domenica 15 marzo 2015

Riprendiamoci la Via Maestra (finalmente)

Il 28 marzo a Roma, una già programmata manifestazione della FIOM diventerà evento



"aperto a tutti quelli che condividono i nostri obiettivi. C’è un elemento di continuità con la manifestazione di ottobre, non ci fermiamo, vogliamo unire tutto ciò che il governo sta dividendo. Un importante avvio di discussione”.

Maurizio Landini sul Fatto Quotidiano del 14 marzo

Il segretario della FIOM, ieri a Roma nella sede centrale del sindacato dei metalmeccanici, ha aperto la strada non ad un partito politico ma ad una coalizione delle associazioni che abbia per obiettivo combattere e correggere le politiche neoliberiste, di destra,  di un governo nato con un nome di sinistra.

Io c'ero il 12 ottobre del 2013, a Roma, alla manifestazione in difesa della nostra Costituzione, ho fotografato l' "urlatore", nelle parole di Roberto Speranza del PD, 


ho sentito i continui applausi arrivare dalla Piazza del Popolo mossa dalle bandiere


e vorrei lottare insieme a molti perché la nostra Costituzione continui a mantenere al suo interno le parole che definiscono e difendono il LAVORO e i suoi DIRITTI

Denuncio, anch'io, dal mio piccolo blog e in ogni possibile occasione della mia vita, la deriva autoritaria di questo governo, l'alto grado di mistificazione in esso, l'incapacità persino per la minoranza… pardon, per le minoranze del PD di guardare e quindi vedere che la loro opposizione deve essere netta, forte e vera se vogliono cambiare davvero qualcosa, a rischio di spaccare il partito! Che senso ha un partito che dice di essere di sinistra e fa politiche di destra? Come fanno coloro che sanno cosa sia la Storia e la memoria di quel Partito ad avallare una riforma del lavoro che toglie i diritti dei lavoratori? Una riforma costituzionale che rende il Parlamento uno strumento nelle mani di una sola persona? Una riforma della scuola pubblica che ne distrugge gli organi e gli elementi che la rendevano democratica? 

Io credo profondamente che la politica la si fa giornalmente nei nostri comportamenti, nelle nostre parole e nelle nostre azioni, credo però anche che i soggetti politici abbiano il compito di unire e far sentire la voce delle persone singole.  Anche se sono cosciente del fatto che è impresa titanica cambiare l'Italia, i sogni sono sempre stati vitali e trasformatori.


4 commenti:

  1. Aspettavo il tuo post, dopo le dichiarazioni di questi giorni.
    Polìtica s. f. [femm. sostantivato dell’agg. politico (sottint. arte); cfr. gr. πολιτική (τέχνη)]. –
    1.
    a. La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica; le norme, i principî, le regole...
    b. Più concretam., l’attività svolta per il governo di uno stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (p. estera, p. internazionale).

    Ma la politica viene anche definita:
    3. fig. Linea di condotta accorta e astuta al tempo stesso, caratterizzata dalla capacità di destreggiarsi abilmente nelle situazioni e nei rapporti con gli altri, talvolta unita a una certa dose di opportunismo...
    Il significato 3 è diventato la norma....

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    1. Tattica, è divenuta tattica, strategia per il conseguimento di interessi personali e di partito, il partito, ormai, divenuto espressione del leader, capo, segretario che dir si voglia! Landini mi appare come l'unico che, in questa confusione, sa di cosa parla, dove vorrebbe arrivare, per quale ragione e, soprattutto, per chi. Il modo, poi, è tutto da inventare. Non è detto che questo suo sia il migliore, non è detto che arrivi da qualche parte, forse ci vuole qualcuno meno onesto e diretto e, qualcuno direbbe, ingenuo, anche, per arrivare alla "comprensione", all' "intelligenza" degli italiani. Lui vede che i valori in cui ha davvero creduto, evidentemente, per i quali ha lavorato tutta la sua vita, io ci credo, sono sotto attacco. Il sindacato sempre meno considerato, sempre più svalorizzato nelle azioni possibili e sa, inoltre, che la politica è più alta di quella praticata dai "politici" attuali e che il discorso, ormai, non può più essere fatto sugli "accordi" ma sulle idee, sull'organizzazione e su come esse vengono attuate. Non c'è più spazio per gli accordi con queste regole! Sono le regole che vanno di nuovo modificate e per questo è necessaria la politica.

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  2. quello che mi ha impressionato è stata la valanga di commenti negativi all'ipotesi che Landini potesse entrare in politica. Come se fosse una cosa vergognosa, che non si fa. Invece dovrebbe essere normale: lascia il sindacato e poi fa quello che gli sembra più giusto; se lo votano va in Parlamento e porta avanti il suo programma, se non lo votano amen, finisce lì. Cosa c'è di strano? Siamo diventato un paese davvero bizzarro... (quello che mi colpisce è che questa banalità non l'abbia detta nessuno o quasi: beh, che c'è di strano se Landini davvero volesse entrare in politica?)

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    1. Fa parte della follia dalla quale si è pervasi in questo periodo. Ricorda il concetto di anti-politica. O follia o una malafede profondissima.

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