venerdì 4 aprile 2014

Mind the differences?

"... Quanto più vado avanti con questa dannata lettera, tanto più perdo il coraggio delle mie convinzioni. Ma ti giuro che ho avuto una piccola visione della verità (reparto cotolette d'agnello) perfettamente comunicabile, questo pomeriggio, nell'istante esatto in cui quella bambina mi ha detto che i suoi ragazzi si chiamavano Bobby e Dorothy. Una volta Seymour mi disse - e figurati dove, in un autobus affollato - che ogni autentico studio religioso deve condurre a disimparare le differenze, le differenze illusorie, esistenti tra ragazzi e ragazze, tra animali e pietre, tra giorno e notte, tra caldo e freddo. E' questo che mi ha colpito improvvisamente al banco della carne, e mi è parsa una questione di vita o di morte correre a casa a cento all'ora per scriverti una lettera. Dio mio, come vorrei aver preso una matita proprio là al supermercato, senza fidarmi della strada di casa. Ma forse è lo stesso."

J. D. Salinger,
Franny e Zooey,
Einaudi, 2010
pag. 52

A me è sembrata una delle frasi più significative lette su questo bel libro dell'autore de Il giovane Holden.
"Più" significative, nel senso di profondamente evocativa ed influente sulle immaginazioni fervide. L'esperienza infantile dei rapporti umani, la percezione del nucleo fondamentale dell'umano al di là del genere, a me ha sempre affascinato. Scoprire un territorio nel quale i limiti si fondono, i diversi "regni" dell'universo naturale si compenetrano a formare attraverso l'armonia un universo che è più razionale di quello che tende a stabilire confini e generi. Una epifania letteraria, in questo caso. Vissuta quella della quale ho parlato nel mio post di pochi giorni fa.


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