mercoledì 11 giugno 2014

Chi è cosciente è disperato

E' stato detto [...] che la decadenza è oggi la roccaforte entro cui si rifugiano "i migliori". Decadenza è un termine che racchiude i differenti aspetti di una crisi: vitalismo, gesto, ecc., e poi alienazione, angoscia e altre parole magiche che fanno il giro di tutte le bocche dal Sud Africa al Giappone, alla Germania, da dovunque a dovunque.
E' vero che i "migliori" sono chiusi in questa roccaforte. Ma non sono certo che "i migliori" come categoria, come livello, siano oggi ciò che conta di più. Credo, anzi, che i pittori (o i poeti, musicisti ecc.) che contano davvero, dai quali può uscire qualcosa di decisivo, non si trovano tra i migliori. Sono coloro che si ribellano al "livello dei migliori" e contro di essi sentono una sacrosanta ostilità, e voltano loro le spalle. Può darsi che questi siano dei pittori impuri, confusi, contraddittorii. Ma sono coloro che escono fuori dalla roccaforte e accettano il rischio di essere controcorrente rispetto alla "situazione culturale" : coloro che si buttano nella ricerca vera petto a petto con la realtà, con il mondo come è e non con "la cultura". Essi non appartengono al clan dei "migliori", ma sono certo i più veri, i più umani, i più intelligenti, i più solitari, i più disinteressati. Una tale ribellione esige forza d'animo, e non si esplica in parole, gesti, particolari modi di vestire, ma in un'azione cosciente lunga conseguente di esplorazione del proprio petto, per capire che cosa il mondo chiede. Si dice che il pittore "interroga il mondo". Non è esatto: il pittore è interrogato dal mondo e gli tocca rispondere. Solo chi è cosciente e disperato e si butta giù dalle mura della roccaforte, nelle braccia dell'uomo, può salvarsi.

(Renato Guttuso, testo in catalogo della personale allo Stedelijk Museum di Amsterdam, 1962)





Ritratto di Mimise con cappello rosso
1940
Renato Guttuso

2 commenti:

  1. " il pittore è interrogato dal mondo e gli tocca rispondere. Solo chi è cosciente e disperato e si butta giù dalle mura della roccaforte, nelle braccia dell'uomo, può salvarsi"

    Concordo completamente.
    Eppure non so se questo permetterà a qualcuno di salvarsi

    Ciò che mi sembra di capire però è che per l'artista o per la persona sensibile
    essere cosciente equivale oggi anche ad essere disperato, e proprio per questo a cercare di buttarsi nella costruzione di un uomo migliore, di una umanità più completa
    Di riaprire la strada ad un Umanesimo post industriale e post-ideologico

    Di superare la visione unilaterale del Potere e di quelli che governano il mondo e pretendono di "riformarlo" in nome del solo profitto.

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    1. Forse la salvezza arriva ogni volta che sentiamo, quelli che lo vogliono sentire, che lo desiderano nel più profondo, che un altro essere umano ci guarda, ci vede, ci ascolta. Chi è cosciente ne ha bisogno come dell'acqua e dell'aria. Creare quel contatto è come bere quando si ha la gola riarsa, respirare quando l'aria ci manca. Grazie, Carlo. :-)

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