sabato 28 giugno 2014

Le tante morti

Sarei potuta morire
dopo giorni e giorni di coma
nei quali i risvegli seguivano
le morti momentanee
destinate al definitivo.
Privilegio anch'esso,
raro,
solo impossibile da raccontare.

Sarei potuta morire
per un'ultima percossa
dopo anni di maltrattamenti
violenze subite in silenzio
e provando vergogna
per il bello che avevo osato immaginare
nella giovinezza lontana.

Sarei potuta morire,
peggio,
convinta ancora che l'uomo al quale
mi donavo,
mi amasse,
o, almeno, non provasse tanto odio
da uccidermi.

Avrebbe potuto essere istantanea,
grazie a Dio,
quella morte,
di coltello,
più raro,
di arma da fuoco.

Avrebbe potuto essere
lenta e orribile,
quella morte inflittami,
che per viltà,
stupidità
o paura,
la si era data solamente a metà
o per un terzo
o, purtroppo, ancora meno.

Ero e non ero
in quegli attimi
sentivo e non sentivo
respiravo
un'aria sconosciuta
che troppo tardi diventava
terra.

Niente di tutto questo,
invece.

Solo la capacità di vedere

A volte


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