sabato 4 ottobre 2014

Avrei così tante cose da dire

che potrei anche tacere, lo so.

Il tempo atmosferico, ad esempio, SPLENDIDO, bellissimo, con sole e nuvole, tra il grigio e l'azzurro, i CREPUSCOLI, lunghi come in questo periodo non ne vediamo mai. Iniziano piano, un'ombra, la luce che si sposta, piano, ma piano che uno pensa - e allora? come mai tutta questa luce ancora qui? - in estate basta un attimo, prima c'è un fulgore accecante, un'attimo dopo il buio. Ora invece l'ombra ti chiama ma è troppo mischiata alla luce e la confondi con essa... però non è questo, o meglio, anche, ma non tutto, non solo.

La giornata, 4 ottobre, San Francesco, sarebbe stato l'onomastico di mio padre che quest'anno avrebbe compiuto 100 anni!!!!!!!!!!!! La vita, strana, la morte se riusciamo a pensarli, a parlarne, ad amarli rendiamo eterni quelli che ci hanno dato questa vita e che la morte, questa stranissima sorella, si è portata via.

Il lavoro: il 4 ottobre di .... anni fa ho iniziato a lavorare nella scuola. Auguri, Tizi, un abbraccio e una vigorosa stretta di mano! Ero giovane, come adesso, no, di più! Ero bella, come adesso, no, molto di più. Insegnante. Caspita!

Ora lavoro in una biblioteca scolastica, in Italia, quella di cui, secondo Renzi, si ha una gran fame nel mondo, detesto abbinare il bello e il brutto (la mia vita e Renzi)... ma tant'è:


questa che potete ammirare qui sopra è una biblioteca scolastica della cittadina di Selfoss, Islanda;

questo è uno degli angoli migliori di una biblioteca scolastica italiana ai giorni nostri:


per dire... la luce del paese del sole (Italy) e quella delle aurore boreali.
Non so perché, ma mi viene da piangere.

2 commenti:

  1. una volta o due ho raccontato un piccolo aneddoto di vita vissuta, anche su un blog, ma me lo hanno snobbato; a me invece sembra significativo: alle medie, dopo la trasmissione in tv del film tratto da Fahrenheit 451, un mio compagno di classe era estasiato al pensiero che si bruciassero i libri. Era l'unica cosa che lo aveva colpito, basta con i libri, vietare i libri, il paradiso in terra. Lo stesso che, quando il professore dava da leggere i libri della biblioteca scolastica, sceglieva con cura "quello più corto", meno pagine c'erano e più era contento. Poi ha fatto una vita da brava persona, s'intende, ma questa cosa mi è rimasta dentro, perché non era affatto l'unico a pensarla così. In questi anni, poi, li abbiamo avuti come ministri, presidenti di regione, assessori, sindaci... Leggere un libro, per loro, è penoso.
    Quando adesso sento dire "l'agenda elettronica", "ebook", penso che in realtà continueranno a leggere le persone che sono già abituate a leggere i libri. Degli altri, temo che finiranno col pensarla come il mio antico compagno di classe. Magari tu hai motivi di essere più ottimista, ma io vivo in terra tremontiana-bossian-maroniana...

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    1. Oh bella!!!!! Magari ne avessi motivi per un maggiore ottimismo!!! Che dici, Giuliano? Non voglio accrescere il tuo di pessimismo, ma sappi che al giorno d'oggi le scuole, e molti di coloro che ci lavorano dentro come insegnanti, hanno completamente abdicato (con le dovute eccezioni, sempre) al loro ruolo e si comportano un poco come la "nostra" sinistra che insegue la destra nel distruggere i valori che sino ad allora l'avevano sostenuta e dato ragione di essere; gli insegnanti seguono le inclinazioni degli alunni, così oggi sono molti gli studenti che entrando in biblioteca ti dicono che vorrebbero leggere un libro purché di poche pagine e perché l'insegnante glielo ha "imposto", ma anche gli insegnanti ti dicono che va meglio così, che leggere i best sellers sarà senz'altro meglio che leggere i classici e loro stessi leggono solo quelli :-(... e persino il numero di pagine è un criterio di scelta per tutti!

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