concludere. Troppo, alla lettera, sputtanato.

Si dovrebbe imparare a smontare tutto questo.
Avere la pazienza per farlo.
Crederci.
Provarci.
Poco da perdere, comunque.



immagine tratta da internet

martedì 8 settembre 2015

Germania e migranti

Può cam­biare tutto nel giro di poche set­ti­mane o addi­rit­tura di pochi giorni? La stampa euro­pea fa mostra di cre­derci. L’egemonia tede­sca sull’Europa sem­bra essersi tra­sfor­mata d’incanto in una lumi­nosa guida morale. I «valori della cul­tura euro­pea» met­tono in ombra quelli della borsa, la respon­sa­bi­lità sto­rica prende il soprav­vento su quella con­ta­bile, dall’ultimo rifu­giato siriano fino alla can­cel­liera Mer­kel tutti insieme into­nano l’«Inno alla Gioia». Per qual­cuno la «pal­lida madre» avrebbe addi­rit­tura rispol­ve­rato lo spi­rito di Hoel­der­lin e Heine. L’esagerazione è il pane quo­ti­diano dei media. Eppure qual­cosa di nuovo è accaduto.
Ber­lino, sia pure con molti distin­guo di cui non è ancora chiara l’entità, ha rimesso in que­stione una delle sue crea­ture più care: quell’accordo di Dublino che costrin­geva i richie­denti asilo a rima­nere nel primo paese di approdo. Ha chia­mato a un grande sforzo nazio­nale per fron­teg­giare l’emergenza dei pro­fu­ghi, ha dichia­rato di voler inve­stire sei miliardi dei suoi pre­ziosi risparmi per la siste­ma­zione e l’integrazione dei nuovi arri­vati, indi­rizza l’Unione euro­pea verso poli­ti­che respon­sa­bili di aper­tura e di accoglienza.
Que­sta cor­re­zione di rotta è stata deter­mi­nata da quat­tro fat­tori ben più razio­nali che emotivi.




Piccole e grandi cose dalla Spagna


Chi ha percorso le grandi strade di accesso a Madrid avrà, forse, avuto modo di vedere questa scultura che ad un certo punto ne sovrasta una. Bell'effetto.



Le ballerine di Flamenco, diffuse nelle vetrine almeno quanto nacchere, ventagli e tori (ovunque, non in carne ed ossa, per fortuna). A proposito di tori, pare che questa estate ci siano stati nove morti legati a corride e manifestazioni simili. 
Meglio il Flamenco


Gli spagnoli sono anche grandi appassionati di musica e di chitarra. In tutte le città visitate ho visto almeno una bottega di liutai.


Ospiti dei giardini dell'Alhambra:


Granada è una bella città, con bei quartieri protetti dai Santi:





Nerja, le sue alte palme sottili sconvolte dal vento forte, il suo cielo quasi bianco, le sue casette linde e curate, i teli bianchi per riparare dal sole, caldo. Il mare, ancora Mediterraneo, a suonare melodie celesti.


Gli specchi e le tende del Columnas de Hércules, a una decina di chilometri da Tarifa, fantastico residence, ma dicendo fantastico e residence non ho detto nulla, perché è davvero un posto fiabesco situato accanto ad un parco naturale composto di fitti boschi che si affacciano sul mare e dalle sue colline è possibile ammirare i monti dell'Atlante marocchino.


Qualche piantina cresciuta sui muri di Gibilterra


Veduta sullo stretto omonimo


Questa qui sopra è l'unica foto non scattata da me, strano eh?


Gibilterra ha tutta l'aria di una colonia inglese un poco trascurata soprattutto nel suo centro storico. Questi palazzoni che si ergono tanto vicini ai moli hanno probabilmente sostituito, come abitazioni, quelle del centro che per lo più appaiono in stato di abbandono.

Qui sotto una delle case del centro, curata, invece, e molto inglese negli addobbi.


Panni stesi nelle palazzine inglesi in cima al villaggio:


Le bertucce di Gibilterra le ho solamente intraviste e anche per puro caso, seguendo lo sguardo di una ragazza che cercava di fotografare il suo fidanzato accanto al timidissimo animale:


che infatti è fuggito via


tutte le foto sono scattate da me
cliccate sopra una qualsiasi di esse