martedì 12 maggio 2015

Il mare in 4 fotografie di Vivian Maier

 
“Well, I suppose nothing is meant to last forever. We have to make room for other people. It’s a wheel. You get on, you have to go to the end. And then somebody has the same opportunity to go to the end and so on.” 
 – Vivian Maier
 
Vivian Maier era dello stesso anno di mia madre, 1926. Nata, però, negli Stati Uniti, a New York, invece che in un paesino sperduto in mezzo agli ulivi e ai frutteti della Sardegna. Del 2009 la sua morte, avvenuta un anno dopo una caduta sulle strade coperte di ghiaccio di New York.
Vita solitaria, quella di Vivian, e mai completamente fuori dalle ristretezze economiche. La sua arte venne scoperta e celebrata dopo la sua morte, quasi per caso. Non ebbe neppure la possibilità di stampare interamente i suoi rullini che vennero comprati ad una vendita all'asta da quello che, in seguito alla ricchezza che si trovò tra le mani, rappresentata da quel materiale fotografico, divenne fotografo egli stesso, il suo nome è John Maloof.



8 commenti:

  1. Ma il tuo mare è completamente diverso...
    Non ne so di fotografia, come funziona la faccenda? Nelle tue il mare è "soggetto" e qui "sfondo"?
    O viceversa? O tutt'e due? :-)

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  2. Assolutamente diverso, J_D! È vero quello che tu dici. Il mare in Vivian Maier è lo sfondo. Quello che interessava a lei è quell'umanità di cui hai parlato tu. Una umanità che a volte diventa addirittura "oggetto", sembra essere la composizione che la attrae e quello che i corpi sono capaci di esprimere nello spazio. A volte sono immagini allegre, altre abbastanza tristi, a mio parere, come la prima; vi è in essa, secondo me un abbandono esagerato di quel corpo, potrebbe essere uno dei detriti delle mie spiagge, invece è un corpo umano. Guarda quest'ultima della serie, a mio parere è bellissima, io riesco a vedere il calore dell'estate e la densità del mare quando fa caldo. Le due signore, non più giovani, appaiono quasi dipinte, forse fuori luogo, però se non ci fossero la foto non avrebbe alcun senso.
    Comunque, guarda, che non sono stata io a paragonarmi a lei, se Giuliano l'ha riportata alla mente grazie ai miei autoritratti sugli specchi che incontro, a me ha fatto molto piacere, ovvio. Ma io non sono una vera fotografa, sono un'amante dell'arte e della bellezza e penso con Gianni Rodari che chi vuole esprimere la propria creatività può farlo e più conosce e più è in grado di suscitare immagini in coloro che leggono. A questo a me serve il blog a comunicare quello che mi piace fare, che poi lo "sappia" fare non lo so ma, in fondo, non me ne importa nulla. Non faccio male a nessuno, non mi prendo meriti non miei e incontro persone intelligenti con idee e capacità di lettura e di interpretazione delle cose che dico e faccio. Cosa volere di più? :-) :-) Grazie mille. Magari in un altro post parlerò della mia difficoltà a farmi fotografare da altri e a quanto invece mi piace fotografare me stessa, proprio come Vivian Maier. Ma a differenza di Vivian, io mi trovo abbastanza in imbarazzo a fotografare le persone, mi sembra di essere invadente e di chiedere troppo.

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  3. E anche se Giuliano lo avesse detto, così, per scherzo, con un poco di ironia, va bene uguale, perché, a dire la verità, negli autoritratti mi ci sono un poco riconosciuta :-)

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  4. Ma certo che "lo sai fare", anzi se la migliore. Quando qualcuno trova un modo "personale" di fare una cosa, è chiaro che lo sa fare in "quel" modo meglio di chiunque altro, no?
    E' come quando il professore di disegno ti dice che "no, no, no, stai sbagliando: la testa è 1/8 del corpo!" e tu vorresti tanto mandarlo aff...
    Invece devi rifare il disegno, e poi la cosa più difficile è non lasciarti inaridire, mantenere la tua visione. Se ci riesci, sei come Picasso che prima di proporre le sua visioni, dimostrò a tutti che poteva dipingere l'Arlecchino. :-)
    P.S.: Bello l'abbandono del vecchio signore. Totalmente libero, dormo e me ne frego (senza nessun sottinteso politico, eh!).
    Difese abbassate, nessuna maschera. Brava Vivian a prenderlo da dietro, a rispettare e mantenere privato il suo viso dormiente.

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  5. Vivian Maier non viveva in Sardegna
    :-)
    però ha scattato una bella foto dove si specchia in una vetrina

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  6. La prima l'avevo pubblicata anch'io sul mio blog. Mi piace tantissimo!

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    1. Ciao, Silvia, delle lontane Americhe... sì, è davvero particolare, a me piace invece molto la quarta... il bello è la "fotografia", la vita e l'attenzione che si mette nel guardare il mondo.

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