sabato 28 febbraio 2015

La Parola contraria in biblioteca


«Ci sono creature assegnate che non riescono a incontrarsi mai e s'aggiustano ad amare un'altra persona per rammendare l'assenza. Sono sagge. Io a vent'anni non conosco gli abbracci e decido di aspettare. Aspetto la creatura assegnata.»

Questo è Erri De Luca in Tre Cavalli, pubblicato da Feltrinelli nel 1999.

Ha delle intuizioni magnifiche Erri De Luca, in tutti i suoi libri, e le sa esprimere con parole dense e poetiche, pare vengano dal profondo, materialmente, dalle viscere, da un sentimento di sofferenza e di amore infinito per la vita, parrebbero quasi scritte da donne, così come una delle mie alunne ha rilevato l'altro giorno a proposito di Nazim Hikmet, ché le donne sanno parlare lingue sconosciute agli uomini, pensava Elisabetta.  
«I poeti, - ho risposto io -, possono e si permettono tutto. Nella poesia non esiste il maschile e il femminile, - ho detto -. Nella poesia si svela quello che unisce ogni essere umano all'altro. E' questo il motivo per il quale quando si familiarizza con la poesia, non imposta ma scoperta, si impara ad amare in un modo più giusto, perché più libero da pregiudizi e costrizioni, gli esseri umani, ma anche i fenomeni naturali, albe e tramonti, mari e tempeste, vento e sole , pioggia e neve... Per arrivare a questo stadio nella definizione della nostra personalità, ci vuole tempo e molta fortuna ché gli incontri giusti , di persone ed eventi, mica avvengono tutti i giorni ».


L'ultimo libro letto di Erri De Luca è stato  La parola contraria, pubblicato da Feltrinelli nel gennaio 2015.


«Da lettore non ho avuto preferenze per la letteratura più attenta a temi sociali e politici. I labirinti eruditi di Borges mi hanno spalancato il terzo occhio, facendomi sporgere sulle profondità di saghe e mitologie.
Alla stessa maniera ho letto le storie della Kolimà di Salamov, imparando l'infinita pazienza e resistenza di un prigioniero ai lavori forzati. La letteratura è un traguardo che non risponde a generi né a temi. Avviene, e quando avviene è festa per chi legge». 

Questo è l'incipit de La parola contraria.

In poche righe definisce la funzione fondamentale della letteratura. Quella nella quale anche io credo.

"Avviene, e quando avviene è festa per chi legge". Fortuna, miracolo,  bellezza che si realizza, porta aperta su una parte dell'universo sino a quel momento sconosciuto.

Questo ho detto ai miei alunni a proposito della letteratura e ho letto loro questo passo meraviglioso:

«La letteratura agisce sulle fibre nervose di chi s'imbatte nel fortunoso incontro tra un libro e la propria vita. Sono appuntamenti che non si possono prenotare né raccomandare. A ogni lettore spetta la sorpresa di fronte alla mescola improvvisa tra i suoi giorni e le pagine di un libro».

istigandoli (e vedrete l'importanza di questa parola) a intrecciare la loro vita con un'idea di biblioteca che avrebbero dovuto costruirsi personalmente e autonomamente, magari dopo aver ascoltato le mie parole per il tempo che loro avessero voluto e frequentando il luogo reale, questo a loro disposizione ma anche qualsiasi altra biblioteca gli fosse capitato.

 Erri De Luca, tanto attento alla forza delle parole e della letteratura, tanto colto e tanto paziente di fronte alle chiusure che la nostra esistenza spesso presenta, è stato denunciato per incitamento alla violenza e "istigazione a delinquere", articolo 414 del codice penale, da uno a cinque anni di reclusione.

Il 28 gennaio si è tenuta la prima udienza del processo  che è stato rinviato al prossimo 16 marzo.
Erri De Luca rischia una pena detentiva sino a 5 anni per non aver fatto nulla se non espresso la propria opinione su una delle "Grandi Opere" italiane, la TAV della Val di Susa, alla quale da vent'anni la popolazione di quei luoghi si oppone.
Questo suo libro, che dovrebbe essere più letto, così come l'intera vicenda  della TAV più conosciuta, fa capire come, a volte, la scrittura non sia separata dall'uomo che la crea. Fa capire anche come la coerenza e l'onestà delle proprie parole non possano essere sacrificate sull'altare della convenienza. Dice Erri De Luca che il suo libro non è un'autodifesa, poiché rivendica le parole che hanno permesso ai giudici di incriminarlo, quelle parole tra le quali si trovavano "sabotaggio" e "sabotare", e ne spiega il significato anche alla luce del contesto nel quale sono state pronunciate.
La popolazione protesta da vent'anni contro quell'opera ritenendola uno scempio del proprio ambiente e della propria terra. Nessun governo ha dato loro ascolto. Pare che la Democrazia in base alla quale la Repubblica Italiana fonda la propria politica non contempli le esigenze di intere comunità territoriali. Pare che i vari governi succedutisi negli anni non abbiano trovato al loro interno nessun rappresentante di quella comunità capace di far ascoltare le loro ragioni.
Sabotare, allora, per Erri De Luca, significa protestare, dire, agire in ogni momento della propria vita  e non abbassare mai la testa di fronte a "necessità" non giustificate, di fronte a "scelte" imposte. L'economia, la finanza, il mercato, del quale ha parlato il "premier" Renzi non più tardi di ieri, a proposito della svendita della RAI, non è come lui ha detto "altra cosa rispetto alla politica", anzi è vergognoso che il rottamatore faccia un'affermazione del genere, antica quanto il capitalismo stesso, l'economia, la finanza, il mercato non sono entità fuori controllo, non debbono esserlo. Se la politica non riesce a controllare loro si rifarà sempre di più su ciò che pensa controllabile, vale a dire le persone e, soprattutto, le persone pensanti, il pensiero e, soprattutto il pensiero contrario, le parole che lo esprimono.

Tutta la mia solidarietà a Erri De Luca e al suo pensiero sulla parola contraria, vorrei poter sempre esserne una rappresentante, nel mio piccolo, che alla fine, piccolo piccolo non è!

Un ultimo passo dal suo libro, bellissimo, perché parla con ironia e umorismo del Sud e dei suoi modi:

«Dalle mie parti, al Sud, esiste un altro tipo di responsabilità della parola. Uno augura il peggio a una persona e quella più tardi subisce un incidente. Il tale del malaugurio viene ritenuto responsabile dell'accaduto e dà così avvio alla sua fama di iettatore.
Quando in uno stadio del Nord Italia si incita la natura invocando "Forza Vesuvio" si sta istigando un vulcano all'eruzione. La reazione da parte meridionale non è stata una denuncia ma l'esorcismo efficace di una gratatina in zona pubeale.

Che la linea Tav in Val di Susa possa essere sabotata, che possa non sbucare dall'altra e da nessuna parte.
Che possano finire i fondi pubblici destinati all'affarismo di aziende collegate ai partiti.
Che un governo di normali capacità di intendere e volere la lasci incompiuta. come già altri 395 (trecentonovantacinque) grandi lavori in Italia.
Che possa essere dichiarata disastro ambientale e i suoi responsabili perseguiti per questo.
La linea Tav va sabotata: la frase rientra nel diritto di malaugurio».

Aggiungo di mio:

Che Erri De Luca possa essere assolto perché il fatto non sussiste, badate che non mi intendo per nulla di "giustizia", dico perché il fatto non sussiste perché credo sia l'assoluzione migliore. E poi dovrebbero aggiungere : « Riconosciamo che la libertà di parola è sacra, così come la abbiamo riconosciuta ai vignettisti di Charlie Hebdo, uccisi per la paura che quella libertà suscitava, e anche se, spessissimo, continuiamo a non riconoscerla qui in Italia. Ma questa volta abbiamo davvero commesso un errore, perché dagli scritti di Erri De Luca, che ci siamo presi la briga di leggere, non può trarsi nessuna istigazione alla violenza, nessuna istigazione all'ignoranza, nessuna passione per il vuoto di idee e per l'aggressione in nome della verità ».





tutte le
foto di bibliomatilda
che si trovava lì a metà novembre
e ha visto questa manifestazione
ma quante manifestazioni si svolgono a Torino contro la TAV
delle quali nessuno ci parla?




2 commenti:

  1. Scriveva questo Calvino:"Insomma, quello cui io tendo, l'unica cosa che vorrei poter insegnare è un modo di guardare, cioè di essere in mezzo al mondo. In fondo la letteratura non può insegnare altro" (Italo Calvino, lettera a F. Wahl).
    La buona letteratura fa questo e poi siamo noi a dover saper guardare, a saper stare in mezzo o meglio dentro al mondo... Una serena settimana :*

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    1. Certo che è così, Santa. Si impara a stare nel mondo, così come si impara a leggere. Il rapporto più bello tra adulti e ragazzi è lo scambio continuo che può avenire tra loro. Gli adulti, forse, traggono dalla sola presenza, i ragazzi hanno bisogno di parole e la letteratura, come coloro che ne conoscono il valore, gliene offre in abbondanza. :-)*

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