domenica 26 ottobre 2014

In questi primi giorni di autunno

tra noi e l'aria fresca
tra noi e i colori che cambiano
tra noi e il tempo che modifica
tra noi e i nostri altri
tra noi e gli assoluti altri
nei nostri passi,
nelle nostre azioni
negli occhi
e nelle narici
si insinuano
mondi
ed entità intangibili
come un'immagine
nota e nuova


e io le amo tutte queste immagini


amo della mia vita eventi che si ripetono,
non per abitudine ma perché sono parte di essa,
come il respiro e l'acqua da bere


amo che mi vengano in mente poesie dimenticate
e a volte mi spiace non trovare il tempo per conoscerne di nuove


il caos delle nuvole e la calma del mare dopo la tempesta


Quando ero ragazza leggevo spesso questa:

Louise Smith

Herbert  ruppe il nostro fidanzamento di otto anni
quando Annabella ritornò al villaggio
dal collegio, ahimè!
Se avessi rispettato il mio amore, forse sarebbe diventato un bel dolore -
chi sa? - riempiendomi la vita di profumo.
Ma io lo torturai, lo avvelenai,
lo accecai, ed esso si mutò in odio -
edera mortale invece che clematide.
E l'anima cadde dal suo sostegno,
i suoi viticci s'intricarono in rovina.
Non lasciate la volontà farvi da giardiniere nell'anima,
a meno che siate sicuri
ch'essa è più saggia dell'anima vostra.





e questa, anche se è un tutt'uno:

Herbert Marshall

Tutto il tuo dolore, Louise, e il tuo odio per me
nacquero dalla tua illusione, che fosse leggerezza
di spirito e disprezzo dei diritti della tua anima
ciò che mi fece volgere ad Annabella e abbandonarti.
In realtà tu prendesti ad odiarmi per amor mio,
poiché ero la gioia della tua anima,
formato e temprato
per risolverti la vita, e non volli.
Ma tu eri la mia disgrazia. Se tu fossi stata
la mia gioia, non mi sarei forse attaccato a te?
Questo è il dolore della vita:
che si può essere felici solo in due;
e i nostri cuori rispondono a stelle
che non voglion saperne di noi.



bibliomatilda's pics
poems by Edgar Lee Masters
Antologia di Spoon River
a cura di Fernanda Pivano
Einaudi, Torino, 1971

2 commenti:

  1. Lee Masters... tra terra e cielo, come le tue bellissime immagini. E "tra"... noi, noi con i nostri ma, se, forse, quando, allora, dove... una sfilza. Poi continuo a leggerti, leggo le cose che ami, un piccolo pezzo di te, il respiro... l'acqua, le cose semplici. E mi viene voglia di camminare. Grazie. Un sorriso lieve, una carezza... voglia di piccole cose.

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    1. Grazie, carissima, grazie a te. Sì, le piccole, perché di grandi, agli esseri umani "normali", ne accadono poche. Eppure sono grandi, poiché in quei momenti, del camminare, ad esempio, si riscoprono origini e sangue, legami e motivazioni. Un sorriso bellissimo per te!

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