venerdì 29 maggio 2015

A proposito di meraviglia

Il cielo e il sole di questi giorni.
L'imbrunire di ieri e del giorno precedente a ieri.
Il silenzio delle piccole biblioteche, la loro luce
i colori dei libri sugli scaffali
la parole che risuonano,
gli splendidi sorrisi
la commozione che ho visto negli occhi,
con i miei,
quelle parole che sono riuscita a dire
quelle che non sono state dette.


Meraviglia per la memoria della ragazza che ha imparato:

L'uomo e il mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell'infinito svolgersi dell'onda
l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l'abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!



Lo sentite il movimento dell'onda?

La vedete l'infinita presenza
della "materia" di cui abbiamo parlato prima?
Lo vedete che il vuoto non esiste?
Mare e uomo, onda e anima
quante volte la nostra anima si è trovata nel tormento che il mare ci mostra sotto la tempesta?
La possibilità di vedere laddove sembra non ci sia nulla, sta in noi,
la possibilità di vedere la bellezza in quello che alla maggior parte delle persone sfugge sta nella nostra capacità di immaginazione, nella capacità di amare, ma per amare si deve conoscere e capire perché è impossibile amare quello che non si capisce, la conoscenza e la comprensione sono  attestazioni, sono prove d'amore.

La bellezza di queste parole da rifletterci sopra, da mettere in relazione con la poesia, con l'arte, con l'umanità, perché nell'universo niente è separato da niente, ogni elemento contribuisce alla resa di ogni altro, e allora permettetemi di leggervele. E anche se non vi è subito chiaro tutto, datevi tempo, pensateci, non dimenticatele, giocate con le parole, con i pensieri, le premesse e le conclusioni, modificatele, aggiungete una esperienza che prima non avevate ancora vissuta, accettate di imparare, accettate di non sapere e di sbagliare, qualcuno ve lo farà notare ridendo, ignoratelo, qualcuno vi aiuterà a trovare l'errore:

«L'idea è semplice. La relatività generale ci ha insegnato che lo spazio non è una scatola inerte, bensì qualcosa di dinamico: una specie di immenso mollusco mobile in cui siamo immersi, che si può comprimere e storcere. La meccanica quantistica, d'altra parte, c'insegna che ogni campo di tal sorta è "fatto di quanti".
La predizione centrale della teoria dei loop è quindi che lo spazio non sia continuo, non sia divisibile all'infinito, ma sia formato da grani, cioè da "atomi di spazio". Questi sono minuscolissimi: un miliardo di miliardi di volte più piccoli del più piccolo dei nuclei atomici. La teoria descrive in forma matematica questi "atomi di spazio" e le equazioni che determinano il loro evolversi. Si chiamano "loop", cioè anelli, perché ciascuno di essi non è isolato, ma è "inanellato" con altri simili, formando una rete di relazioni che tessono la trama dello spazio.
Dove sono questi quanti di spazio? Da nessuna parte. Non sono in uno spazio, perché sono essi stessi lo spazio. Lo spazio è creato dall'interagire di quanti individuali di gravità. Ancora una volta il mondo sembra essere relazione, prima che oggetti.
Ma è la seconda conseguenza della teoria ad essere la più estrema.Come sparisce l'idea dello spazio continuo che contiene le cose, così sparisce anche l'idea di un "tempo" elementare e primitivo che scorre indipendentemente dalle cose. Le equazioni che descrivono grani di spazio e materia non contengono più la variabile "tempo".
Questo non significa che tutto sia immobile e non esista cambiamento. Al contrario, significa che il cambiamento è ubiquo, ma i processi elementari non possono essere ordinati in una comune successione d'istanti. Alla piccolissima scala dei quanti di spazio, la danza della natura non si svolge al ritmo del bastone di un solo direttore d'orchestra, di un singolo tempo: ogni processo danza indipendentemente con i vicini, seguendo un ritmo proprio. Lo scorrere del tempo è interno al mondo, nasce nel mondo stesso, dalle relazioni tra eventi quantistici che sono il mondo e sono essi stessi la sorgente del tempo.
Il mondo descritto dalla teoria si allontana ulteriormente da quello che ci è familiare. Non c'è più lo spazio che contiene il mondo e non c'è più il tempo lungo il quale avvengono gli eventi. Ci sono solo processi elementari dove quanti di spazio e materia interagiscono tra loro in continuazione. L'illusione dello spazio e del tempo continui intorno a noi è la visione sfocata di questo fitto pullulare di processi elementari. Così come un quieto e trasparente lago alpino è in realtà formato da una danza veloce di miriadi di minuscole molecole d'acqua».

Basta, è ora di andare.

L'uomo e il mare è una poesia di Charles Baudelaire.

Il brano proposto è tratto da:
Carlo Rovelli,
Sette brevi lezioni di fisica,
Adelphi, 2014






quest'altra da qui

4 commenti:

  1. Ah, Matilda... La fisica quantistica è pericolosa. Se non stai attenta finirai per cadere nella Teoria delle Stringhe, e ti perderai in tutti quegli universi paralleli... che forse albergano creature Lovecraftiane o forse sono solo un altro scrigno letterario in cui riponiamo desideri e rimpianti.
    La fisica post-Einsteiniana in un certo senso è come una nuova mitopoiesi adattata ai nostri tempi, incredibilmente più complicata di quella dei Sumeri.
    Ma la cosa più bella è "Il silenzio delle piccole biblioteche, la loro luce". E soprattutto, nel mio caso, la loro temperatura sempre costante a 24 gradi anche in agosto!
    Aspetto nuove fotografie da commentare. :-)

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    1. Ciao, J D… ho iniziato a leggere il fumetto sul sito da te segnalato, ma quelle sono cose che si leggono, più o meno distesi sul divano, non davanti ad un computer! Però ci ritornerò, perché la storia della Tiny Space Girl mi è sembrata molto carina! e del suo inquieto ammiratore e voglio vedere come va a finire… prometti qualcosa che stupirà, così mi ha molto incuriosito! A proposito di Lovercraft ho letto qualcosa su di lui, ma niente scritto da lui. Non sono un'esperta di questo genere e neppure un'appassionata, diciamo, nel senso che quando mi capita leggo qualcosa. Magari un giorno pubblico l'elenco dei testi che avevo pensato di comprare per la biblioteca (che poi non sono stati comprati). Avevo fatto una piccola ricerca e in quell'occasione avevo sentito parlare dei Weird Tales. Vedi bene quanti universi esistono e di quanti non se ne sa un bel nulla :) Per questo mi piace coltivare la consapevolezza che ad imparare, sempre, durante la propria vita, non si perde nulla ;-) Ah, grazie infinite, J D! :-)

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    2. Finito, J D, l'ho finito e commentato! Troppo carino, mi ha fatto ridere! Ho anche imparato qualcosa di più sui fumetti, su wikipedia, le sigle delle case editrici, ad esempio e il United States Senate Subcommittee on Juvenile Deliquency e il controllo su questo che veniva considerato un nuovo tipo di letteratura destinata ai ragazzi. Insomma, interessante!

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    3. Grazie Matilda, vedi, per me anche questa è letteratura popolare. :-)
      Universo affascinante. Avresti mai pensato, ad esempio, che le S.S. leggessero Superman, scritto dall'ebreo Jerry Siegel? E che ne facessero una recensione su "Das Schwarze Korps"? Un giorno che avrai tempo guarda questo link:

      http://research.calvin.edu/german-propaganda-archive/superman.htm

      Ciao!

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