mercoledì 10 giugno 2015

Giugno

Che anno è stato questo!?

Che dieci giugno festeggerò oggi?

Quanti gli anni trascorsi?

Oggi è il mio 2015 (duemilaquindicesimo) compleanno, se mi limitassi a considerare l'era d.C, diversamente dovrei rivelare intera al mia età, 4,54 miliardi di anni, quanto quella del pianeta Terra. Sì, nel senso che chi nasce, e chi vive, può scoprire e conoscere nel corso della propria vita, potenzialmente, tutto quello esistito e accaduto prima di lui o di lei. La possibilità di questo sguardo all'indietro regala, ad ognuno di noi vivi, la sensazione di esserci sempre stati. Ci permettiamo di guardare ai documenti, ai libri, ai reperti archeologici, alle immagini dipinte, sui muri delle caverne, sui papiri, su tutti i vari oggetti che mostrano scritte o incisioni, e di ricavare da tutto ciò informazioni, ipotesi, ricostruzioni di innumerevoli vite che non abbiamo realmente sperimentato. Ci parlano le forme delle anfore, i resti delle calzature che indossavano i nostri antenati, le loro ossa, riusciamo a vedere i colori sbiaditi dal tempo e a restituire splendore a bronzi anneriti. Dal passato ricaviamo l'impressione di eternità e tendiamo a dare molto spazio alla bellezza piuttosto che all'orrore che pure, sappiamo, esserci stato. Sappiamo esserci, ancora adesso.
Viviamo la dimensione individuale e viviamo la dimensione sociale, quella privata e quella pubblica. In quella individuale temiamo la malattia, la sofferenza fisica, il dolore della mancanza, della solitudine che deriva dall'incomprensione, dell'ingiustizia, della mancanza di riconoscimenti, la vecchiaia e il corpo che ci detta i suoi tempi e restringe quelli destinati al sogno. In quella pubblica temiamo più o meno le stesse cose e a volte i rumori, i furori che provengono da essa, accanto alle meschinità, alle lotte fratricide, alla menzogna, alla falsità, ci fa quasi dimenticare l'eterno trascorso e il nulla futuro.



Angelus Novus
Paul Klee
1920

Da un niente di  tempo, rispetto ai miei anni, il 10 giugno, da noi, coincide anche con la chiusura dell'anno scolastico.
L'aria che si respira tra i banchi e fuori dalle finestre delle scuole è meravigliosa.

Quando l'estate promette di tutto… diceva Rino Gaetano

Più che una fine, sembra un inizio.
Il mio compleanno sta a cavallo tra fine e principio.
Ecco perché mi piace così tanto, perché è coincidente di eventi contrapposti, perché gli occhi sono ancora pieni del verde della primavera e i campi del giallo della maturazione perché il vento soffia forte ma  caldo, perché ci sono alberi verdi che si ricoprono di viola acceso, oppure di rosa pallido.
Mi piace così tanto perché ho spesso ricevuto gli omaggi che mi attendevo, che speravo, a volte quelli insperati ma così belli che ancora non posso non essere legata al loro ricordo e grata alle persone che me li hanno regalati.
Mi piace così tanto perché mio padre non lo dimenticava mai, neppure una volta e mi abbracciava e i suoi occhi erano buoni e pieni di affetto nel farlo.
Mi piace così tanto perché il sole splende, oggi, e quasi in tutti gli anni della mia vita, ne sono certa, altrimenti non mi sarebbe piaciuto così tanto!

Che anno è stato questo? Un'estate, un autunno, un inverno e l'esplosione della primavera e l'attenzione, trepida, all'estate.

Questo è il regalo che faccio a me stessa e a M. L. che mi ha conosciuto come giovane insegnante,


Respiro, invisibile poesia,
puro spazio, immenso eppure sempre
col singolo allo scambio. Contrappeso
che al mio farsi dà il ritmo.

Onda unica in cui
sono ogni volta il mare,
di tutti i mari possibili tu
quel che più stringe, tu di spazi ricco.

Di queste spaziali forme quante
m'eran già dentro - e i venti
sono per me un figlio, qualche volta.

Aria, mi riconosci, colma un tempo
dei miei luoghi? e tu, scorza liscia già,
foglio e accerchio della mia parola.

Rainer Maria Rilke
Sonetti a Orfeo,
Garzanti, 2010




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6 commenti:

  1. Auguri! Post tenero tenero ... Un abbraccio da Palermo.

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    1. Grazie infinite, Maria! Ricambio l'abbraccio dall'altra isola, per l'esattezza :)*

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  2. "papaveri"

    fiammelle qua e là per prati
    friggono luci disperse ognuna in sé
    quelle Siamo Noi, racimoli del fuoco
    ... che pur disseminando resta pari a se stesso
    è zero che dona, da zero, il suo vero.

    Andrea Zanzotto, da Conglomerati, Mondadori, 2009

    Auguri! Tanti, disseminati oltre...

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    1. Santa, rispondo in ritardo, che ieri ero fusa di festeggiamenti ;-)…
      Zanzotto? non potevi dedicarmi versi migliori, grazie mia cara, oggi è un dolce giorno come un altro (in giugno)

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