sabato 31 gennaio 2015

Troika sì/ Troika no

Tsipras, il grimaldello di Vladimir Putin per scardinare l’Ue. In cambio di miliardi

 

da qui

a mio parere il modo peggiore di vedere le cose.


Avessero vinto i fascisti di Alba Dorata?

Forse sarebbe stato più facile trovare un accordo!? (temo di sì)

 

 In November 1932, Robert Capa was just a darkroom boy working at Dephot (a famous photoagency that the time). His mentor had sent to him Copenhagen to cover a speech being given there by the exiled Russian revolutionary Leon Trotsky.

da qui

martedì 27 gennaio 2015

La Bonafé

... critica quell'obbrobrio di legge elettorale chiamata "porcellum" e della quale è padre l'esponente della lega Calderoli (bleah, pare di capire, che schifo!);
domanda: ma Calderoli (bleah, che schifo, quello delle magliette con le vignette famose, per intenderci) non è ora, ai giorni nostri l'estensore della riforma del Senato sotto il governo Renzi?
Ma come, per la legge elettorale è stato capace di realizzare un porcellum e per il Senato dovrebbe realizzare cosa, esattamente?

E' la coerenza tutta italiana, è la logica tutta italiana, che non è coerenza per tutto il resto del mondo, non è logica per tutto il resto del mondo. E' politica italiana, anche!


Bella gente italiana e moderata

Nostra patria è il mondo intero



Questa è la sensazione che mi suscita questa magnifica vittoria greca.
Il sogno, l'utopia, la possibilità che quello che viene chiamato dalla "sinistra" italiana demagogia e populismo, possa riuscire a creare un diverso modo di gestire l'economia, la finanza e la politica dell'intera Europa. Bastava guardare l'emozione con la quale i greci hanno accolto la vittoria (bello il servizio del Guardian) per capire come un sentimento così profondo, riguardante la politica, non esista proprio in Italia. Bastava guardare quello che in molti definirebbero ingenuità, esprimersi nel ballo e nel canto di Bella ciao. Noi, ormai cantiamo sempre e solo Fratelli d'Italia, nel nostro centro politico perenne è l'unico ad essere considerato politicamente corretto (insieme, forse, a Jovanotti). Da noi si fa a gara ad essere ritenuti moderati, moderati di sinistra e moderati di destra, definizioni che hanno come scopo e come risultato quello di nascondere il vuoto di idee di chi la politica dice di farla. Politica che si è ridotta ad essere ricerca di strategie per lasciar tutto immutato e immutabile sempre nell'ambito del neo-liberismo e dell'assolvimento di "compiti" imposti dagli organismi finanziari.

Con Tsipras c'era il rappresentante di Podemos, Spagna, il nostro canto Bella Ciao; a me, tutto questo, fa venire in mente che la nostra patria potrebbe finalmente essere il mondo intero, ché, diciamolo, qui, dove siamo, non riconosciamo e non veniamo riconosciuti da molti. Che qui, in Italia, quella fiducia in se stessi di cui parla Tsipras, quella creatività e quella solidarietà messa in atto da diversi organismi popolari (cioè creati autonomamente dal popolo greco), in questi anni di profonde difficoltà economiche, non riusciamo neppure più a sognarle.



Lo so, qualcuno penserà che ricorrere sempre all'immagine di Che Guevara è inopportuno e fuori tempo e fuori tema anche, in questo caso. Eppure, per me, rimane immagine di bellezza e di lotta per la realizzazione dell'impossibile.

lunedì 26 gennaio 2015

EVVIVA

"La Grecia volta pagina, si lascia alle spalle la paura, l'oppressione e l'umiliazione e va avanti con speranza e dignità: oggi abbiamo fatto la storia, l'ora della Troika è finita, facciamo sorgere il sole sulla Grecia". Sono quasi le 10.20 in Italia quando Alexis Tsipras si affaccia sulla piazza dell'Università tra le urla di migliaia di persone che lo aspettano festanti. E' il delirio. Le voci su una grande vittoria di Syriza si rincorrevano sin da metà pomeriggio: il partito, si mormorava in piazza, aveva un distacco di 10 punti sui rivali di Nea Dimokratia. 

Poi, i lunghissimi minuti prima degli exit poll alle 19. Quindi il boato, la gioia, le lacrime, i balli. Per i sostenitori di Syriza, e tutti i greci che hanno creduto alla 'Speranza' contenuta nello slogan del partito di Tsipras, questa è la notte più bella. La felicità, i pugni alzati, i canti si sentono risuonare forti al centro di Atene. E la gioia è esplosa grande anche per gli oltre 250 italiani della 'Brigata Kalimera', giunti in Grecia per sostenere i compagni di Syriza, insieme a loro in Europa ormai da anni. 


da qui






immagini da internet

domenica 25 gennaio 2015

Domenica

A uno sconosciuto

Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio io 
         ti guardo,
Devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo (mi 
         arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita 
         di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre 
         passiamo veloci uno vicino all'altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo 
         o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più
         solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua
         carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il
         mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in
         disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t'incontrerò di nuovo, non ho
         dubbi,
Devo vedere come non perderti più.

Walt Whitman


da qui





bibliomatilda's pics

venerdì 23 gennaio 2015

Da una visita alla "mia" biblioteca


 Nuvole pesanti
nel gonfio cielo d'inverno,
i ragazzi ascoltano
 

Sedie vuote
chiome di alberi mosse dal vento:
momento di pausa

Libri chiusi
silenzio attorno
- mattini d'inverno

L'ora di lezione
è finita -
passano le nuvole


Ampie finestre
contro la fredda stagione
- i colori dei libri


eh già, abbiamo accennato agli haiku e alla bellezza delle biblioteche




mercoledì 21 gennaio 2015

Assenza

Mi sono fermata.

Non so bene perché, forse un poco di scoraggiamento, forse l'inverno e questa strada in salita e forse anche la stanchezza… per carità può anche essere presto, sono qui, mi viene da dire, sono qui e mi basta, per la musica ascoltata e le parole lette, scritte da sconosciuti, scritte da amati o, in misura minore, amate… perché? non so. Forse gli appartenenti al sesso maschile mi hanno parlato di più, non so, forse anche amato di più!? Strana la vita.  Sono qui … nonostante … e  oggi piove…

conforto dei colori del mio viaggio pasquale a Torino:


 lungo il Po


in Via Po con il Jazz





martedì 13 gennaio 2015

Riepilogando

Itaca
Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l'emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa' voti che ti sia lunga la via.


E siano tanti i mattini d'estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa' scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d'ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell'Egitto,
a imparare e imparare dai sapienti.


Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell'approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all'isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t'ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.


E se la trovi povera, Itaca non t'ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un'Itaca.

Konstantinos Petrou Kavafis, da Poesie
traduzione di Filippo Maria Pontani


sabato 10 gennaio 2015

La vita e la morte

Par di capire che, nonostante tutto, questo sia un momento per te felice.
«Sì. È così. Sono sereno... Come finisce La leggenda del santo bevitore ? “Voglia Dio concedere a tutti noi, a noi bevitori, una morte tanto lieve e bella”. A tutti gli ubriaconi. Coloro che sono fuori dalle regole. Dai conformismi. L’ubriaco... Cosa fa Noè dopo avere stabilito la nuova alleanza con Dio? Pianta la vigna e prende la prima grande sbronza della storia dell’umanità. È così ubriaco che danza nudo. È amore e follia. Che ubriaca. Cosa vuol dire “prendere una cotta”? Non c’è niente di razionale, in una cotta. È un sentimento dirompente. Senza tregua. Ecco, io vivo questo momento così». 
C’è quindi una riscoperta di Dio nonostante tu insista spesso sul «non» sentirti cattolico? 
«La cosa bella di Dio è che si nasconde per farsi cercare. Perché? Perché Dio è tutto. “Ovunque tu mi cercherai io sarò”. C’è un detto fenicio, di duemila anni prima di Cristo: “Spezza un legno, solleva una pietra e io vi sarò dentro”. In ogni cosa “lui” si nasconde e tu devi avere quella capacità di scovarlo come i neri hanno la capacità, guardando un oggetto, di cercare ciò che quell’oggetto contiene come anima». 
Più ancora gli aborigeni australiani, forse... 
«Certo. L’anima delle cose. Mentre invece il bianco europeo si chiede: questa cosa quanto può valere? Uno che ragiona così non avrà mai l’incontro con l’anima del mondo. Creiamo la nostra infelicità stupidamente».

da qui

In questo periodo penso molto alla morte.
Mi piacerebbe affrontarla così, come racconta Ermanno Olmi, che in realtà è un racconto di vita, di eternità fatto da un laico, però che crede che Dio sia ovunque. E questa frase, così, esattamente così, la sentii, la prima volta da una delle consorelle di mia zia suora di clausura.
Ad una mia osservazione su come riuscissero a sopportare la mancanza di movimento all'aria aperta, di fronte al mare, al tramonto, all'orizzonte che si perde lontano, una di loro mi disse semplicemente
- Dio è ovunque - senza aggiungere altro e neppure io potei aggiungere nulla.
Siamo uomini, divini e allo stesso tempo mortali.
Mi sento di poter dire con Ermanno Olmi, amo l'Umanità, l'umanità che ci permette di amare.

Pubblico una mia fotografia scattata durante il viaggio di ritorno sulla Fi-Pi-Li, il 2 gennaio scorso, non rende molto l'emozione bellissima che mi ha dato la visione, ma posso dire che ogni mio viaggio, per breve che sia, è meraviglioso.

venerdì 9 gennaio 2015

11 settembre 2001/ 7 gennaio 2015

"Secondo Krippendorff il teatro, da Eschilo a Shakespeare, ha avuto una funzione determinante nella formazione dell'uomo occidentale perché col suo mettere sulla scena tutti i protagonisti di un conflitto, ognuno col suo punto di vista, i suoi ripensamenti e le sue possibili scelte di azione, il teatro è servito a far riflettere sul senso delle passioni e sulla inutilità della violenza che non raggiunge mai il suo fine.

Purtroppo, oggi, sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore."

dalla lettera di Tiziano Terzani in risposta al delirio nel quale cadde Oriana Fallaci all'indomani dell' 11 settembre 2001.

Mi pare che vi sia, in queste parole, più di una risposta ai fatti di questi giorni.

Nessuna risposta indubitabile, fuori da queste parole, su chi o cosa stia realmente dietro quanto avvenuto, allora come ora.
Molto simili le reazioni odierne in Europa a quelle di allora.

Io ribadisco la mia convinzione che è nell'animo dell'uomo che deve avvenire il primo passo verso una vita più giusta; e che è follia voler convincere altri ad odiare quello che uno odia o, viceversa, a venerare i propri idoli. Si dovrebbe venerare l'autonomia di pensiero, l'autonomia di azione, l'altro, in quanto eventuale fonte di nuovo sapere, di nuova conoscenza. Ecco perché dico che sono folli e inumani coloro che uccidono, non tanto la loro idea o ideologia o religione è quello che li rende tali quanto l'incapacità o l'impossibilità per loro di far crescere nella loro anima quei caratteri di umanità che non hanno avuto la fortuna, immensa, di incontrare sul loro cammino. Di chi è la responsabilità? Ancora dell'uomo. Ancora degli Stati guidati dall'uomo. L'uomo fa e disfa. C'è chi crede che nella propria azione si riveli il volere di Dio o di Allah o di non so quale altra divinità, ma è proprio lì l'errore. Ogni uomo è responsabile di quello che fa. Deve, dovrebbe rispondere alla propria coscienza. La Storia, le giornate sono piene di persone che non si attribuiscono responsabilità alcuna, succubi di qualcosa che rinunciano a contrastare. Forse è più facile uccidere un uomo o una donna che porsi di fronte a se stessi.

Per carità… sono tutte e solo riflessioni mie, perché sto cercando di capire come tutto questo sangue sia possibile, tutti questi errori si possano ripetere così tante volte, tutta questa ingiustizia non venga mai riconosciuta da coloro che la compiono…


 1948
Orson Welles
Macbeth

mercoledì 7 gennaio 2015

Je suis Charlie

JE SUIS CHARLIE

da  Carlo Klimt  ricopio e condivido


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.


 Per la libertà di satira, per la libertà di parola, 
per la libertà e basta!

Per difendere il concetto di libertà dell'essere umano
Quel concetto che ha impiegato 30 secoli per attecchire 
e sviluppare l'albero dei diritti umani 
e accendere la luce della tolleranza.

Per non ricadere nella barbarie. 
Per ricacciare indietro i fantasmi 
della brutalità e della sopraffazione


PER I MILIONI DI ESSERI UMANI 
CHE SI SONO BATTUTI E SONO MORTI
PER LA LIBERTA' DI PENSIERO E DI PAROLA.


Perchè anche questa 

è RESISTENZA


JE SUIS 

CHARLIE


e aggiungo:

l'Orrore che mi fanno le immagini che ci giungono in continuazione in questo periodo, dalla Turchia, dalla Siria, dall'Iran, dall'Iraq, da quello che avrebbe potuto essere lo Stato del Kurdistan, dallo Yemen, dal Pakistan, da tutte quelle zone nel quale l'integralismo, lo chiamano, la follia, l'ignoranza, il sadismo, la volontà di fare di ogni essere debole e stupido strumento di morte. No, non credo alla fede di nessuno di questi mostri se non in una fede che di umano non ha conservato nulla.

E' mostruosa la capacità di dare la morte in questo modo, è mostruosa la capacità di dare la morte, sempre!