sabato 22 marzo 2014

Poiché non scriverò mai un libro

e poiché, in fondo, l'ho scritto, come più o meno ogni essere umano, come ciascun essere umano.

Un libro senza righe scritte, un libro senza trama, con tantissima storia, fatto con gli anni, i passi, i sorrisi, le parole dette, urlate spesso, forse troppo, forse troppo poco, gli amori profondi, tutte quelle lacrime e delusioni e paure e felicità da ridere ancora se appena ci si pensa, con il cuore che dà voce allo spirito, che fa sentire se stesso e l'altro, con i sospiri, le attese e quel desiderio di danzare attorno alla persona amata.
Con il tempo, con i libri e le parole scritte da altri, da altre, dalla Storia.

Questo è uno di quelli


l'edizione è del 1974 e io avevo 15 anni.
Regalo della mia sorella maggiore.  Non so se tutte, allora come ora, ma io a 15 anni, ero bambina.
Lo ero sicuro. Così il possesso di questo libro iniziò ad insegnarmi, all'improvviso, che del corpo non solo non dovevo provare vergogna o paura, ma addirittura potevo rivendicarne la bellezza e la naturalità. Mica facile, questo, forse lo sanno tutte/i.

Anni cattivi quelli?
Vedete un po' voi. ..

Credo sia stato il libro che ho maggiormente toccato nella mia vita, che ho più letto, sul quale ho imparato il mistero e la bellezza, e forse anche la materialità dei rapporti uomo/donna ma quella materialità che tanto è sentita che diventa spiritualità della più alta. Io questo imparai ad imparare da queste pagine.

Le foto, i disegni, semplicissimi e anche se non bellissimi, puri.

Che cosa succede durante il rapporto sessuale


Il titolo di uno dei paragrafi più letti.
Era una delle esperienze meno raccontate. Leggendola in queste pagine ci si incontrava, oltre che con l'eventuale giovane compagno della realtà, con quella noi stessa che ci guardava agire e che guardava l'altro agire alla luce di quanto appreso in solitudine. C'era un dialogo con un modello positivo che ci avrebbe aiutato a capire e, forse, a volte, a difenderci. Tutto doveva essere preso sul serio, e noi, con fatica, imparavamo ad amare noi stesse. Per carità, non voglio dire che un buon inizio porti sempre alla felicità e all'armonia, figuriamoci! solo che l'intenzione, il metodo, diciamo così , non era per niente sbagliato. Tutto stava nell'impadronirsene e tanti erano i fattori che anche per noi remavano contro.
Però la possibilità c'era, la riconosco e amo queste pagine ingiallite e la me stessa di allora e quella di oggi che non le ha dimenticate.

L'altra immagine/mistero svelato, era questa


Chi mai dipingerebbe in questo modo, oggi?
Eppure è utile ed essenziale, sta parlando del corpo femminile, non tanto del feto, sta individuando la posizione dell'utero e gli effetti sul corpo, appunto.
Mistero, mistero meraviglioso. Ci sarà o non ci sarà nella mia vita? Ma siamo sicuri che io sia fatta proprio così? e si potrà reggere un peso tale? e quando? e perché? e con chi? e perché con quel chi? ma sarò in grado? ma quando, non ora, il tempo è infinito. Smettere di pensarsi bambine, imparare a pensarsi adulte, madri. Esserlo. Sentirsi tali. Amarsi come madri, sottraendo un po' di quell'amore alle proprie madri. Sarà possibile? Ci si riuscirà?

Il capitolo XIV, a pag. 293 è chiaramente quello meno letto.

Credo lo dovrò affrontare nei prossimi giorni, ritornando al mio vecchio libro di ragazza.


bibliomatilda's pics

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