sabato 1 agosto 2015

Speriamo di finire il post Entro oggi

… e così, almeno, ho aggiunto un senso, il mio, al titolo della mostra dei Sapiens Sapiens (qui), visitata l'altro ieri.

Ho, in pratica inserito la locuzione avverbiale di tempo, e conseguente complemento, all'interno di una frase di senso compiuto.
La speranza, espressa dalla frase in questione, che è il titolo del post, nasce dal mio desiderio di pubblicare le belle (nel senso che mi piacciono) foto scattate durante l'inaugurazione dell'ultima mostra, appunto, dei Sapiens Sapiens, intitolata Entro oggi (qui) e dalla consapevolezza del  poco tempo a disposizione.

Alghero e giovani donne con bimba, in una serata di fine luglio: (cliccate sulla foto, la vedrete meglio)



Arrivo in via Principe Umberto 39, uno degli artisti partecipanti alla mostra si diletta a filmare il movimento attorno all'ingresso della Galleria Bonaire. È ancora presto, la via è bella e colorata.


Può anche essere che le opere di Antonella Spanu siano congeniali al mio modo di vedere il mondo, quella "semplicità" difficile da comprendere appieno, quel "candore" che a volte spiazza, quelle bambine spensierate che corrono con scarpette rosse come il filo che le lega alla terra, a caccia di infinito, come le farfalline nere ricamate sulla tela ci ricordano. Ognuno di noi uno, in quel pianeta diventato gabbia. Lei gioca a rappresentarci, in quel suo modo delicato e ironico. Nel titolo osa ironizzare su uno dei versi celebri dell'Amleto shakespeariano, eppure lo sa bene, è così.


Il titolo dell'opera è:

Vi son più cose né in cielo né in terra
(ricamo su tela, dim. variabili)

2015







Enrico Pugioni ha voluto creare per questa terza mostra del gruppo, una sintesi perfetta, seppure amplificata nella sua sintassi artistica, della riflessione portata avanti nei suoi lavori precedenti. Su sfondo nero appaiono delle linee rette orizzontali di diverso colore su ognuno dei quadri. In ognuna di loro ad un certo punto accade qualcosa, una sbavatura, un tremore, un evento inaspettato che fa perdere perfezione al tratto lineare e sporca lo sfondo. Lui ha chiamato tutto questo: Hassle e cioè fastidio, inconveniente, seccatura.



The blue hassle
The green hassle 
The red hassle 
The yellow hassle 
(stampa digitale, cm 40x40 )
2015



Giulia Sini ha rivelato, questa volta, che i suoi alieni nascondono volti molto umani, con grandi occhi spaventati aperti sul mondo, immaginiamo il nostro


Il titolo dell'opera:

Corbezzoli!
(rendering 3D+ interventi vari)
cm. 39x36x9
2015


c053g1@Vi5t3 ha dipinto la vecchiezza e la corona di spine di ognuno, intitolandola:


My friend within 20 years if we weren't dead
(oil on canvass & combustion on wood)
cm. 41x56
2013


Per ora, comunque, il movimento continua e i sorrisi.


Giuseppe Flore ha creato il frame di un'ombrellone chiuso, un'ombrellone che ricorda un guscio o un guscio che ricorda un ombrellone da mare. Scheletro dell'estate?



Stessa spiaggia stesso mare
(metallo, cm. 120x100)
2015

Giorgio Urgeghe, anche lui è spesso alle prese con esseri indecifrabili e dall'aria non sempre rassicurante. Questa volta ne ha fatto i ritratti in rosso e li ha affidati a supporti che nella forma ricordano gli antichi papiri.



Bligloghli
(idropittura su tela)
2015

Mi dispiace non essere riuscita a rendere chiara e meglio definita la foto di quest'opera di Max Mazzoli.  Meritava molto di più di una mia foto sfocata…


… e non è tanto per dire
(olio su tela, cm. 70x100)
2015


Una delle caratteristiche di questo gruppo artistico è che le donne, in esso, sono ben rappresentate. Così questo è un altro lavoro al femminile, il nome dell'artista è Roberta Filippelli e il titolo forse, tra le altre cose, una conferma della rappresentanza:


Ci sono
(fotografia digitale, cm. 17x20)
2015


Anche di questa foto dell'opera di Gianni Ruggiu mi rammarico non avere avuto la capacità di renderla al meglio perché mi ha molto colpita. Il soggetto dell'opera, e la sua resa, sembrava davvero un dipinto che a me ha ricordato Paul Klee con un aggiunta di malinconia.



Valle senza titolo
(stampa digitale, cm 40x30)
2015


Gianni Nieddu è l'autore di queste figure inconsistenti e reali al tempo stesso, difficili da fotografare perché il supporto sul quale sono disegnate riflette la luce delle lampade, sì, insomma, difficile per me. Sono belle, però, eleganti e incuranti della pesantezza altrui. Sono ritratte in momenti assolutamente normali, passeggiate all'aperto in compagnia del proprio cane, intente a scrivere su scrittoi anch'essi fluttuanti quanto i personaggi stessi. Portano con sé l'enigma della vita stessa. Bello il titolo, esauriente ed evocativo:





Resistenze
(acrilico su acetato, dim. variabili)
2015

E sono arrivata alla quarta donna del gruppo, non in ordine di importanza, per carità!, anzi, numerate proprio per sottolineare la bellezza della loro presenza razionalmente scelta. Giulia Sale, l'artista che insieme a Gianni Ruggiu ed Enrico Pugioni conosco da più tempo. Presente, nella sua opera  complessiva, il vasto utilizzo della fotografia. Paesaggi urbani, a volte degradati, altre anonimi e silenziosi, disabitati, imponenti, alcune volte adibiti al gioco, altre al pianto e al ricordo. I suoi pannelli in PVC sono stati piazzati strategicamente, all'interno della galleria, sulla parte alta degli accessi alle varie stanze; per passare da una stanza all'altra ci si deve chinare leggermente ma solamente dopo aver osservato quel paesaggio tanto conosciuto da risultare quasi estraneo. Il PVC trasparente ci ricorda la mutevolezza dello sguardo sulla realtà. La mia foto non ha fatto a meno della gente, anzi, mi è sembrata più significativa, ancora, la presenza di un trio di donne. Il titolo: 


I luoghi alti
(stampa fotografica su PVC trasparente)
2015

E ultima, Josephine Sassu, della quale ho parlato anche nel post precedente e della quale esistono critiche e prove della sua capacità artistica realizzate da persone molto ma molto più accreditate di me. Il titolo della sua opera esposta:


Sono sopra le nuvole
(campana di vetro e plastilina)
2015


E per finire questo lunghissimo post, completato oggi ma iniziato tre giorni fa, (quindi non Entro oggi di Giovedì), due foto di artisti e pubblico, mosse, ma perché è impossibile altrimenti, le persone si muovono, parlano, creano, non si ascoltano e si ascoltano e ridono e piangono e dicono cose banali e cercano di non far del male e a volte lo fanno, a volte di proposito, altre senza rendersi conto. Ne approfitto anche per dire che il mio non vuole essere in nessun modo uno scritto con velleità di critica artistica, figuriamoci… è semplicemente un modo per parlare della mia esperienza nella partecipazione ad un evento. Tutto quello detto a proposito di opere e artisti fa parte della mia conoscenza e della mia capacità di capire quello al quale prendo parte in una qualche veste umana.


Scambio di foto








E ultimissima, come ho iniziato con un' immagine di ragazze che guardano verso il mare, finisco con me, non visibilmente presente, che cerco di riprendere la notte, ormai arrivata, sullo stesso mare.

5 commenti:

  1. Bel modo di narrare questa mostra. Vien voglia di visitarla, anzi, in parte, sembra di essere stati lì ...

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    1. Grazie mille, All! Se ti capita di passare ad Alghero durante questo mese di agosto, visitala, merita, davvero :-)

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  2. Grazie per questo splendido reportage! Peccato che ci sia tanto mare da Alghero a Palermo ... Buona estate.

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    1. Grazie a te, Maria :-) Però è vero, sono "eventi" che ci distraggono un poco dalle tragedie dalle quali siamo circondati, o meglio, che ci aiutano a guardarli con la dovuta attenzione ma anche con il distacco necessario. Alghero Palermo… il Mediterraneo! Buona estate anche a te, credo che andrò in vacanza anch'io a breve. A presto comunque :)*

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  3. Il giusto continuum... dentro la tua armonia :*
    Un reportage dove si può camminare lenti lenti... grazie :*

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