martedì 30 giugno 2015

Cinque luglio

"Syriza invece ha una carta sola in mano. L'unica carta che può realmente giocarsi è quella della ribellione e della solidarietà sociale. Sta a noi, adesso. Lasciare la Grecia sola o fare sì che da questa sofferenza emerga almeno una visione collettiva. Il cinque luglio non deve essere un referendum. Deve essere un'ovazione, una celebrazione, il volto stesso di una nuova Europa in erba."

da qui 


e per avere un' idea di come "l'opinione pubblica" italiana senta la "crisi greca" basterebbe guardare stasera Ballarò, condotto da quel Massimo Giannini che abbiamo più volte visto agguerrito critico ... di Berlusconi. Ieri nel presentare il suo programma di stasera ha indicato il punto di vista ( non presentato come tale e dunque apparentemente unico) dal quale si affronterà il problema attuale della Grecia: quali ripercussioni per l'Italia? i risparmi degli italiani sono al sicuro?

Questo, io credo, sia un punto di vista  assolutamente parziale ed inutile, visto che il problema dei nostri risparmi e delle nostre vite non sta tanto nei crediti  che vantiamo, come Stato, nei confronti della Grecia, quanto nella comprensione e nella possibilità di intervento nei confronti della nostra politica, della nostra economia e della parte della nostra vita che da esse dipende.
Se il cinque luglio, nel referendum greco, dovesse prevalere il - si - staremo offrendo alla Troika che governa l'Europa un'ulteriore arma da usare contro  noi tutti. 

2 commenti:

  1. Credo che i versi di Emily Dickinson del tuo post del 17 giugno, non per tirare in ballo la poesia, siano una buona sintesi al tuo precedente post ed a questo. Condivido pienamente la tua posizione. È un fatto di "comunità", ma questa crescita, questa consapevolezza non è mai avvenuta. Non siamo abbastanza maturi per comprendere la portata di uno strumento così forte come quello della cooperazione. Il problema, anche se non è questo il punto, come ben dici, e che verremo comunque trascinati ancora più in fondo, basta osservare la reazione dei mercati.

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    1. Giusto, Santa! I versi di Emily Dickinson parlano di questo "- mettiti contro - e sei pericoloso -/ e t'incatenano in quattro e quattr'otto - " in questa follia! Ma non possiamo stare fermi o nemmeno dimenticarci della grande posta in gioco! Ne vorrei parlare ogni giorno, da qui al 5 e dopo e spero che tutti ne parlino e che non si parli d'altro, di niente altro, non dei nostri risparmi, non dei nostri crediti o dei nostri debiti ma della nostra umanità, della nostra capacità di comprensione, della nostra capacità di spezzare quelle catene, della nostra speranza a divenire pericolosi per questo sistema, della nostra volontà di perseguire i nostri sogni!

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