mercoledì 26 novembre 2014

OTTO

Alto nel cielo il passo mio incerto
si scompone nell’ansia dei luminosi giorni.
Amo tutto di te,
persino l’acciaio
il desiderio di spazio
e il calore dei corpi che mi passano accanto.
Sono qui, pietra in forma umana che guarda
sono qui che urlo insieme al mio cuore
la forma, la bellezza, il dolore
la storia degli uomini e il mistero del tempo.
Non riesco, non posso, non oso abbastanza

non appartengo a quel mondo abituato a parlare.





Everything's mine





martedì 25 novembre 2014

"Massimo rispetto" (per Berlusca il leitmotiv era "I Comunisti")

"Vittoria netta, bravissimi @sbonaccini e @Oliverio_MarioG
Massimo rispetto per chi vuole chiacchierare.
Noi nel frattempo cambiamo l'Italia"

 (tweet di Renzi, Matteo, non so, non credo ultimo, visto che per cambiare l'Italia ne sforna a getto continuo)

tra un pò, quando qualcuno si suiciderà e, per sbaglio, i media dovessero parlarne, lui dirà:

"Massimo rispetto per chi si suicida.
Noi nel frattempo cambiamo l'Italia"

per chi si incatenerà a 100 metri d'altezza
"Massimo rispetto per chi si incatena.
Noi nel frattempo cambiamo l'Italia"

Quando qualcuno, povero,  ucciderà un altro povero, per rubargli il pane
"Massimo rispetto per chi uccide.
Noi nel frattempo cambiamo l'Italia"

E quando un marito ammazzerà la moglie perché quest'ultima avrebbe voluto partire, andare via alla ricerca di qualcosa di più bello e più vivibile, lui dirà
"Massimo rispetto per chi uccide la moglie.
Noi nel frattempo cambiamo l'Italia"

e quando le imprese continueranno a delocalizzare lasciando una marea sempre più alta di disoccupazione, lui dirà
"Massimo rispetto per chi delocalizza.
Noi nel frattempo cambiamo l'Italia"

ecc. ecc.
Lui deve apparire buono, deve apparire ragionevole e innovatore.
A me sembra matto da legare!


chiedo scusa al grande Jack, per averlo utilizzato a scopi tanto meschini

lunedì 24 novembre 2014

Il sole

«Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria Anima.
Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore.
Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.»



(Carl Gustav Jung)


Mah... mi sembra talmente scontato da apparire banale, eppure quanto è grande la distanza tra le parole e la realtà di ognuno.

E poi... sono un po' stanca di dire, altrimenti avrei raccontato, per una volta, non di un tramonto, ma di un'alba



e di come è proprio vero che domina il rosa durante quell'evento


bibliomatilda's pics

martedì 18 novembre 2014

Landini, Maurizio... che io ci ho sempre creduto

Cioè: da una parte abbiamo politici inavvicinabili, chiusi ermeticamente nelle loro auto blindate o nel cerchio delle bodyguard; dall’altra, un leader che guida, che non ha paura di lanciarsi nella mischia – non per fare a botte, ma per proteggere i suoi. Davvero come in un romanzo di Steinbeck. Il tutto prontamente ripreso da parecchie telecamere. Io credo che davvero siamo in presenza di qualcosa di nuovo: una figura “politica” che riesce a infrangere il circuito smaterializzante della rappresentazione, della finzione, della riproduzione, della comunicazione fondendo (pasolinianamente, quasi, è il caso di dirlo) il corpo con la mente, con il pensiero; ricongiungendo la materialità e il progetto, riconnettendo la visione alla realtà della vita individuale e comune. E si becca infatti una bella manganellata – con tanto di sonoro schiocco – sulla mano destra mentre urla “Basta! Basta! Basta!”. E subito dopo: “Ma cosa state facendo???”. Ecco: che cosa stiamo facendo?

da alfabeta


nella manifestazione di ottobre del 2013
a Piazza del Popolo, Roma
la foto è mia

e ci ho creduto proprio per una questione di realtà o di onestà, si può anche dire, in questo caso i due concetti mi pare coincidano alla perfezione. Obiettivi chiari, azioni coerenti, forza nell'esprimersi, nessuna ricercatezza o ansia di apparire, neppure arroganza, ma determinazione e passione nel perseguire i propri ragionamenti e la fondatezza dei propri valori. Si spendono parole a capire se potrebbe o dovrebbe o vorrebbe diventare leader politico, che stupidaggine! Come lui stesso ha detto e solo gli stupidi non capiscono, lui non vuole essere "leader", e per fortuna, che di quelli ne abbiamo troppi, ma non si può non sapere che il sindacato FA politica! Cos'altro se no? Può essere invece che chi pone la domanda non abbia presente il significato della parola che usa, 'politica'; può essere che quel significato, come tanti altri, lo si sia completamente dimenticato, assuefatti ai processi degenerativi della vita pubblica e privata di questo tempo e si chiami politica la corruzione, e la violenza verbale ma diventata ora "politically correct", quella che tende ad ingannare, ad eludere, a stravolgere concetti, idee, valori.

lunedì 17 novembre 2014

Amore


E a metà novembre arriva la pioggia.
In questo anno straordinario e uguale
dove il lasciarsi condurre è impossibile
dove le visioni sono uniche e si perdono
quando non ho paura ad affermare la nostalgia per la bellezza delle cose passate,
nonostante tutto questo buio che avvolge ogni cosa.

Questa canzone di Fabrizio De André, straordinaria.





mercoledì 12 novembre 2014

Raffaella Carrà for President

Volentieri partecipo alla campagna http://luciopicci.blogspot.it/2014/11/raffaella-carra-presidente-della.html

perché l'Italia possa finalmente assecondare il cambiamento, iniziato ma ostacolato dai poteri forti di renziana denuncia, e diventi quel paese che non è mai stato.

E poi vi ricordate quanto era carina da giovane?


 

lunedì 10 novembre 2014

Un minuto

Se un minuto durasse una giornata
come nel mio antico orologio sbandato
avremmo la pelle più chiara
e maggiori le opere realizzate.
Potremmo restare a contemplare
l'attimo che diventa ora
e la contemplazione equivarrebbe
a un intero poema ascoltato in un'ombra
ancora a noi lontana.
Lo so, in quell'attimo potrei stancarmi
di te, perché un'ora è un'ora e
alla fine, passa anch'essa.
E invece sono qui a chiedermi
dove sono andate le stagioni infinite
le domande senza risposta
e i nostri abbracci che temevo di non meritare.



sabato 8 novembre 2014

A

e dicevi parole simili alle mie
e mi sei stato accanto
e il corpo non era differente dall'anima
e respiravo i colori che dipingevi
respirando il tuo odore
e le linee erano quelle morbide
tracciate dalle tue mani su di me.
Estati solitarie, assolate e ventose
quelle di sempre
gli inverni resi miti dai tuoi arrivi,
i rossi tramonti di novembre
e i riflessi della luce sul lago
raccontavi di come ti riportassero a me.




Nudo seduto su un divano
Amedeo Modigliani
1917



venerdì 7 novembre 2014

Orientamenti e coincidenze

Parlando di Eterno Femminile, Goethe è stato uno dei pochi in Occidente a intuire il primato della dimensione materiale e relazionale dell’essere, senza per questo cadere in alcun modo nel materialismo, visto che parla di Liebe von oben, di «Amore dall’alto», traducibile anche, come fa Fortini, con «Grazia di lassù» (versi 11938-11939). Goethe stesso spiegò così a Eckermann il suo pensiero: «In questi versi è contenuta la chiave della salvezza di Faust. In lui l’attività si fa sempre più elevata e sempre più pura sino alla fine, mentre dall’alto scende in suo aiuto l’Amore eterno. Tutto ciò è in piena armonia con la nostra concezione religiosa, secondo la quale, per salvarci, le nostre forze non bastano, ma occorre anche l’intervento della grazia divina».
Qui abbiamo a che fare con una spiritualità incarnata, terrestre, corporea, a servizio della vita concreta, e tuttavia veramente spirituale, cioè orientata verso l’alto e capace di salvaguardare la gerarchia dell’essere, una spiritualità dove il secolare conflitto tra natura e grazia (segno di una visione dualista del mondo e del divino) viene superato e composto in una sintesi dinamica, segno di una visione processuale dell’essere. Si tratta di una spiritualità che nella nostra epoca germoglia in diverse parti del mondo diffondendosi sempre più, e che costituisce l’unico futuro dell’esperienza religiosa, chiamata a deporre l’intolleranza dogmatica che pretende il primato e l’esclusività (spirito maschile) e a porsi al servizio della pace e del bene del mondo (spirito femminile).
Questa prospettiva porta a considerare la forza cosmica da cui dipendiamo non come una tirannia da cui riscattarci (mediante la noluntas di Schopenhauer) o come una volontà di potenza da esercitare (mediante la Wille zur Macht di Nietzsche), ma come una dinamica cui appartenere con consapevolezza e libertà. L’amore attesta il primato della relazionalità, già la stessa sessualità ci fa capire che «non è bene che l’uomo sia solo», non lo è perché ogni essere umano è costitutivamente, nella sua stessa struttura fisica, orientato alla relazione. Tutti i viventi, tutta la vita, è essere-con e, al contempo, essere-per.
Di questa socialità originaria il pensiero maschile tende a sottolineare il conflitto (homo homini lupus), quello femminile la cooperazione e la relazionalità (homo homini deus). Così per esempio scriveva Jean-Paul Sartre a Parigi occupata dai nazisti: «Il conflitto è il senso originario dell’essere-per-altri». E così scriveva Etty Hillesum ad Amsterdam occupata dai nazisti: «Ormai si tratta semplicemente di essere buoni l’uno verso l’altro, con tutta la bontà di cui siamo capaci». (Mancuso, "Io amo")


Caravaggio
Adorazione dei pastori, 1609

domenica 2 novembre 2014