lunedì 17 febbraio 2014

Da Slec

Poesia di Bertold Brecht, pubblicata sul blog il 10 febbraio da Slec.
Mi era sfuggita pochi giorni fa.
Sono andata a leggerla ora.

eccone i primi versi:


Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
Impara, uomo all’ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara sessantenne!                                                                  (19/02/2014)
Tocca a te prendere il potere!
Frequenta la scuola senzatetto!
Procurati sapere tu che hai freddo!


Affamato impugna il libro: è un arma.


Tocca a te prendere il potere.


Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente

Ciò che devi fare affinché stiate bene.

Essi hanno letto i libri di quelli

Che sanno le verità                                 (20/02/2014)

Che hanno validità in tutti i tempi

E le ricette che aiutano sempre.

Dato che ci sono così tanti che pensano per te

Non devi muovere un dito.

Però, se non fosse così

Allora dovresti studiare.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole                                                                        (18/02/2014)
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.                                                                                    

In questa giornata, credo non sia un caso poterla leggere, anche se, a volte, tutto sembra rimanere immutato, nonostante il pensiero che l'ha creata.

Pubblico una mia foto, ecco, sfrutto anch'io la bellezza per raccontare la mia giornata.




anche questo il ricordo di un "sogno"
che ha lasciato 
una montagna di macerie

2 commenti:

  1. in realtà ho "osato" fare un collage di versi di Bertolt Brecht, mi perdonerà e mi perdonerai:)

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    1. Grazie a te! Io ti perdono, lui, credo, anche. Le parole scelte, comunque, illuminanti, le faccio mie totalmente :)

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