lunedì 27 luglio 2015

Ma dov'è il cielo azzurro?

C'è un gruppo di giovani artisti in città;

C'è un giovane gruppo di artisti che, da un anno, opera a Sassari…

a onor del vero gli artisti in questione non sono giovani nel senso letterale del termine, la più giovane tra loro ha quarantuno anni, bella e viva che ne dimostra dieci in meno, anzi dodici o tredici in meno, a volere essere precisi.

Sono giovani però, ognuno pensi quello che vuole,
se la gioventù è gioco, per alcuni non passa mai, se nell'arte, e non solo, la gioventù è voglia di provare se stessi al di là di riconoscimenti ufficiali e di opere vendute, ho la fortuna di conoscerne diversi, di quei giovani. Giovani artisti il cui intento principale è creare, dopo viene tutto il resto. A me sono apparsi così.

Il gruppo di giovani artisti in questione ha deciso più o meno un anno fa, di chiamarsi 

Sapiens Sapiens, ultimo anello nella catena dell'evoluzione, l'homo sapiens dotato di anima, l'homo sapiens che diventa speculativo, che si chiede ragione e origine della propria esistenza, che smette di sopraffare il proprio simile per sentirsi piantato nel mondo, che non ha più necessità di sopraffare il proprio simile per sopravvivere. Questo è il modo nel quale ho letto questa nuova esperienza artistica in città. L'arte ha da sempre accompagnato ciascuno di loro; da sempre significa da quando ognuno di loro era davvero "nel fiore degli anni". Da molti anni sono stata spettatrice di loro mostre personali,  o di loro partecipazioni individuali a diverse collettive "importanti", come ad esempio la Biennale Sardegna del 2011 . Gli esordi di alcuni di loro, risalenti a più di trent'anni fa, furono una bella provocazione e un bel tentativo di rottura in un panorama artistico cittadino immobile e ben inserito nei canali ufficiali della critica accademica. Ho avuto la possibilità di conoscerli pochi anni dopo e, seppur a volte di ardua comprensione per chi non si occupava di arte, i loro lavori, per me, parlavano degli artisti stessi, ovvio, secondo quella funzione dell'arte che è riflessione su di sé, ma soprattutto dell'umano e all'umano, delle nuvole, del cielo, dell'estate, della femminilità e dell'essere innamorati almeno della Terra e della possibilità di esistere.

In questo spirito ho partecipato, di nuovo da spettatrice, all'ultima mostra organizzata dal gruppo:




in questo spirito ho scattato le foto che vi mostro, consapevole…


La mostra si è svolta all'interno di un appartamento privato che però, dalla citazione scelta e appesa a una delle pareti, aspira ad essere spazio di vita e d'esperienza condiviso. È bella, mi riporta alla memoria Ian McEwan e le sue Cortesie per gli ospiti, letto molto tempo fa.


Fotosintesi è il titolo dell'opera di Pino Squintu, riproduzione di alcune fasi e movimenti nello sviluppo e nella vita delle piante. Nella mia foto appare il movimento all'interno dello spazio che accoglie Fotosintesi.


Firma d'artista è il titolo dell'opera di Enrico Pugioni, tre foto in bianco e nero che riproducono l'artista in diversi momenti della propria vita, più la firma in bella calligrafia. Chiara l'allusione a Piero Manzoni e a quella provocatoria opera del 1961, vi è in più, nelle opere del meno famoso artista, una nota di divertita malinconia, soprattutto in quella foto che lo ritrae bambino in lotta contro una capra.


Giulia Sini è invece l'autrice-ritrattista di una famiglia di esseri forse provenienti da Kepler 452b.


L'opera di Antonella Spanu, dal titolo Stop Making Sense è incantevole come risulta dall'affascinato osservatore




Josephine Sassu all'opera per la sua creazione, Le Nuvole. 
Al bambino che ha chiesto conto all'artista del cielo azzurro, imprescindibile per lui dalle nuvole, lei ha risposto che il cielo azzurro è tutto attorno a noi.


e il bimbo va alla ricerca dell'azzurro.


 Artisti e pubblico che socializzano in cucina


La fotosintesi continua ed ognuno si confonde con la sua luce


 Artisti alla finestra… faceva un caldo!


Donne che si salutano


Donne che guardano la confusione della notte d'estate.


11 commenti:

  1. Bello che ci siano questi momenti di socializzazione. Questa è una mostra "viva" che purtroppo si può capire solo al 50 per cento (se va bene) se non vi si partecipa dal vivo. Applausi per Giulia Sini.

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    1. Grazie, J D, grazie. Più che "Mostra", "Evento", visto che è durata lo spazio di un pomeriggio. Bella o bello, però, molto, la socializzazione forse addirittura di più! Ma era un fine dell'evento e quindi è riuscito. Giulia Sini è davvero brava ma è molto brava anche Antonella Spanu e anche tutti gli altri e grazie a te per essere qui sotto la calura di questa estate bella e strana come tutte le altre estati :)*

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    2. applausi per giulia sini soprattutto per la quantità vergognosa di cioccolatini sferici rossi che è riuscita a mangiare trascorrendo l'evento in pianta stabile in cucina, pur essendo una non-mangiatrice di cioccolati.

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    3. Giulia! che onore averti qui :-). ! Che c'entra… a volte l'emozione tira brutti scherzi, come sanno bene gli autentici Sapiens Sapiens ;-)

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  2. Reportage che aspettavo, questi tuoi scatti essi stessi arte...

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    1. Grazie (eeeeeeee) Santa, amica cara :)* Sì, è stata una serata altamente artistica :D. Bacio

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  3. Giulia potevi anche dire Lindor, tanto...
    No, applausi perchè mi piacciono gli alieni. Li amo.

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    1. Ciao, JD, rispondo io nel frattempo, ché Giulia sarà impegnata con la preparazione della mostra odierna :), i cioccolatini sferici rossi erano proprio cioccolatini sferici rossi, non involti in nessuna carta, sai tipo gli smarties?, ecco, di poco più grandi. Io non li avevo mai visti e infatti ho chiesto cosa fossero prima di addentarne uno… buoni…sì insomma, non rivoltanti, ecco. Gli alieni, poi, erano più simili a qualcosa di conosciuto… caspita! :D

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    2. Confermo! Sorta di smartier giganti senza vestito, tondi come pomodori mignon, con nocciola centrale e glassatura rosso vermiglio.

      (P.S.: ieri avevamo un altro alieno, forse Matilda l'ha fotografato)

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  4. Che belli, bello anche l'allestimento in una casa che diventa parte dell'esposizione. Queste sono le cose che rendono vivo un paese!

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    1. È vero, sì, Silvia, anche a me è sembrata una bellissima idea rendere la propria casa parte importante dell'esposizione; una casa antica questa, con parti delle pareti lasciate così come sono apparse durante i lavori di ristrutturazione che ne hanno messo in evidenza resti di affreschi e un disegno misterioso. Sì, in queste situazioni il paese si riscatta un poco. Grazie mille a te :-)

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