martedì 18 novembre 2014

Landini, Maurizio... che io ci ho sempre creduto

Cioè: da una parte abbiamo politici inavvicinabili, chiusi ermeticamente nelle loro auto blindate o nel cerchio delle bodyguard; dall’altra, un leader che guida, che non ha paura di lanciarsi nella mischia – non per fare a botte, ma per proteggere i suoi. Davvero come in un romanzo di Steinbeck. Il tutto prontamente ripreso da parecchie telecamere. Io credo che davvero siamo in presenza di qualcosa di nuovo: una figura “politica” che riesce a infrangere il circuito smaterializzante della rappresentazione, della finzione, della riproduzione, della comunicazione fondendo (pasolinianamente, quasi, è il caso di dirlo) il corpo con la mente, con il pensiero; ricongiungendo la materialità e il progetto, riconnettendo la visione alla realtà della vita individuale e comune. E si becca infatti una bella manganellata – con tanto di sonoro schiocco – sulla mano destra mentre urla “Basta! Basta! Basta!”. E subito dopo: “Ma cosa state facendo???”. Ecco: che cosa stiamo facendo?

da alfabeta


nella manifestazione di ottobre del 2013
a Piazza del Popolo, Roma
la foto è mia

e ci ho creduto proprio per una questione di realtà o di onestà, si può anche dire, in questo caso i due concetti mi pare coincidano alla perfezione. Obiettivi chiari, azioni coerenti, forza nell'esprimersi, nessuna ricercatezza o ansia di apparire, neppure arroganza, ma determinazione e passione nel perseguire i propri ragionamenti e la fondatezza dei propri valori. Si spendono parole a capire se potrebbe o dovrebbe o vorrebbe diventare leader politico, che stupidaggine! Come lui stesso ha detto e solo gli stupidi non capiscono, lui non vuole essere "leader", e per fortuna, che di quelli ne abbiamo troppi, ma non si può non sapere che il sindacato FA politica! Cos'altro se no? Può essere invece che chi pone la domanda non abbia presente il significato della parola che usa, 'politica'; può essere che quel significato, come tanti altri, lo si sia completamente dimenticato, assuefatti ai processi degenerativi della vita pubblica e privata di questo tempo e si chiami politica la corruzione, e la violenza verbale ma diventata ora "politically correct", quella che tende ad ingannare, ad eludere, a stravolgere concetti, idee, valori.

9 commenti:

  1. anche a me piace Landini, però non posso non dirti l'impressione che mi ha fatto vederlo "imitato" (scimmiottato) da altri leader sindacali, primi fra tutti quelli della CISL e UIL (in questi giorni, la Furlan; ma prima Bonanni, eccetera). Sono cose che si imparano, in una buona scuola di recitazione; poi si va in tv e si fanno le sceneggiate, ci si mostra incazzati e indignati, ma - santo Cielo - la CISL e la UIL hanno approvato tutto, ma proprio tutto tutto tutto. CISL e UIL hanno approvato tutto, facendo le scarpe proprio a chi, come Landini, cercava invece di tutelare tutti. E questo dura da quasi vent'anni...
    La conseguenza è che in tv non si distingue più Landini dai suoi imitatori e imitatrici, tutti incazzati e indignati: nel mazzo metto anche Salvini, Grillo, tanti altri (anche Sgarbi, per esempio, che è un maestro delle false indignazioni). Uno dei modi più classici per metterlo xxx xxxx alla gente, e la gente purtroppo ci casca.

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    1. Ciao, Giuliano. Che i nostri sistemi mediatici tendano a fagocitare, inglobare e rendere innocuo qualsiasi vero sentimento di rivolta e indignazione ... operativa, diciamo così, ci puoi giurare! E' vero che la gente ci casca e spesso si "indigna"... a comando, senza neppure sapere di essere manovrata. Però Landini è inimitabile, a mio parere, ecco perché, poi, in fondo, non è troppo presente in TV. Anzi, nel momento in cui lo vedrò apparire troppo, inizierò a preoccuparmi. La sua buona fede, per esempio, è data anche dall'atteggiamento di apertura e dialogo che aveva avuto all'inizio dell'esperienza renziana, e che, infatti, mi aveva fatto temere per lui e per noi tutti, almeno per quelli che in lui hanno posto delle aspettative. Credo di aver imparato a riconoscere aldilà delle parole quei segni che fanno migliore un essere umano, più autentico, più fondato nella realtà nostra non in quella dei grandi vertici internazionali o delle speculazioni in borsa. Se non opponiamo alcuna resistenza queste ultime diventeranno sempre più capaci di determinarci, più del senso di realtà di Landini.

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  2. Che nessuno ci tocchi Landini.

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    1. Non ci provassero!!! Paura per lui, però!

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  3. Un leader, spero presto tra di noi, a portare la sinistra vera in alto...in casa giro spesso con la sua stessa felpa rossa ;)

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    1. Magari, All! Ma lo sai quale credo che sia e sarebbe la soluzione migliore? Che ognuno di noi, di sinistra, di quella sinistra vera, d'animo, facesse proprie le argomentazioni di Landini, il suo spirito di fiducia nel potere dato dal "LAVORO", la sua combattività pulita, il suo modo di vedere differente rispetto alle politiche liberiste. Credo che spesso sia anche sacrificato nei suoi interventi, vedi, per esempio ieri sera, da Floris, sacrificato ad avere a che fare con gente tipo Friedman o un'altra delle giovani deputate renziane delle quali non ricordo mai il nome ma solo l'arroganza. Mi appare in una di quelle posizioni tanto giuste da risultare, alla fine, perdenti, ma perdenti non nel senso di "sfigate", come oggi si usa la parola, ma troppo giuste per un mondo troppo sbagliato!!! :-(

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  4. oggi leggevo del senato usa e di Obama... al di là di quello che possiamo pensare su Obama, il Senato Usa rappresenta le persone che sono fieramente contrarie alla riforma sanitaria voluta da Obama (oggi gli hanno bocciato quel poco che aveva fatto per difendere la nostra privacy...). Siamo in mano a dei cani bastardi, insomma, o a delle iene - chiedo scusa ai cani bastardi, quelli veri , e anche alle iene (li uso solo come metafora molto comune). Se ci si muove verso l'aiuto al nostro prossimo, si viene bocciati dall'elettorato: hai presente la battuta di Renzi "volete tornare al 30%"... (purtroppo ha ragione, ed è una cosa che fa gelare il sangue) (molto più semplice prendere voti col razzismo e il nazionalismo) (poi hanno anche la faccia tosta di definirsi cristiani, ma il Vangelo è tutt'altra cosa dai seguaci del tea party...)

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  5. Mi piace questo entusiasmo e credo sia necessario, ma sono talmente disincantata... oramai mi sento quello seduto sulla riva del fiume che aspetta. Non che io non scelga, condanno chi si astiene, bisogna essere attivi, anche se poi il risultato non è sempre quello sperato. Ma mi ritrovo sospettosa soprattutto quando si parla di "politica". Troppo intricata la matassa e come non scendere a compromessi quando il sistema è interamente viziato?

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