venerdì 1 maggio 2015

...nord sul sud





Come avrebbe potuto un'allieva di Giulio Girardi ignorare uno scrittore come Eduardo Galeano?
E infatti questo è uno dei miei libri preferiti... e poi lo ritrovavo, Galeano, con la sua scrittura, sulle pagine de il manifesto, ed ogni parola letta era un insegnamento, sia che trattasse del sogno, sia che analizzasse, da alto studioso della politica, la situazione del suo e dei nostri Paesi, del suo e del nostro Mondo.
Nasce nel 1940, a Montevideo, in Uruguay e il 13 del mese appena finito, se n'è andato.
Anche lui, come tutti gli scrittori sudamericani che ho amato, aveva tra le sue caratteristiche quella del coraggio, della fierezza dell'appartenenza, prima di tutto all'umanità, e poi al suo popolo, alla sua terra, a quei valori che se fossero mancati avrebbero fatto dell'America Latina, così come, io credo, del mondo intero,  un inferno totale e senza scampo. Lui era uno di quelli che aveva fede, nelle potenzialità, buone, dell'umanità, per questo non ha mai smesso di indicare quello che avrebbe potuto essere, criticando lucidamente e radicalmente l'esistente.

Una delle attività che lo ha legato alle  aspirazioni e alla storia delle idee generative del Novecento è stata la sua partecipazione attiva al Tribunale Russell II sull'America Latina, durante gli anni Settanta. Il suo impegno prosegue come componente della giuria del Tribunale permanente dei popoli (TPP). Il Tribunale permanente dei popoli fu voluto da Lelio Basso come prosecuzione del Tribunale Russell, e vide la luce a Bologna nel 1979. Per inciso, al Tribunale permanente dei popoli ha fatto ricorso nel 2014, il Controsservatorio Valsusa ponendo al Tribunale il seguente quesito: “Quando le grandi opere attuano delle trasformazioni profonde nell’ambiente è lecito o no, in un sistema democratico, scavalcare totalmente le popolazioni?”. 

Dicono, nel ricordo di Eduardo Galeano, su Alias de il manifesto, Salvatore Senese e Gianni Tognoni  (Presidenza e Segreteria Generale del Tribunale dei Popoli):

"Dalla sua fondazione il TPP ha avuto il privilegio di avere Eduardo tra i suoi membri più attivi, non solo come presenza nei lavori della Sessione, ma piuttosto come colui che sapeva sovrapporre agli aspetti tecnici e politici del Diritto internazionale la sfida di recuperare una memoria de fuego y de viento, simile a quella che lui ha cercato di restituire con le sue palabras andantes ai popoli dell'America Latina e del mondo."

Dai due discorsi di Eduardo Galeano pubblicati sul numero di Alias del 24 aprile, riporto quei passi più belli, più significativi, per me e che non hanno perduto niente della loro verità nonostante i numerosi anni trascorsi, anzi, parla di debito interno ed esterno dei paesi, di numeri inventati dalla finanza per affamare i popoli ed arricchire i pochi. Il 99% della popolazione mondiale che nutre l'1% non è un concetto sorto con gli occupy di New York :

" Essi possono più dei re e dei signori e più dello stesso Papa di Roma. Onorevoli filantropi, praticano la religione monetarista, che adora il consumo nel più alto dei suoi altari. Non si sporcano mai le mani, non uccidono nessuno: si limitano ad applaudire lo spettacolo. Le loro imposizioni si chiamano raccomandazioni. Le intimidazioni le chiamano lettere di intenti. 
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Chiamano austerità la fame e cooperazione l'aiuto che la corda offre al collo. 
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Contro il terrorismo del denaro hanno risuonato i tamburi dell'indignazione popolare, 
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davanti a noi hanno testimoniato le vittime dei banchieri, arrivate da diversi paesi del Terzo Mondo. 
Le loro denunce non hanno suonato su campane di legno. Le vittime:
Quanto più pagano, più devono
Quanto più ricevono, meno possiedono
Quanto più vendono, meno incassano
Impiegano sempre più ore di lavoro per guadagnare sempre meno
impiegano sempre più prodotti propri
per ricevere sempre meno prodotti altrui.
Il vescovo Eamonn Casev ci ha raccontato che in Irlanda la crisi finanziaria attuale impoverisce i poveri, rovina il servizio sanitario, l'educazione pubblica e i servizi sociali, e Andrea Szego, dell'Accademia delle Scienze dell'Ungheria , ci ha detto che i paesi dell'est Europa non sfuggono alla trappola del debito.
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Ma sono i paesi sottosviluppati , storicamente travolti dallo sviluppo dei paesi sviluppati, a essere stati condannati dalla schiavitù per debiti. Su di loro la polizia finanziaria internazionale vigila e comanda: fissa abitualmente il livello dei salari e della spesa pubblica, gli investimenti e i disinvestimenti, gli interessi, i dazi doganali, le imposte interne e tutto il resto, eccetto lora in cui sorge il sole e la frequenza delle piogge. 

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Il governo democratico argentino, che ha ereditato dalla dittatura militare un debito moltiplicato per sei, discute la previsione di bilancio nazionale con il Fondo Monetario a Washington, prima di sottoporlo al sistema legislativo a Buenos Aires. Anche Alfredo Eric Calcagno ha denunciato che negli attuali contratti di debito l'Argentina rinuncia esplicitamente alla sua immunità di Stato sovrano, consacra l'usura e regala settecento milioni di dollari di imposte annuali."

Succede qualcosa di diverso oggi tra Europa e Banca Europea e Fondo Monetario internazionale (ancora e sempre Lui) e la Grecia di Tsipras? Con il precedente Governo greco la Troika poteva dettare legge e il Governo rubare affamando il popolo e all'Europa poco importava. Tsipras e il suo ministro delle finanze che tentano di sottrarsi ai diktat stanno avendo vita sempre più difficile. Non è cambiato nulla dal 1988, quando Galeano parlava in questi termini, anzi, l'Europa, forse in quegli anni non era tanto coinvolta in questa politica, forse la divisione tra gli Stati rendeva più farraginoso il sistema sperimentato dagli organismi internazionali di finanza e dagli Stati Uniti sull'America Latina e sui paesi del Terzo Mondo. 

"A Berlino, davanti al tribunale, Calcagno si è chiesto fino a quando la candida Erendira continuerà ad obbedire alla sua nonna senz'anima. «Ci insegnano che non possiamo essere padroni del nostro destino - ci ha spiegato David Abdulah, sindacalista di Trinidad e Tobago -. Così, i paesi ricchi possono esportare tranquillamente la loro crisi e finanziare la loro modernizzazione. Il debito estero sta finanziando la seconda rivoluzione industriale in Occidente». Tomba Nah Ttpoteh è stato ministro in Liberia, e presidente del gruppo africano dei governatori del Fondo Monetario e della Banca Mondiale. «È il nuovo colonialismo - ci ha detto. In che consiste la loro politica nel mio paese? Consiste nel ridurre i costi di produzione delle imprese multinazionali e aumentare i loro tassi di profitto». 

Non ha fatto un'operazione del genere anche Jean-Claude Juncker, quando da primo ministro del Lussemburgo ha aperto le porte del suo Stato a numerose multinazionali con un regime fiscale di favore? Può sicuramente essere che le condizioni di lavoro in Lussemburgo non fossero neppure paragonabili a quelle esistenti in Liberia, anzi è sicuro, però, in qualche modo vi è un'agevolazione di un soggetto economico opposto a quello rappresentato da coloro che danno vita ai profitti delle multinazionali, vale a dire lavoratori e consumatori, gli uomini e le donne, i popoli.

"Tutti pagano quello che pochi spendono. Per pochi, la festa. Per tutti gli altri, i piatti rotti. Si privatizzano i profitti, si socializzano le bancarotte. Il popolo finanzia la repressione che lo colpisce e lo sperpero che lo tradisce. I prestiti internazionali diventano debito estero dei paesi e in forma di capitale trafugato dai padroni dei paesi
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Tra poco (questo discorso risale al 29 settembre 1988) Dichiarazione Universale dei Diritti Umani compirà quarant'anni, e non sarebbe sbagliato ricordarlo a chi ricompensa i colpi di Stato erogando generosi flussi di dollari ai generali che abbattono i costi di produzione mediante il violento crollo dei salari operai.
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Il debito estero del Brasile crebbe trenta volte negli anni della dittatura militare. La Banca Mondiale e il FMI elogiarono con il massimo entusiasmo «la politica modello» del vorace Marcos nelle Filippine. In Zaire, Mobutu ha ricevuto quanto ha chiesto, e rubato quanto ha ricevuto. Qualche giorno prima della sua fuga, mentre cadevano le bombe sul popolo del Nicaragua, tra le mani di Somoza continuava ad arrivare il denaro del Fondo Monetario Internazionale.  Poi, il paese svuotato dovette farsi carico di questi regali di addio e dei molti prestiti concessi a Somoza per fare guerra contro il suo paese e rubare ciò che rimaneva. Invece adesso il Nicaragua non riceve un centesimo. È diventato per la finanza mondiale un paese paria."

Uguale quello che ancora tentano di fare in Grecia, uguale quello che stanno, ancora tentando di fare con il ministro Varoufakis.

"Attraverso il prestito, la tecnocrazia impone un modello di sviluppo estraneo alle necessità reali di ogni paese, che promuove il consumo artificiale e stimola un modo di vita importato, spreca le risorse naturali, idolatra la moneta e disprezza la gente e la terra.

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L'economista Aloysio Mercadante ha osservato che il Brasile è il quarto esportatore mondiale di alimenti, ma due su tre brasiliani mangiano meno del necessario. Lo sviluppo, sviluppo verso l'esterno, dissimula le sue feroci contraddizioni negli schemi astratti del feticismo dei numeretti. Davison Budhoo, che ha rinunciato al suo alto incarico nell FMI, ci ha fatto notare i rischi della sacralizzazione di certi indici economici come il prodotto nazionale lordo: il PNL (ora PIL) della Nigeria è, in proporzione alla popolazione, quattro volte maggiore di quello della Tanzania, ma la Tanzania ha meno analfabetismo e meno mortalità infantile della Nigeria, e ha più aspettativa di vita, più letti d'ospedale e più donne all'università.

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Questo sistema, che sta giocando pericolosamente alla roulette russa della speculazione sfrenata, ruba con una mano molto più di ciò che presta con l'altra.

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Sì, il FMI è uno strumento. È formato da 150 paesi, ma i dieci paesi più ricchi del mondo dispongono di più della metà dei voti. La grande finanza internazionale è un monopolio di potere, una dittatura del nord sul sud. Ma questo carattere strumentale, al servizio di un sistema maggiore, non implica innocenza. La tecnocrazia suole rivendicare il privilegio della irresponsabilità. Il tecnico, il tecnocrate fa lo gnorri (a parte una nostra ex ministra/tecnica che ha "pianto" per i sacrifici imposti ai lavoratori e ai pensionati e a quelli che le multinazionali o comunque le grandi imprese, come l'ENEL, avevano lasciato senza lavoro e senza pensione). Tuttavia, benché nelle lettere di intenti non figurino esplicitamente la concentrazione della ricchezza, né lo smantellamento della sovranità nazionale, tutto questo è implicito.

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Quelli che programmano il sacrificio dei salari non sono innocenti della conseguente repressione contro il movimento operaio. La ricetta del FMI richiede un prezzo di sangue e fuoco e i tecnocrati fanno parte, in questo senso, della stessa squadra dei torturatori, dei boia e degli inquisitori. Credo non sia troppo ricordare questa responsabilità della tecnica e della scienza. Infine, e col dovuto rispetto, non posso non segnalare una casualità, forse significativa: questa riunione, la nostra riunione, è stata celebrata a pochi metri dal luogo in cui Joseph Mengele faceva i suoi esperimenti in nome della scienza, con bambini portati dai campi di concentramento."

Così finisce il suo discorso, Eduardo Galeano, durante la seduta conclusiva del Processo che il Tribunale dei Popoli celebrò a Berlino nel 1988. Imputato, in quella data, non era un Governo ma le istituzioni internazionali: Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, che in quegli stessi giorni tenevano a Berlino il loro summit. E così come lui rilevava la continuità di un certo atteggiamento tipico nella storia dell'uomo di dimenticanza e di settorializzazione persino del dolore che l'umanità vive nel corso della sua Storia, trovando la necessità di indicare come colpevole l'azione di Mengele che agiva da "scienziato", così mi viene da riflettere su come la chiarezza della sua analisi sul FMI e sulla Banca Mondiale, i meccanismi nei quali questi due enti sono stati protagonisti, durino da così tanti anni ed ancora non solo non sono stati sconfitti ma stiano prendendo piede anche laddove erano negli anni ottanta meno forti e infiltrati. In quest'ottica e mai come ora, mi viene anche da pensare che l'Unione Europea, con tutti i suoi enti finanziari "comuni", sia stata creata non tanto per il bene dei suoi popoli ma per una maggiore capacità di controllo di essi.

Questa è una delle cartine che meglio rappresenta l'Africa attuale, che è così presente quando si parla di sfruttamento di risorse e di come i "paesi ricchi possono esportare tranquillamente la loro crisi e finanziare la loro modernizzazione" :








7 commenti:

  1. da questa mappa manca il Coltan, minerale che si usa per le batterie di telefonini smartphone pc portatili, eccetera. Ci sono ancora guerre sanguinose in corso, morti innocenti a migliaia, devastazioni ambientali spaventose, non ne parla quasi nessuno (forse perché lo smartphone e il telefonino sono ormai le nostre pale d'altare di una nuova religione, insieme al suv). La buona notizia (o brutta) è che il Tantalio (col-tan) presto verrà estratto anche in altri siti, perché sono arrivate nuove tecnologie.
    Di Galeano ho Il libro degli abbracci e Le labbra del tempo.

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    1. "Il maggior produttore africano è il Mozambico con 260 tonnellate annue. Altri produttori africani sono Repubblica Democratica del Congo (provincia del Katanga), Nigeria, Rwanda, Uganda e Etiopia con produzioni annue inferiori alle 50 tonnellate." Leggo da Wikipedia. Quale che sia il "bene" estratto da quella terra, è davvero il caso di dire, martoriata, l'analisi di Galeano è giusta. I meccanismi di potere, quelli da lui descritti. Purtroppo attivi da tanti anni. Gli abbiamo devastato le terre, le regole sulle quali si basavano le loro società, forse era inevitabile? Forse no. Ci doveva essere un altro modo per non rinunciare a quei beni e per, allo stesso tempo, rispettare diritti civili e umani, là in quei paesi e da noi, impedendoci di diventare consumatori perfetti, in quanto acritici!

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    2. l'altro mio pensiero è per quelli che dicono "li fanno venire", "basta con il buonismo", "bisogna fermarli in Libia". Una diagnosi completamente sbagliata, e con le diagnosi sbagliate non si risolvono i problemi. Basta guardare questa mappa per rendersi conto che chi dice quelle tre frasette che ho riportato o è un cretino oppure è un bel po' superficiale, oppure...
      :-(

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  2. Beh, per quanto riguarda la Grecia c'è un parallelo storico col sud del mondo: rammento la guerra civile del 46-49, e poi hanno avuto i Colonnelli. E se non altro la Spagna si è tenuta Franco fino agli anni 70. Ma l'Italia come può paragonarsi a situazioni del tipo Africa-America Latina? Nell'ultimo dopoguerra l'Italia, uscita dall'inferno, si è data una delle costituzioni più avanzate del mondo ed ha avuto tutte le occasioni di mettersi a livello di Stati come la Germania o, quantomeno, la Francia. In Africa e in America Latina (come in Asia) i padroni ci sono andati prima con gli eserciti coloniali, poi con i contractors. Hanno messo al governo fantocci psicopatici e macellai di solito assassinando i legittimi occupanti (Mobutu, Pinochet, Duong Van Mihn, se li dico tutti sto fino a domani). L'Europa è una "padrona" cattiva? Tutti i padroni lo sono, se non dai loro un limite. Il casino che c'è adesso in Italia, per cui la democrazia e lo Stato sociale si configurano sempre più come una parentesi che va a chiudersi, è "colpa dell'Europa"? Dal punto di vista di un cittadino tedesco, perchè non dovrei approfittare degli italiani quando gli italiani, di tutte le fedi politiche, mi danno mille prove di essere interessati non al loro bene comune ma solo all'intrallazzo sulla pelle del prossimo? Quando mi danno la percezione di essere un popolo che ammira la corruzione, che idolatra i peggiori fanfaroni, che si sarebbe tenuto volentieri Mussolini se solo avesse avuto il buon senso di tenersi fuori dal disastro, come fece Franco?
    Il tedesco penserà che all'italiano serve qualcuno che decida per lui (anche perchè già sa che come alleato è inaffidabile). Io non sono entusiasta dell'Europa , ma non c'entra niente l'Unione quando passeggiando vedo un circolo del PD che ha il coraggio barbaro di esporre, stamattina, il cartellone con le balle sul 1 Maggio, la parola "Lavoratori", le bandiere rosse (!)... e nessuno oltre me a cui venga voglia di ridere o prenderli a pernacchie. Secondo voi Napolitano e Bertinotti cosa sono, mica comunisti, per caso? OK, non lo sono. E quelli veri dove sono? Grillo che cos'è? Vendola (manco mi ricordavo il nome) è di sinistra? In questa situazione, forse senza l'euro avremmo già i bambini di 5 anni che cuciono palloni e stanno 20 ore al telaio a fare le Fruit of the Loom. Già abbiamo quegli odiosi spot che ti dicono quanto è fortunato il piccolo Luca che può andare all'asilo mentre al piccolo Giovanni, siccome papà ha perso il lavoro, glie lo puoi pagare tu con la tua carità. Siamo tornati agli anni 50, ma vogliamo lo Smartphone.

    Scusa, giuro che basta con 'sti commenti da Fatto Quotidiano. Meglio commentare le tue immagini. :)

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    1. Ciao, J_D, figurati, l'Italia e gli attuali comunisti italiani!! Non me li filavo per nulla leggendo il discorso di Galeano, mi ero dimenticata che in Italia esistessero i Comunisti, i Partiti politici, il Partito della Nazione, Alfano, Pippa e Pappa. proprio non aveva nessun riferimento prioritario all'Italia, la mia considerazione. E tanto meno sono una che pensa che senza l'euro staremmo tutti, noi italiani, ricchi e poveri (!) da Dio!! (tra parentesi invece io sono sempre stata convinta che i Ricchi e i Poveri esistano ed esista anche tra di loro un'inevitabile conflitto se non conclamato, latente, lo si potrebbe chiamare conflitto di classe? quel che è, ma c'è. I loro interessi sono opposti, le strategie per realizzarli opposti pure loro, i mezzi, non se ne parli). Quindi, l'euro, per me non è in discussione.
      Leggo da Wikipedia: "La BCE è stata istituita in base al Trattato sull'Unione europea e allo "statuto del sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea", il 1º giugno 1998; mentre ha iniziato ad essere funzionale dal 1º gennaio 1999, quando tutte le funzioni di politica monetaria e del tasso di cambio delle allora undici banche centrali nazionali sono state trasferite alla BCE.", ecco in discussione mi sembra il fatto che si pensi all'Unione Europea solo attraverso un suo ente finanziario e che questo ente stia attuando, con i mezzi a sua disposizione, la stessa politica, nei confronti dei paesi europei, che il FMI ha fatto, dalla sua esistenza, nei confronti dei paesi "poveri" (ricchi di risorse naturali e di manodopera a costo vicino allo zero). Questo era il parallelo. L'obiettivo sarebbe quello di riuscire a trovare politiche economiche e finanziarie diverse. La Grecia con Tsipras e Varoufakis credo ci stia ancora provando, ma devono poter sottrarsi ai ricatti. Questo anche volevo dire. Altrimenti ritorneranno se non i colonnelli, gli ubbidienti ladri e poi?

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  3. Grazie per questo ricordo lucido e toccante di Eduardo Galeano. Buona domenica.

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    1. Grazie mille, Marì :-) La giornata è stata bella. Primo giorno di mare della stagione! Meraviglia :-)* Spero anche la tua :-)

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