sabato 10 gennaio 2015

La vita e la morte

Par di capire che, nonostante tutto, questo sia un momento per te felice.
«Sì. È così. Sono sereno... Come finisce La leggenda del santo bevitore ? “Voglia Dio concedere a tutti noi, a noi bevitori, una morte tanto lieve e bella”. A tutti gli ubriaconi. Coloro che sono fuori dalle regole. Dai conformismi. L’ubriaco... Cosa fa Noè dopo avere stabilito la nuova alleanza con Dio? Pianta la vigna e prende la prima grande sbronza della storia dell’umanità. È così ubriaco che danza nudo. È amore e follia. Che ubriaca. Cosa vuol dire “prendere una cotta”? Non c’è niente di razionale, in una cotta. È un sentimento dirompente. Senza tregua. Ecco, io vivo questo momento così». 
C’è quindi una riscoperta di Dio nonostante tu insista spesso sul «non» sentirti cattolico? 
«La cosa bella di Dio è che si nasconde per farsi cercare. Perché? Perché Dio è tutto. “Ovunque tu mi cercherai io sarò”. C’è un detto fenicio, di duemila anni prima di Cristo: “Spezza un legno, solleva una pietra e io vi sarò dentro”. In ogni cosa “lui” si nasconde e tu devi avere quella capacità di scovarlo come i neri hanno la capacità, guardando un oggetto, di cercare ciò che quell’oggetto contiene come anima». 
Più ancora gli aborigeni australiani, forse... 
«Certo. L’anima delle cose. Mentre invece il bianco europeo si chiede: questa cosa quanto può valere? Uno che ragiona così non avrà mai l’incontro con l’anima del mondo. Creiamo la nostra infelicità stupidamente».

da qui

In questo periodo penso molto alla morte.
Mi piacerebbe affrontarla così, come racconta Ermanno Olmi, che in realtà è un racconto di vita, di eternità fatto da un laico, però che crede che Dio sia ovunque. E questa frase, così, esattamente così, la sentii, la prima volta da una delle consorelle di mia zia suora di clausura.
Ad una mia osservazione su come riuscissero a sopportare la mancanza di movimento all'aria aperta, di fronte al mare, al tramonto, all'orizzonte che si perde lontano, una di loro mi disse semplicemente
- Dio è ovunque - senza aggiungere altro e neppure io potei aggiungere nulla.
Siamo uomini, divini e allo stesso tempo mortali.
Mi sento di poter dire con Ermanno Olmi, amo l'Umanità, l'umanità che ci permette di amare.

Pubblico una mia fotografia scattata durante il viaggio di ritorno sulla Fi-Pi-Li, il 2 gennaio scorso, non rende molto l'emozione bellissima che mi ha dato la visione, ma posso dire che ogni mio viaggio, per breve che sia, è meraviglioso.

5 commenti:

  1. Basta contemplare questa foto a cuore aperto per sentire dentro di noi cosa significhi la parola "Anima". Che ovviamente non ha nulla a che vedere con la gretta stupidità di tante religioni dogmatiche e "rivelate" (da altri esseri umani). Riuscire a essere al tempo stesso agnostici e mistici: credo non esista sensazione migliore. La condizione per riuscirci è accettare, e non temere, quella cosa naturale che è la morte: altrimenti si finirà in ginocchio in mezzo agli altri pavidi creduloni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, mio caro Nicola, grazie! E' proprio così, come dici, la "rivelazione" dobbiamo cercarla ogni giorno dentro di noi e in tutta la bellezza che ci circonda. Credendo in noi e in lei, dandoci da fare non certo per distruggere ma per creare e non tanto oggetti, anche, se siamo tanto bravi, ma "sentire", ma parole per comunicare, proprio come fai tu. Un abbraccio di inizio anno e un bacione.

      Elimina
  2. la tua foto è un inno alla natura. Noi siamo parte di essa. La specie più fragile, più terrorizzata. Sappiamo di dover morire ed è anche questo a renderci spietati. Un bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Santa. Siamo parte della Natura. Eppure avrei voluto essere Ulisse ;-)

      Elimina
  3. Non so perchè ma mi viene in mente la definizione del Reiki. Tutto è energia. NOI SIAMO ENERGIA e interagiamo con tutte le fonti di energia che incontriamo. Colori, suoni, luce,musica, emozioni. Chi è particolarmente sensibile è consapevole di ognuno di questi fenomeni. Chi fa foto di un certo livello usa uno strumento che non è negli occhi, nelle orecchie o nei sensi, ma sta piantato dentro la propria essenza. Puoi chiamarlo "cuore" o "vera natura"... poco importano i nomi... l' importante è che c'è. ☺

    RispondiElimina