venerdì 7 novembre 2014

Orientamenti e coincidenze

Parlando di Eterno Femminile, Goethe è stato uno dei pochi in Occidente a intuire il primato della dimensione materiale e relazionale dell’essere, senza per questo cadere in alcun modo nel materialismo, visto che parla di Liebe von oben, di «Amore dall’alto», traducibile anche, come fa Fortini, con «Grazia di lassù» (versi 11938-11939). Goethe stesso spiegò così a Eckermann il suo pensiero: «In questi versi è contenuta la chiave della salvezza di Faust. In lui l’attività si fa sempre più elevata e sempre più pura sino alla fine, mentre dall’alto scende in suo aiuto l’Amore eterno. Tutto ciò è in piena armonia con la nostra concezione religiosa, secondo la quale, per salvarci, le nostre forze non bastano, ma occorre anche l’intervento della grazia divina».
Qui abbiamo a che fare con una spiritualità incarnata, terrestre, corporea, a servizio della vita concreta, e tuttavia veramente spirituale, cioè orientata verso l’alto e capace di salvaguardare la gerarchia dell’essere, una spiritualità dove il secolare conflitto tra natura e grazia (segno di una visione dualista del mondo e del divino) viene superato e composto in una sintesi dinamica, segno di una visione processuale dell’essere. Si tratta di una spiritualità che nella nostra epoca germoglia in diverse parti del mondo diffondendosi sempre più, e che costituisce l’unico futuro dell’esperienza religiosa, chiamata a deporre l’intolleranza dogmatica che pretende il primato e l’esclusività (spirito maschile) e a porsi al servizio della pace e del bene del mondo (spirito femminile).
Questa prospettiva porta a considerare la forza cosmica da cui dipendiamo non come una tirannia da cui riscattarci (mediante la noluntas di Schopenhauer) o come una volontà di potenza da esercitare (mediante la Wille zur Macht di Nietzsche), ma come una dinamica cui appartenere con consapevolezza e libertà. L’amore attesta il primato della relazionalità, già la stessa sessualità ci fa capire che «non è bene che l’uomo sia solo», non lo è perché ogni essere umano è costitutivamente, nella sua stessa struttura fisica, orientato alla relazione. Tutti i viventi, tutta la vita, è essere-con e, al contempo, essere-per.
Di questa socialità originaria il pensiero maschile tende a sottolineare il conflitto (homo homini lupus), quello femminile la cooperazione e la relazionalità (homo homini deus). Così per esempio scriveva Jean-Paul Sartre a Parigi occupata dai nazisti: «Il conflitto è il senso originario dell’essere-per-altri». E così scriveva Etty Hillesum ad Amsterdam occupata dai nazisti: «Ormai si tratta semplicemente di essere buoni l’uno verso l’altro, con tutta la bontà di cui siamo capaci». (Mancuso, "Io amo")


Caravaggio
Adorazione dei pastori, 1609

5 commenti:

  1. La luce in questo quadro, in tutti i suoi quadri a dire il vero, e lo "scuro" mi hanno sempre stordita. Un po' a ricordarci le nostre esistenze ora alla luce, ora in ombra. Essere-con ed essere-per, che bello sarebbe e fortunatamente lo è, tu ci sei. Ma quante maschere.

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    1. La meraviglia per Caravaggio è la stessa. Per le maschere, credo sia la cosa che mi riesce peggio, credo sia la cosa che non ho imparato mai e, in fondo, a volte, mi dico, sono necessarie, forse. Per il resto mi inchino alla tua presenza, forte, qui da me.

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  2. Grazie mi commuovi. Dai vita al tuo post incentrato sull'amore. In una cultura sadomasochista come la nostra vuol dire molto. Neanch'io credo alle maschere. Purtroppo siamo figli dell'aggressione. Nel mondo antico c'era una cultura che puntava sull'amore, una cultura dove filosofia e matematica coesistevano. Umanesimo e scienza non era distinti. Oggi la scienza e la guerra sono organizzati intorno all'aggressività. Cito spesso il Simposio perchè credo, voglio credere, nell'uomo "armonioso". Giorni fa ho scritto un post suggerito da un film visto per caso, La storia di Adele. Un film a tema omosessuale, ma sono andata al di là di questo confine. Quello che ho percepito è stata la solitudine, l'incomunicabilità relazionale che porta alla disgregazione, all'esaltazione dell'Odi et amo di Catullo, la divisione tra desiderio e intelligenza. La nostra è una società "mercantilistica", viviamo sotto l'egida dell'economia di mercato anche nei sentimenti. Abbiamo perso di vista la "bellezza". Non siamo stati capaci di sostenere una cultura fondata sul diritto e sull'amore, ma sull'intolleranza. Per cui per quanto ci sia possibile ammiriamo le maschere, quelle del teatro, per il resto incantiamoci ad ogni piccolo spazio di "essere-con e essere-per". Un abbraccio

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    1. Mi dispiace, parli di un film che non ho visto. Vivo nella periferia della periferia dell' "Impero"... chiamiamolo "reame" vah... . Qui non arriva nulla, o quasi. qui il conformismo non conosce antagonisti, qui, non ci sono antagonisti. Qui si è fedeli o alla tradizione, o all'Italia moderna alla Renzi... no, dai, a volte si organizzano le manifestazioni contro le basi militari, raramente. Eppure si sente l'impotenza! Dici che una volta umanesimo e scienza non erano distinti, io, pochi giorni fa, ho dovuto agitarmi di fronte ad una maschera che affermava senza esitazioni la differenza esistente tra Arte e Letteratura!!!!!!! Cose differenti, senza legami o contatti, differenti i linguaggi e quindi differenti esse. Punto e basta! Per dire! Aggressività e armonia, saperi settoriali e possibilità di creare mondi comunicanti e dialoganti e accoglienti. Ognuno è convinto di essere all'avanguardia con saperi imparati 30 anni fa e mai messi in discussione, mai coltivati, mai ampliati, capaci di sbandierare linguaggi, appunto, che neppure loro sanno quanto possano essere diventati antichi e obsoleti. I sentimenti in tutto questo? Dimenticati come "cose" appartenenti ad un'infanzia lontana. Non so, spero di non aver parlato una lingua diversa dalla tua. Ti abbraccio.

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  3. Il film l'ho visto su You Tube integrale e con sottotitoli. Se t'incuriosisce lo puoi vedere quando ti va. Concordo pienamente con te... c'è anche chi improvvisa e fa avanguardia senza "sapere" . Credo nell'esistenza del genio...ma anche alla sua rarità e cmq il genio studia parecchio :) Anche i grandi reali soffrono lo stesso male... consoliamoci.

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