lunedì 16 giugno 2014

Stabilità e paste della domenica

No, guardate, non mi piace troppo associare il bello al decisamente brutto. Le paste della domenica, per me, hanno una valenza poetica, dalla quale si sprigionano ricordi di profumi di crema, zucchero a velo, panna e frutta, aromi di alchermes e pan di Spagna. Il profumo più bello di tutti, quello di mio padre che rientrava dalle sue uscite domenicali del mattino, ad incontrare i suoi amici, al bar della piazza, la sua aria contenta e curiosa di trovare il mio sorriso nello scartare quel magico vassoio colorato di dolcezze, le sue guance accaldate, il suo, di sorriso.

Gli è che, per dirla in dialetto non mio, stamane, mentre andavo a far visita a mia madre, e, prima, a comprare un vassoio di paste, appunto, nella più rinomata pasticceria della mia città, per potergliene far dono, mi è venuta in mente questa idea della "STABILITÀ".

Ma vi rendete conto?

Dicono dell'Italia come un paese instabile!!!!
Instabile l'Italia?

Sarò completamente cretina ma a me l'Italia appare come un paese eccessivamente STABILE.

Il "sistema" Italia regge... almeno da dopoguerra ad oggi. Regge egregiamente come sistema, si deteriora come società... ma il sistema va alla grande.

Insomma, perché ho avuto un pensiero così complicato?

O per quale motivo si è riaffacciato alla mente?

Facile, facile... mia madre, 87 anni di età, ama leggere i giornali berlusconiani... eh va beh... mica siamo fanatici, a 87 anni si vuol leggere il gossip, che fai lo neghi?

La stabilità mi è venuta in mente nel guardare la copertina di quel giornale di gossip... indovinate un poco?

Lei, chiamata dal redattore del servizio, Lady Renzi.

Oh... Jesus!!!!!!!!!!

Bikini bianco, un bel fondoschiena, non eccessivo, per carità, non troppo magro o deforme... no, giusto! Giusto per il nostro giovane premier, quello, l'unico del 41 %. Quello, l'unico, sotto i quarant'anni. La moglie/mamma, bella, giovane e attenta a prole e marito, allegra, ma non troppo, bella, ma non troppo. L'Italia riacquista, con il nostro giovane premier, il suo posto nella rispettabilità borghese, quella senza urla, quella appena appena progressista, quella che non si fa scrupolo di usare parole grosse come "rivoluzione" o "lotta alla corruzione" o ancora "nulla sarà più come prima" (!). Quella "pulita" e vincente. Da portare in chiesa alla domenica mattina. Quella che i riti sono tutti sociali e che niente ha da ricordare con nostalgia e struggimento. Quella che ci si riconosce tutti nell'essere arrivati a posizioni invidiabili e ben remunerate. Quella che fermare il cambiamento del "tutto cambia perché nulla cambi" è sovversivo, da "gufi", da perdenti. Quella che si fa paladina dei diritti dei disabili, a parole, cogliendo l'occasione data da altre parole volate libere a sproposito o a proposito. È pronta questa nuova generazione del cambiamento assoluto sulla ribalta, molti corpi e volti giovani e freschi, e il vecchio e corrotto tenuto  nel retroscena, destinato a incarichi che sono completamente sconosciuti alla maggioranza delle persone, ma decisivi per il mantenimento del sistema, appunto.
La stabilità è affermata e confermata, tra i vari elementi, anche dalla voce sola con la quale parlano media e politica.
Letta Enrico era un blando tentativo, non poteva parlare di "rivoluzione", tra le qualità o i difetti gli mancava quello dell'affabulatore. Ce lo vedete Letta parlare come Renzi? Con quella sua aria rigida e controllata, con quel peso che sembrava portare costantemente sulle spalle, rappresentato dall'Istituzione che incarnava? Impossibile. Neppure con un lavaggio del cervello avrebbero potuto indurlo a saltellare tra toni autoritari e svaghi alla Maria De Filippi. I sorrisi e le battute di Renzi ricordano al popolo italiano altri sorrisi e altre battute... ci pensate? a questo punto neppure Se non ora quando? potrebbe e potrà più protestare per una mancata rappresentanza politica delle donne. E che donne... la ministra Boschi, la Madia, la Guidi allo sviluppo economico, quella delle delocalizzazioni, mica per il risparmio delle imprese, macché, per l'incontro con altri mercati... e la disoccupazione italiana... beh... fatti loro, dei disoccupati. Così, sempre la ministra Guidi, invita ogni disoccupato ad essere imprenditore di se stesso! Che donna! Che Ministro! Vera imprenditrice e non da ora! Manifesterà più il movimento? Forse l' "ora" è arrivato? Con tutte queste belle e capaci donne al governo? Minaccerà ancora la stabilità dell'Italia?

L'unico sovversivo della stabilità italiana, nel nostro panorama politico da cinquant'anni a questa parte, paradossalmente, appare proprio Silvio Berlusconi, no, non del sistema bensì nell'estremizzazione dell'ipocrisia italiana. Talmente estremizzata che risultava inguardabile persino da tutti i coinvolti.
Con Renzi siamo ritornati nel Soft, nello sfumato, nel cambio tutto, appunto, perché tutto rimanga come prima.


Paolo T. Fiume: Siamo qui in Piazza Montecitorio in attesa di una personalità che in questi giorni è al centro di vivaci polemiche e sconcertanti interrogativi. Oh ma, eccolo. Signor Ministro mi consenta alcune domande per conto di Tg3.
Ministro: Purché si sbrighi, per favore.
Paolo T. Fiume: Lei è al corrente delle gravi accuse che le sono state mosse riguardo ai fondi sottratti alle mense degli orfani? Si parla di duecento miliardi.
Ministro: Certo, certo che ne sono al corrente.
Paolo T. Fiume: Ecco, e non crede che sarebbe opportuno in attesa di conoscere la verità, di dare le immediate dimissioni dalla sua alta carica?
Ministro: Giovanotto, dimettermi mai. Questa sarebbe una mossa sbagliata.
Paolo T. Fiume: Lei vorrebbe dire che le sue dimissioni sarebbero un implicito riconoscimento delle accuse?
Ministro: Ma no, no, io non mi dimetto per combattere la mia battaglia da una posizione di privilegio! Dal mio posto posso agevolmente controllare l'inchiesta, inquinare le prove, corrompere i testimoni, posso insomma fuorviare il corso della giustizia.
Paolo T. Fiume: Onorevole ma non è irregolare? Dico, contro la legge?
Ministro: Ah, no giovanotto. Io le leggi le rispetto e soprattutto la legge del più forte! E siccome in questo momento io sono il più forte, intendo approfittarne, è mio dovere precipuo.
Paolo T. Fiume: Ma dovere verso chi, scusi?
Ministro: Ma verso l'elettorato che mi ha dato il voto per ottenere da me posti, licenze, permessi, appalti, perché li spalleggi in evasioni fiscali, in amministrazioni di fondi neri, crolli di dighe mal costruite, scandali, ricatti, contrabbando di valuta!
Paolo T. Fiume: Scusi ma... ma che cacchio sta dicendo?
Ministro: Io sto dicendo che l'elettorato vede in me un prevaricatore. Se invece voleva scegliere un uomo probo, onesto e per bene, ma che dava i voti a me? Addio ragazzo.

 dialogo tratto da
Signore e signori, buonanotte! 
Italia, 1976





2 commenti:

  1. Analisi perfetta!
    In effetti, il gattopardismo regna alla grande...
    Secondo me, questo accade perché come italiani manchiamo totalmente di memoria storica, politica, di sensibilità sociale e la cultura, per noi, è quella cosa con cui non si mangia (Tremonti docet!).
    Renzi ed il renzismo rappresentano quel miscuglio di aggressività post-craxiana e di buonismo e solidarismo di sinistra-ma-non-troppo, che funesta l'Italia da circa 30 anni.
    Purtroppo, a costo di sembrare uno snob, devo dire che il male risiede in buona parte nel nostro popolo: che ben lungi dal battersi per un cambiamento reale e radicale dell'esistente, esalta chi gli rifila panem et circenses.
    Perciò, ancor prima che politicamente, una VERA sinistra dovrà cercare di ricostruire gli italiani moralmente e culturalmente. E questo compito spetterà agli intellettuali, agli artisti, agli insegnanti, agli scienziati, agli operatori della cultura...
    Purtroppo, da questo punto di vista, perfino la vera sinistra (che per quanto minoritaria esiste ancora) non dimostra sempre piena visione del problema.
    Comunque, come diceva Gramsci, per la maggior parte degli italiani, la libertà è solo quella di "grattarsi la rogna al sole." Essi non conoscono le leggi fondamentali dello Stato, pensano che che il diritto sia privilegio e che ciò che spetti loro appunto di diritto, arrivi loro come regalo o come favore...
    Beh, meglio chiuderla qui. Oggi ho proprio il dente avvelenato, perciò scusa la lunghezza.
    Un caro saluto!
    Riccardo

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    1. "Io sto dicendo che l'elettorato vede in me un prevaricatore. Se invece voleva scegliere un uomo probo, onesto e per bene, ma che dava i voti a me? Addio ragazzo." erano gli anni settanta! nulla, amico Riccardo, nulla è cambiato, anzi... se Berlusca era la parodia di se stesso, e gli italiani lo votavano, Renzi è la parodia del detentore di idee nuove e rivoluzionarie. Istituzionalizzando il desiderio, il dissenso, la necessità per gli umani di dignità e benessere, di diritti e financo doveri, svuotano di senso tutto, tutto quello che pieno di senso e ce lo ributtano indietro privo di pericolo per loro e pericolosissimo per noi!

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