lunedì 30 marzo 2015

Unions



Se Tsipras ha imboccato una strada difficile, non meno difficile è quella imboccata da Maurizio Landini.
Unire in Italia è profondamente più complicato che dividere.
Far dimenticare all'italiano medio (io credo che esista) il proprio personalissimo interesse, la propria tendenza a farcela, nel senso di cavarsela, da solo anche a scapito di altri è quasi impossibile. Lo si vede tutti i giorni nella nostra vita quotidiana, lo si vede dall'incapacità di ascoltare, di collaborare, di condividere, di provare empatia. Parteggio per tutte le imprese utopiche, anche se non vittoriose, aprono una finestra sulle possibilità, fanno venire a galla il cinismo stupido dei tanti, il conformismo mortifero ma anche barlumi di verità, di lucida onestà.

domenica 22 marzo 2015

Ieri

Ieri sono andata alla ricerca di alberi fioriti, quelli rimasti, il cielo era cupo, come oggi, tutto intorno a me l'aria grigio azzurra e il crepuscolo lungo delle stagioni di mezzo.

Di fiori sugli alberi neppure l'ombra, se non lontani, irraggiungibili dentro cortili privati.

Ho trovato quel paesaggio usuale, quello che mi si offre sempre senza remore, se non la mia capacità di coglierlo attraverso la mia macchina fotografica; ho trovato quel paesaggio di cui parla José Saramago in uno dei suoi romanzi, lui ne parla così:

La cosa più abbondante sulla terra è il paesaggio. Anche se tutto il resto manca, di paesaggio ce n'è sempre stato d'avanzo, un'abbondanza che solo per un miracolo instancabile si spiega, giacché il paesaggio è senza dubbio precedente all'uomo e nonostante ciò, pur esistendo da tanto, non è esaurito ancora.
Sarà perché costantemente muta: ci sono epoche dell'anno in cui il terreno è verde, altre giallo, poi marrone o nero. E anche rosso in certi luoghi, che è il colore dell'argilla o del sangue versato. Ma questo dipende da ciò che nel terreno si è piantato e si coltiva, o non ancora, o non più, oppure da quello che vi è nato naturalmente, senza mano d'uomo, e giunge a morte solo perché è arrivata la sua fine. Non è il caso del grano, che ancora con un pò di vita lo si taglia. Né della sughera a cui, vivissima, sebbene tanto seria da non sembrarlo, viene strappata la pelle. Fra grida.
Non mancano i colori a questo paesaggio. Ma non solo colori. Ci sono giorni duri come il loro freddo, altri in cui non sembra che vi possa essere aria per tanto caldo: il mondo non è mai contento, e come potrebbe, tant'è sicuro della morte."


José Saramago, Una terra chiamata Alentejo, Bompiani, Milano 1998


ed io, sfruttando la sua gratuità e l'amore mio per esso ve lo propongo sperando di fare cosa gradita e ripercorrendo il mio tempo ché ho sempre paura si perda nell'oscurità dietro di me, nei giorni passati e irripetibili, no, non perché particolarmente belli, ma perché proprio unici, belli o brutti, luminosi o cupi, noiosi o allegri.







L'ultima foto rappresenta uno scorcio della città (Alghero) che aveva un bell'aspetto, anche lei, in questo secondo giorno di primavera del 2015… e poi, siccome ho parlato ieri di Zefiro e ogni volta che penso ad esso mi viene in mente la poesia imparata da bambina sull'antologia scolastica, propongo anche questa alla lettura, seppure un tantino troppo "eroica", ma è naturale, anche, poiché l' "informe" fa parte dell'animo nostro (eroico, naturale, informe!). Eccola:


Forse perchè della fatal quïete
    Tu sei l’immago a me sì cara, vieni,
    O Sera! E quando ti corteggian liete
    4Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquiete
    Tenebre, e lunghe, all’universo meni,
    Sempre scendi invocata, e le secrete
    8Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
    Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
    11Questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure, onde meco egli si strugge;
    E mentre io guardo la tua pace, dorme
    14Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.


L'avete capito, è Ugo Foscolo nel suo Sonetto del 1803, intitolato Alla sera.

Ci vorrebbe anche una musica, una canzone… ognuno se la scelga, ognuno la immagini e buona domenica.

sabato 21 marzo 2015

Zefiro

Tutto è partito da lui, Zefiro, l'ho incontrato mentre camminavo per strada. Era fresco ma lieve, profumato di quel suo profumo che io non chiamerei diversamente poiché è proprio il suo profumo, quello di Primavera. E' un profumo composto dalla temperatura dell'aria, oltre che dagli aromi delle fioriture, vi è in esso una cospicua dose di luce, con la sua gradazione particolare. Non è estranea al profumo di primavera la disposizione dell'animo che cambia al variare di tutti gli elementi citati.
Quest'anno l'equinozio è arrivato prima, dicono le stelle e i loro osservatori, è arrivato insieme all'eclissi e ha portato scompiglio tra gli animali, i gatti, ad esempio, e gli esseri umani più sensibili.
Il cielo cupo può far parte di quegli elementi, rende la fragranza appena intrisa di malinconia.
                                                                                                    
 Zefiro e Aura 
 nell'opera
La nascita di Venere, 
 1484-85,
tempera su tela,
Firenze, Galleria degli Uffizi

Ricordo l'incanto davanti ai fiori mossi dal vento, la leggerezza del volo dei venti personificati, l'ideale di bellezza nel dipinto espresso.

Ed eccolo il tripudio sereno della primavera ideale, con Zefiro dal colorito azzurrino che trasforma la ninfa Clori, dalla cui bocca escono fiori, nella bionda e sorridente Flora, dea della Primavera e della fecondità.



 La Primavera - ca. 1482 - Galleria degli Uffizi, Firenze
All'estrema destra la ninfa Cloride e il marito Zefiro

Sandro Botticelli alias Alessandro Filipepi (Firenze 1445-1510)

 
Zefiro o Favonio: vento mite, primaverile, che soffia da occidente. Si diceva che l’alito dolce di questo vento primaverile di ponente facesse sbocciare i fiori e producesse i frutti. Zefiro in greco suona Zéphyros, a quanto pare derivato da zóphos = zona delle tenebre, occidente. Favonio deriva invece dal latino faveo = favorire la crescita, perché col suo tepore favorisce i germogli, oppure dal latino foveo = riscaldare, essendo un vento mite.







Le immagini sono tratte da internet, la definizione di Zefiro come vento da Wikipedia.

giovedì 19 marzo 2015

Blog di ordinaria follia

Titolo ripreso da BLOB di stasera che, a me, continua a piacere moltissimo.

Però, devo dire, spesso ci ritrovo cose che già avevo pensato, sì, insomma, in un modo o nell'altro, non esattamente così, anche perché mica passo in rassegna tutta la M*°°A che passa in TV, solo il titolo, che riassume il senso.

Tunisia, già ci avevo pensato, che follia, il numero dei morti che cambiava in continuazione, le dirette fatte su immagini che all'inizio erano in diretta solo che dopo, avendole viste uguali, identiche per tre, quattro cinque volte nello stesso telegiornale, uno pensa - Ma che C***O di diretta è???? Possibile che le stesse persone fuggano in diretta cinque volte? e l'ultima notizia? l'hanno chiesta due secondi fa, possibile che i minuti non contino nelle dirette? lasciate tempo al tempo, cavolo, persino per un attentato, a meno che non si inserisca una telecamera, in ogni essere umano, capace di riprendere tutto quello che gli accade intorno a destra, a sinistra, di fronte, di dietro, di lato, sopra, sotto, non è possibile averci una diretta degli attentati!!! Lo capite, voi della TV, dei TG, non è possibile!!!!! La diretta della morte si è avuta sempre per caso, quando non la si voleva, magari e allora? 

Va beh, si parla di follia, si diventa tutti un po' matti, anch'io, forse… a me non mi legge nessuno… pace! Non faccio male a nessuno! Meglio!

LUPI, LUPI, Lupi, lupi, wolf, direbbe Re-n-zi!

Ch-i-zz?

Insomma, alcune persone che io conosco, io stessa, essendo sgamata (modo di dire che significa "scoperta") con la mia voce, con il mio numero di cellulare, nel richiedere favori per mio figlio, non ho figli, per mio nipote (tutti hanno almeno un nipote), sapendo che ognuno capirà che quel favore sarà dato in cambio di un altro favore da me fatto e quel favore richiesto si capisse benissimo non proprio pulito, rispettoso dei diritti di tutti, dato in cambio di un favore ancora meno pulito e limpido e urlabile al mondo, io mi vergognerei tanto, ma così tanto, ma così tanto che non so se sopporterei di farmi vedere in giro tra la gente, come se niente fosse successo. Invece non è questo il caso.
Il caso tra i nostri politici è che più sporche le fanno e più se ne fanno un punto d'onore difendere le schifezze fatte. E' passato ormai il credo, evidentemente, che l'arroganza nel difendere l'indifendibile paga, molto e sempre. Lupus in fabula, forse, non è più necessario al grande bluff che abbiamo come capo del governo. Forse sarà costretto a lasciare quel mostruosamente importante ministero che presiede. Che bello! Avevo augurato qualcosa a proposito della TAV, può essere che sia bloccata, può essere che l'augurio si avveri. 

Dulcis in fundo: TG 3, la giornalista dice, parlando delle dimissioni sì dimissioni no, riportando le parole dette dall'ultimo ministro dei trasporti forse indagato forse no: - dimissioni non sono state chieste né dal capo di governo, né dal segretario del PD, che sono poi la stessa persona - 

senza ironia, l'ha detto.





Jerónimo Bosch
Il giardino delle delizie
1480-1490

domenica 15 marzo 2015

Riprendiamoci la Via Maestra (finalmente)

Il 28 marzo a Roma, una già programmata manifestazione della FIOM diventerà evento



"aperto a tutti quelli che condividono i nostri obiettivi. C’è un elemento di continuità con la manifestazione di ottobre, non ci fermiamo, vogliamo unire tutto ciò che il governo sta dividendo. Un importante avvio di discussione”.

Maurizio Landini sul Fatto Quotidiano del 14 marzo

Il segretario della FIOM, ieri a Roma nella sede centrale del sindacato dei metalmeccanici, ha aperto la strada non ad un partito politico ma ad una coalizione delle associazioni che abbia per obiettivo combattere e correggere le politiche neoliberiste, di destra,  di un governo nato con un nome di sinistra.

Io c'ero il 12 ottobre del 2013, a Roma, alla manifestazione in difesa della nostra Costituzione, ho fotografato l' "urlatore", nelle parole di Roberto Speranza del PD, 


ho sentito i continui applausi arrivare dalla Piazza del Popolo mossa dalle bandiere


e vorrei lottare insieme a molti perché la nostra Costituzione continui a mantenere al suo interno le parole che definiscono e difendono il LAVORO e i suoi DIRITTI

Denuncio, anch'io, dal mio piccolo blog e in ogni possibile occasione della mia vita, la deriva autoritaria di questo governo, l'alto grado di mistificazione in esso, l'incapacità persino per la minoranza… pardon, per le minoranze del PD di guardare e quindi vedere che la loro opposizione deve essere netta, forte e vera se vogliono cambiare davvero qualcosa, a rischio di spaccare il partito! Che senso ha un partito che dice di essere di sinistra e fa politiche di destra? Come fanno coloro che sanno cosa sia la Storia e la memoria di quel Partito ad avallare una riforma del lavoro che toglie i diritti dei lavoratori? Una riforma costituzionale che rende il Parlamento uno strumento nelle mani di una sola persona? Una riforma della scuola pubblica che ne distrugge gli organi e gli elementi che la rendevano democratica? 

Io credo profondamente che la politica la si fa giornalmente nei nostri comportamenti, nelle nostre parole e nelle nostre azioni, credo però anche che i soggetti politici abbiano il compito di unire e far sentire la voce delle persone singole.  Anche se sono cosciente del fatto che è impresa titanica cambiare l'Italia, i sogni sono sempre stati vitali e trasformatori.


martedì 10 marzo 2015

A human

Pensavo alla solitudine,
a come la percezione di essa cambi col tempo.
Pensavo al desiderio,
a come la sua forza e la sua composizione cambino col tempo.
Da ragazza, quando camminavo sulle spiagge assolate e deserte delle estati della mia giovinezza, provavo un piacere dato dal calore del sole sulla pelle che da solo varrebbe una vita intera. Chiudevo gli occhi e sentivo la brezza e il sole, nient'altro, la sabbia sotto i piedi, l'acqua del mare che li accarezzava, sentivo il profumo e mi immaginavo immersa in quelle linee rosa ondulate sulla riva, fatte dai piccoli frammenti dei coralli.

Talmente lontana la morte.
L'idea, il pensiero.
Ero eterna, come il sole.