giovedì 31 luglio 2014

Zoom

Cammino, a volte, sola
su strade all'improvviso deserte
nel ronzio di cieli gonfi
e livide nuvole scarlatte.

Varco, allora, una soglia
sconosciuta e nota,
un'istante
dove silenzio e carminio
dilatano il mio essere
mortale.



photo's mine

giovedì 24 luglio 2014

Renzi

ha accolto insieme alla moglie (?) e alla ministra degli esteri, Mogherini, (la muta, qualcuno l'ha già chiamata) Meriam Ibrahim Ishag, la giovane donna sudanese condannata a morte nel suo paese per apostasia.  Il tg 3 delle 14.20 ha aperto con questa notiziona! Renzi, Mogherini, e moglie del premier schierati con sorrisi. La giovane donna partirà al più presto per gli Stati Uniti, nella cui ambasciata pare avesse trovato asilo. L'Italia, viene da pensare, ci entrava a dire poco, nulla, giusto uno scalo, giusto il viceministro da guida per le poche ore in Italy.




All'ONU, l'Italia si è astenuta sulla votazione per l'istituzione di una commissione d'inchiesta volta a stabilire l'esistenza di crimini contro l'umanità compiuti da Israele nella striscia di Gaza.

Non è che il giovane premier rottamatore tende a strumentalizzare??!!!




Due mondi diversi.
Dal primo, attraverso una vicenda individuale si prende tutto ciò che si può, per sé, per la propria immagine.
Dal secondo tutto quello che sanno fare è prendere le distanze.

martedì 15 luglio 2014

No, non dimentico nulla...

però, ogni tanto mi fa bene leggere cose così... e mi ci ritrovo e ritrovo quelli che non ci si ritrovano, ma riesco a pensarli senza rabbia, in questi tempi di necessario ma calpestato pacifismo:

"[..] va indicati un sentimento umano, che reca un essenziale impulso di liberazione del pensiero dall'influenza luciferica. Tale sentimento è la gratitudine. L'assenza di questo sentimento è alla base di tute le malattie del sistema nervoso.
La gratitudine è, infatti, in sé sostanzialmente pensiero puro, che reca l'accordo del pensare con le forze profonde del sentore e del volere.
Il riesaminare la storia della propria vita e il rendersi conto di quanto si deve agli altri per ciò che si vale ora, il rievocare determinati esseri da cui si è ricevuto aiuto morale o pratico, il ristabilire mediante il ricordo il rapporto di riconoscenza con coloro che sono all'origine di mutamenti decisivi nella nostra vita: significa ristabilire una condizione di verità dell'anima che si era necessariamente deteriorata. Significa connettere l'anima con le proprie forze originarie: cioè congiungersi con il contenuto benefico del karma, e sollecitarne la continuità.
Il sentimento della gratitudine reca virtù terapeutica, perché risveglia mediante il ricordo le forze estrasoggettive dell'anima: che sono le forze di profondità dell'Io, normalmente operanti mediante il karma. L'esercizio della gratitudine, come meditazione, libera l'anima dai vincoli sottili della malvagità, in quanto realizza la connessione con l'elemento di perennità delle altrui anime: in realtà il Divino cerca il Divino da anima a anima.
Scoprire il celato elemento della ingratitudine verso chi ci ha aiutati o illuminati , significa aprire il varco alla più intima potenza di Luce. L'ingratitudine è in effetto la celata avversione dell'ente ahrimanico verso chi ha cooperato al risveglio della vita interiore. Sbloccare il sentimento della gratitudine è un'operazione essenzialmente logica, perché ristabilisce la connessione interrotta tra la coscienza e il suo fondamento sovrasensibile. La connessione ristabilita è la forza della guarigione.
L'esercizio della gratitudine diviene particolarmente rigeneratore della vita dell'anima, quando, in riferimento alla medesima persona, deve lottare contro sentimenti di accusa o di rancore. Questi sentimenti vanno eliminati come non rispondenti alla verace natura dell'anima, ma soprattutto non rispondenti alla realtà interiore della persona in questione: realtà verso la quale unico veicolo dell'anima è la gratitudine. Ciò che di buono ci è venuto da un altro essere, ci congiunge con la sua verità: non si verifica l'opposto. Occorre in tal senso rivedere i rapporti umani trascorsi, per scoprire stati di menzogna che ci impediscono di trovare la connessione di verità con gli altri: la vera socialità, il germe della guarigione. Non v'è individuo incontrato nell'esistenza, a cui non si debba gratitudine per un dono, sia pure minimo, ricevuto. Il vero rapporto con l'altro è questo. Il problema sociale ha, alla base delle sue soluzioni tecniche, questo sentimento.
Ma, oltre a creature umane verso cui restaurare la gratitudine, esistono avvenimenti o occasioni di destino, cui si debbono i mutamenti benefici della propria vita: rispetto ai quali è suscettibile il più efficace sentimento di gratitudine: quello che essenzialmente postula nell'umano il Superumano. Qui s'incontra la fonte stessa delle forze guaritrici, perché sollecita La connessione dell'Io con l'Io superiore. In tale direzione il sentimento di gratitudine può essere esteso a tutto ciò che quotidianamente ci viene incontro a facilitarci il compito dell'esistenza: a tutti i mezzi necessari allo scorrimento della vita, che troviamo a nostra disposizione e a cui ha operato l'umanità precedente. Di tutto quello di cui fruiamo durante il giorno per continuare l'esperienza umana, dobbiamo essere grati a coloro che hanno operato prima di noi, così come a coloro che nel presente quotidianamente operano.
L'assenza di un sentimento di gratitudine sia verso gli uomini sia verso il creato- il mondi minerale, il vegetale, l'animale - che è a nostra disposizione, è in effetto uno stato di menzogna, di cui è essenziale guarire.
La gratitudine riguarda soprattutto il passato, cioè la connessione karmica. Non v'è connessione karmica che non si svolga per il nostro cammino interiore, cioè secondo il sacrificio altrui per noi e il sacrificio nostro per gli altri soltanto la conoscenza però dà modo di penetrare nel segreto di tale connessione. La conoscenza diviene riconoscenza. La riconoscenza, come gratitudine, è una scaturigine di guarigione, perché è il sentimento della verità: la condizione in cui il sentimento si libera dall'influsso soggettivo che gli è inevitabile e che è all'origine della sordità del corpo eterico rispetto alla propria funzione ritmizzatrice.
Il sentimento della gratitudine, come riconoscimento del sacrificio in funzione della fraternità umana, non solo rianima di vita ritmica il corpo eterico, ma irradia nel Macrocosmo, da cui viene assunto e rinviato come forza modificatrice del destino umano, secondo il suo segreto nucleo divino.
Contrastare, nei confronti dell'altro, il proprio sentimento di condanna o di accusa, trovare giustificazioni concrete, originarie, del suo operato, scoprire motivi di gratitudine nei suoi riguardi, significa operare secondo l'attitudine reale dell'Io: aprire il varco alle forze di verità edificatrici della vita.
Naturalmente qui ci si riferisce a un livello puramente interiore, indipendente da quello necessario alle leggi umane per la salvaguardia giuridicamente convenuta della relazione sociale, rispetto a coloro che contravvengono ad essa: questi livelli non vanno confusi.
Divengono terapeuti mistici, capaci di operare guarigioni prodigiose in nome del Logos, coloro che giungono a tale trasparenza interiore, da avvertire la segreta gratitudine verso tutto e da poter rispondere con un atto di conoscenza, e perciò di amore, agli attacchi dello spirito di malvagità, come a qualsiasi forma di insidia dello Spirito della Menzogna."
Massimo Scaligero -
da "Guarire con il Pensiero" - Edizioni Mediterranee



la foto è mia

domenica 13 luglio 2014

Ma io sono stato...

ma io sono stato
dove tu mai








questa è la spiaggia delle meraviglie.

E la canzone, la ricordate?

Io non ricordo che occhi avevi
....
ma io sono stato,
ma io sono stato,
dove tu mai


tutte le foto sono mie

Quel che è


“Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.”


Charles Bukowski
Il capitano è fuori a pranzo
Tradotto da Andrea Buzzi
Feltrinelli - I Canguri, 2000



martedì 8 luglio 2014

Ai confini della realtà






Leggo su Wikipedia che la serie televisiva americana inizia sulla CBS nell'ottobre del 1959.
In Italia i primi episodi furono trasmessi nel 1962, io avevo tre anni e forse era davvero troppo presto perché guardassi e capissi, però io questa serie la ricordo. Ricordo la sensazione di panico e attrazione, la fascinazione del mistero, la bellezza delle parole iniziali

« C'è una quinta dimensione oltre a quelle che l'uomo già conosce; è senza limiti come l'infinito e senza tempo come l'eternità; è la regione intermedia tra la luce e l'oscurità, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere: è la regione dell'immaginazione, una regione che potrebbe trovarsi "Ai confini della realtà". »

pronunciate dalla voce fuori campo che ci invita a riflettere su avvenimenti inspiegabili accaduti a persone come noi, a bambini o anziani, a giovani coppie o maturi coniugi, a "maestrine" o attempate professoresse, a bibliotecarie occhialute e tristi, a uomini forti, apparentemente, sino al momento nel quale si trovano in zona.

C'è il mistero e l'immaginazione, la pietà e il coraggio di guardare là dove non sempre è ritenuto lecito.
Bello!
Ritrovo la mia infanzia e la mia sensibilità agli albori.

Di quando la TV informava e formava, di quando le parole, forse perché ancora infantili, riuscivano a significare, a dare senso, a far immaginare, appunto, e i confini della realtà erano ben separati da quella che invece dovevamo e volevamo e ci conveniva considerare la realtà. Allora tutto appariva convergere verso una zona condivisa, nel quale era possibile ri-trovarsi non soli.

Mi piacciono queste rare idee, persino quando provengono dalla RAI, che in questi giorni estivi ritrasmette la serie TV; che poi abbiano sempre a che fare con il passato deve essere anche questo uno di quei fenomeni che accadono 




AI CONFINI DELLA REALTÀ








Età della vita

Leggendo, distrattamente, delle ultime vicende di riforme costituzionali, lo dico e lo scrivo minuscolo, perchè il metodo e il contenuto di queste "riforme" altro  non meritano, vedo che il presidente Napolitano, ha, incurante del dibattito (se dibattito può essere chiamato) in corso in Parlamento e nelle Commissioni sulla "riforma", appunto, del Senato, il presidente ha sollecitato, dicevo, maggiore celerità e una immediata conclusione dell'iter, in quanto l'Italia, pare, non possa far a meno di detta riforma per sopravvivere.

Due esempi, ho pensato, il nostro presidente della repubblica e il nostro premier, di come i quasi estremi dell'età umana non possano dirsi rientrare sempre in quelle categorie che per luogo comune si identificano con esse, la Saggezza abbinata alla vecchiaia, e la Lungimiranza abbinata alla giovinezza.

Prepotenti e capricciosi, mi appaiono entrambi, premier e presidente. In politica autoritari e stupidi a non vedere quanto poco bene porteranno quelle riforme che paiono in questo momento fatte apposta per salvare ancora la politica corrotta.